Africa: 50 milioni di persone rischiano l’estrema povertà

Africa: 50 milioni di persone rischiano l'estrema povertà

La crescita economica del continente africano prevista quest’anno era intorno al 4%. La pandemia di Covid-19, unita ad altri gravi problemi registrati negli ultimi mesi, ha totalmente ribaltato la prospettiva. La Banca africana di sviluppo lancia l’allarme: sono decine di milioni i cittadini a rischio. L’intervista all’economista Riccardo Moro

L’Africa con i suoi 500 mila casi di Covid-19 è il continente meno colpito dal nuovo coronavirus. In percentuale, infatti, i contagi sono inferiori al 5% di quelli globali. Eppure i risvolti economici dell’emergenza sanitaria sono importanti e rischiano di aprire una crisi in numerosissimi Paesi. In Africa si doveva registrare nel 2020 una crescita economica pari a circa 4 punti percentuali. A causa della pandemia, la situazione è stravolta: ora si rischia una contrazione economica del 3,4% se l’emergenza coronavirus non cesserà. La previsione emerge dai dati forniti dalla Banca africana di sviluppo (Afdb), che prevede un crollo dell’economia nell’anno in corso. Il dato, dunque, vede un crollo superiore ai 7 punti percentuali, considerando il venir meno della crescita prevista per il 2020. Il prossimo anno, però, stando alle previsioni, ci potrebbe essere un rimbalzo con una crescita fino al 3%. Tale prospettiva rischia comunque di naufragare viste la pluralità di minacce esistenti.

I rischi

Il rimbalzo previsto ed auspicato per il 2021 deve fare i conti, in sostanza, con il possibile perdurare della pandemia, che rovescerebbe tale pronostico. Inoltre restano altre problematiche: dai prezzi delle materie prime eccezionalmente bassi rispetto all’andamento medio degli ultimi anni, alle condizioni finanziarie globali volatili, senza dimenticare le catastrofi naturali come le infestazioni di locuste che hanno devastato nei mesi scorsi i raccolti di parte dell’Africa orientale. Tutto ciò, secondo la Banca africana di sviluppo, comporta un rischio enorme: sono 50 milioni le persone che potrebbero ritrovarsi in condizioni di estrema povertà.

Una contrazione inevitabile
“In una economia globalizzata” qual è quella del XXI secolo, “era inevitabile che anche l’Africa, nonostante un numero di contagi inferiore rispetto ad altri continenti, subisse una contrazione”. Lo afferma nell’intervista a Vatican News Riccardo Moro, economista e docente di Politiche dello sviluppo all’Università Statale di Milano. “Dopo mesi di lockdown in Europa e in una crisi generale dell’economia mondiale, è evidente che la domanda di prodotti verso l’Africa è diminuita. Meno esportazioni comportano serie difficoltà economiche”, spiega Moro.

Inoltre non va dimenticato che la situazione strutturale del continente africano è diversa rispetta ad altre. “I cittadini europei, ad esempio – prosegue l’economista – hanno potuto contare in alcuni casi sui loro risparmi, oppure su un sistema di protezione sociale”, dunque ammortizzatori e cassa integrazione. “In Africa invece questo non è avvenuto, di conseguenza i tanti lavoratori giornalieri hanno subito un blocco del reddito che è risultato devastante”.

Le soluzioni
Ma che cosa fare in concreto per arginare l’annunciata crisi economica? “Le soluzioni ci sono: innanzitutto gli Stati africani dovrebbero fornire più risorse ai cittadini ed in parte lo stanno facendo. Queste però – evidenzia Moro – non abbondano di certo in numerosi Paesi”. “La prima cosa da fare allora è non solo sospendere, ma cancellare il debito per almeno due anni, perché – prosegue l’economista – è sotto gli occhi di tutti che gli interessi del debito ammontano a cifre tali che potrebbero essere impiegate per politiche sociali e di sviluppo”. Dunque, la ricetta presenta vari elementi. Occorre però la volontà. “Bisogna eliminare la logica dell’austerità in questo momento, ma – conclude Moro – non vedo grandi leader mondiali all’orizzonte…”.

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Fonte: Vatican News

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