8 marzo, sempre più donne nel mondo del lavoro

8 marzo, sempre più donne nel mondo del lavoro
In occasione della Giornata internazionale della donna, guardiamo al valore che una prospettiva femminile porta al mondo dell’occupazione. La nostra intervista ad Anna Manca, presidente della Commissione Donne Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative:”donne e uomini devono essere pari ma questo non significa che sono uguali. Uno degli elementi da raggiungere è la condivisione dei carichi di cura”

La presenza delle donne nel mondo del lavoro è disomogenea a livello europeo. Svezia, Danimarca, Olanda sono i paesi dove l’occupazione femminile è più marcata. Gli Stati del Sud Europa invece fanno registrare tassi nettamente più bassi. In Italia fanno eccezione le cooperative, dove il 61% dei lavoratori è donna.

Conciliare vita, famiglia e lavoro
Anna Manca, presidente della Commissione Donne Dirigenti Cooperatrici di Confcooperartive afferma che “la presenza rispetto ad altre forme di impresa è importante e significativa. Bisogna dire che l’impresa cooperativa prevalentemente è family friendly, ovvero, avendo un’organizzazione molto a partecipazione democratica e quindi finalizzata e orientata all’obiettivo stesso dell’impresa, ha da sempre facilitato forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Questo è sicuramente uno degli elementi che ha fatto sì che all’interno del movimento cooperativo crescesse sempre di più l’inclusione lavorativa, ma non solo”.

Secondo lei che cosa aggiunge una donna in più al mondo del lavoro, soprattutto nella cooperazione?

R. – Donne e uomini devono essere pari, ma questo non significa che sono uguali. L’apporto della donna è un apporto proprio anche dal punto di vista di approccio all’organizzazione: un certo modo di lavorare, puntare a un livello di empatia di valorizzazione stessa delle altre persone. Sono tutti fattori che indubbiamente facilitano un’organizzazione più centrata alla valorizzazione delle persone, al gioco di squadra, rendendo più equilibrate l’atmosfera e il clima lavorativo.

Ma quali passi possono essere fatti ancora?

R. – Uno degli elementi da raggiungere è la condivisione dei carichi di cura. Le donne all’interno delle aziende risentono ancora oggi del fatto di essere maggiormente impegnate nel lavoro di cura in famiglia. Una maggiore condivisione fra uomini e donne, o comunque una maggiore presenza di servizi che possano alleviare le famiglie nei carichi di cura, potrebbe garantire una maggiore presenza delle donne nel lavoro, una maggiore presenza nei ruoli apicali. Recenti statistiche ci dicono che le donne sono sempre più coinvolte in settori non tradizionali, come l’agricoltura, la pesca, l’organizzazione del lavoro, settori dove sicuramente il loro apporto arricchisce il sistema complessivamente.

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Fonte: Vatican News

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