Assisi: l’arcivescovo e l’imam di Perugia sottoscrivono il documento di Abu Dhabi

Assisi l arcivescovo e l’imam di Perugia sottoscrivono il documento di Abu Dhabi

L’obiettivo è quello di formare le comunità di fedeli al rispetto e alla conoscenza reciproca. Mons. Sorrentino: si rafforza lo “Spirito di Assisi”

Il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, firmato lo scorso febbraio ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib, è “un fatto storico”, che mette “un punto fermo” nel percorso del dialogo interreligioso tracciato negli ultimi pontificati. Ad affermarlo è mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, che questo pomeriggio ha sottoscritto una dichiarazione di pieno accoglimento del documento di Abu Dhabi insieme all’imam di Perugia Abdel Qader.

Riflessione e impegno
L’obiettivo è quello di mettere in pratica lo spirito del Documento nelle rispettive comunità. Questo, spiega mons. Sorrentino, “implica una riflessione accurata per entrare dentro le motivazioni profonde dietro la dichiarazione, i motivi teologici e spirituali, relazionali, sociali e culturali”, e l’”impegno a una reciproca conoscenza e accoglienza, senza che questo sia un sacrificio della nostra identità”.

Lo “Spirito di Assisi”
In questo senso Assisi è un luogo speciale per il dialogo tra le fedi, tanto che dall’incontro promosso da San Giovanni Paolo II tra i leader religiosi di tutto il mondo il 27 ottobre del 1986, si parla di “Spirito di Assisi” per intendere il cammino di pace e fratellanza tra le religioni. “Qui ad Assisi siamo stati facilitati, perché il cammino è già consolidato”, ribadisce il vescovo della diocesi umbra. “Viviamo una sorta di ‘ecumenismo indotto’ da tutte le persone che vengono nella nostra terra” per confrontarsi, spiega, e ogni 27 del mese c’è un momento di preghiera e un incontro, l’ultimo dei quali propedeutico alla sottoscrizione della dichiarazione di oggi.

La spiritualità della Spogliazione
L’evento è avvenuto nella cosiddetta “Sala della Spogliazione”, dedicato al momento in cui San Francesco si liberò delle sue vesti e dei suoi averi davanti al vescovo e a suo padre. La scelta del luogo non è casuale, spiega ancora mons. Sorrentino, “perché non si fa dialogo se da parte di ciascuno degli interlocutori non ci si adatta ad una spiritualità della spogliazione”, allontanandosi, “dal proprio mondo, dal proprio egoismo e dalla propria autoreferenzialità per cogliere così il volto dell’altro”.

Un modello da imitare
L’auspicio è che un accordo simile possa essere sottoscritto in altre diocesi e in altri territori. “Senza avere la pretesa di essere maestri di nessuno”, conclude l’arcivescovo di Assisi, “speriamo che in tanti lo facciano non solo formalmente, ma in vero spirito di adesione”, perché è quello che chiede il documento di Abu Dhabi.

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Fonte: Vatican News

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