Card. Sandri negli Usa: farci missionari per vivere in comunione

Card. Sandri negli Usa: farci missionari per vivere in comunione
Si è concluso il viaggio del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, negli Stati Uniti. Ieri l’ultima tappa è stata la celebrazione del 50.mo anniversario dell’elevazione dell’Arcieparchia Metropolitana di Pittsburgh dei Ruteni

Un’occasione per vedere di persona, per toccare con mano, per vivere la vita stessa delle diverse Chiese negli Stati Uniti e confermarle a nome del Papa. E’ stato questo il senso del viaggio del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, negli Stati Uniti dal 14 al 24 giugno. Un viaggio che ha rilanciato anche la domanda, a pastori e fedeli, su come la fede possa risplendere in contesti tanto diversi.

Tappa a Pittsburgh
Ieri il porporato ha visitato l’Arcieparchia di Pittsburgh dei Ruteni nel 50.mo anniversario della sua elevazione e presiedendo la Divina Liturgia insieme al Metropolita Skurla, concelebrata poi dagli altri vescovi Ruteni degli Stati Uniti oltre che ad un vescovo anglicano e ad una rappresentante di una comunità evangelica. In precedenza il porporato si era recato in alcune zone della città legate alla storia della presenza rutena, in particolare l’area delle miniere, nelle quali erano occupati molti emigrati provenienti dall’area centro orientale dell’Europa.

Farci missionari anche oggi
Nell’omelia il cardinale Sandri ha ricordato il cammino che portò alla costituzione della gerarchia rutena negli Stati Uniti, nata “dal desiderio che non ci fosse nessuno dei fedeli privo dell’assistenza pastorale e della vicinanza della Chiesa: ciascuno di loro non era anzitutto uno straniero o un immigrato, ma un figlio da cercare e da amare”. Una vicinanza che è missionarietà anche oggi dinanzi al flusso interno di persone che per motivi economici si spostano verso sud soprattutto in Texas e in Florida. “Continuare a vivere la vocazione e l’identità della Chiesa Bizantina Rutena negli Stati Uniti – ha detto il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali- significa allora continuare a pensare e mostrare la prossimità e la vicinanza ai vostri figli oggi, significa continuare ad essere missionari”.

Vivere la comunione
“Coltiviamo la memoria, riscopriamo le radici, nella libertà ritrovata in Europa e in quella custodita da sempre negli Stati Uniti, ma non meno insidiata dai venti che vogliono – ha aggiunto il porporato – imporre visioni sulla vita e sul rispetto della dignità dell’uomo, pensiamo alla collaborazione che può esistere tra le Chiese che da una parte o dall’altra dell’Atlantico custodiscono la medesima tradizione”. La via allora è quella di “coltivare tutti i passi necessari a vivere la comunione” perché “la testimonianza di fronte al mondo e anche tra le altre confessioni cristiane” sia “significativa”.

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Fonte: Vatican News

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