Al via il Columbus, struttura all’avanguardia contro il Coronavirus

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Il reparto è realizzato dalla fondazione Agostino Gemelli. A regime, a fine mese, avrà 59 posti di terapia intensiva e 84 di degenza ordinaria. Il direttore Marco Elefanti: “Difficile fare previsione sull’andamento dell’infezione però abbiamo elementi indicatori che ci fanno presumere che il fenomeno tenda a crescere nel Centro”

È entrato in servizio questa mattina il “Columbus Covid 2 Hospital”, l’ospedale realizzato dalla Fondazione Policlinico Gemelli, dedicato ai pazienti affetti o ai casi sospetti di Coronavirus Covid-19. In corso il trasferimento dei primi casi. Per Marco Elefanti, direttore della Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli IRCCCS, “l’obiettivo è potenziare la disponibilità di posti letto di terapia intensiva, di semi intensiva e di gestione ordinaria per questa emergenza. La crescita importante degli accessi di pazienti con patologie respiratorie, polmoniti interstiziali gravi in alcuni casi con evidenza di coronavirus, renderà difficile pensare di mantenere il Gemelli diciamo ‘pulito’ dai problemi e dalle complicazioni infettive che il Coronavirus genera. Temo che anche buona parte del Policlinico dovrà continuare ad essere dedicato al trattamento di pazienti con questa patologia”.

Quando entrerà completamente a regime, quanti saranno i posti?

R. – A regime, 59 di terapia intensiva e 84 di degenza ordinaria, entro fine mese. Oggi partono i primi 20 di terapia intensiva e altri 20 di assistenza ordinaria. Ci sarà un problema di approvvigionamento, come un po’ in tutta Italia, di strumentazioni a supporto, specialmente per la terapia intensiva, però abbiamo già garanzie sugli approvvigionamenti. Entro il 31 comunque apriamo tutto.

Uno sforzo sicuramente importante…. Voi temete che questa emergenza si prolunghi ancora per molto tempo?

R. – Il grande timore è che la diffusione che questa epidemia sta avendo sul Nord, ancor che se in misura ridotta essendo nel frattempo stati presi provvedimenti molto rigidi che conosciamo, porti a una crescita importante anche al Centro e al Centro-Sud. Difficile fare previsioni certe però abbiamo elementi indicatori che ci fanno presumere che il fenomeno tenda a crescere, ancora non siamo sicuramente al picco, almeno al Centro del paese.

I pazienti arriveranno solo dal Lazio oppure anche da altre regioni nel caso in cui ci fossero delle situazioni di sofferenza?

R. – L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla regione Lazio, per altro dobbiamo sottolineare che una mano importante ci sta dando il gruppo Eni. Tenga conto che stiamo sostenendo investimenti importanti con flussi di cassa da mettere a disposizione immediatamente. Io ritengo che con questa emergenza sia necessario che ciascuna regione si attrezzi per rispondere in modo diretto al proprio fabbisogno. Ma questo perché sta crescendo in modo così importante il fabbisogno sul territorio, dunque pensare che una regione riesca a soddisfare le altre è oggettivamente complesso, come sta tutto sommato avvenendo al Nord. Devo ringraziare in modo molto sentito tutta la squadra del Gemelli. E’ una famiglia davvero importante e che vanta grandissime punte di competenza nei professionisti che hanno ruoli chiave. Ma il Gemelli riesce a fare quello fa anche e soprattutto per la squadra di infermieri, di assistenti che supportano l’attività dei medici. Sono 5000 persone, e devo ringraziare tutti loro se riusciamo a fare quello che stiamo facendo.

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Fonte: Vatican News

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