Casal Bruciato: scontri su accoglienza a famiglia Rom

Casal Bruciato: scontri su accoglienza a famiglia Rom

Negli ultimi giorni si sono verificati nella periferia di Roma a Casal Bruciato numerosi scontri in seguito all’assegnazione di un alloggio popolare ad una famiglia con 12 figli di etnia rom. Ieri la visita del sindaco di Roma Virginia Raggi accompagnata dal vescovo ausiliare Mons. Palmieri e dal direttore della Caritas diocesana di Roma Don Benoni Ambarus. La famiglia rom invitata questa sera a san Giovanni in Laterano.

È ormai arrivato il terzo giorno di proteste e manifestazioni nel quartiere di Casal Bruciato, nella periferia di Roma, da quando il Comune ha assegnato una casa popolare alla famiglia Omerovic, di etnia rom, composta da padre di 41 anni, madre e 12 figli. Il 7 maggio infatti il movimento di estrema destra Casa Pound ha organizzato un sit-in di protesta invitando i cittadini a protestare contro la famiglia rom che, a detta degli organizzatori della manifestazione, avrebbe scavalcato altre famiglie italiane bisognose dell’alloggio. Le manifestazioni però hanno raggiunto un tono talmente violento e scontroso che la famiglia Omerovic ha avuto necessità di essere scortata verso l’ingresso di casa da un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa.

La visita del sindaco di Roma con Mons. Palmieri e don Benoni Ambarus
Le tensioni e gli scontri sono continuati anche nella giornata di ieri, 8 maggio, quando i manifestanti di Casa Pound sono venuti a sapere che il sindaco di Roma Virginia Raggi avrebbe visitato la famiglia Omerovic per esprimere loro la sua solidarietà. Al termine del suo incontro con la famiglia rom Raggi ha detto che «chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza, perché non è questa una società in cui si può continuare a vivere», aggiungendo che gli Omerovic hanno legittimamente ottenuto l’alloggio popolare attraverso la graduatoria del Comune di Roma. Con il sindaco c’erano anche Mons. Palmieri, che ha raccontato che dei 12 figli della famiglia Omerovic ben 11 sono tornati al campo in cui vivevano precedentemente, e il direttore della Caritas della diocesi di Roma don Benoni Ambarus. La famiglia rom è stata invitata questa sera all’incontro della diocesi di Roma con il Papa a san Giovanni in Laterano.

Don Benoni Ambarus: è arrivato il momento di costruire ponti
“La famiglia ha paura di uscire di casa, come se al portone ci fossero delle persone pronte a sbranarli, e non hanno tutti i torti di pensarlo”: così ha detto don Benoni Ambarus ai microfoni di Radio Vaticana Italia, raccontando la vicenda che ha colpito la famiglia rom Omerovic. “La maggior parte delle persone che abitano a Casal Bruciato ha qualcosa da reclamare, qualcosa di cui avere bisogno, e per questo hanno manifestato contro la famiglia rom. Ma sotto questo c’è l’enorme pregiudizio generale del fatto che i rom non avessero diritto di esistere”, ha poi continuato don Ambarus, invitando tutti i cittadini a “sedersi, guardarsi e parlare, per costruire ponti di incontro e di conoscenza reciproca”.

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Fonte: Vatican News

One thought on “Casal Bruciato: scontri su accoglienza a famiglia Rom

  1. Non giustificando violenze verso nessuno, ma credo sia buono conoscere tutte le verita’ di chi le vive SUL POSTO–Personalmente e tanti anziani come me siamo stati “costretti” a decentrarci da Roma, affitti troppo alti, traffico automobilistico di passaggio sopra ogni livello di sopportazione-invasioni da tutta Italia, tutto il mondo—non rispettando la nostra cultura,le nostre tradizioni, togliendo e snaturando tutto quanto era il nostro vissuto.Chi non ha trovato lavoro,anziche’ tornare a casa loro ha iniziato a delinquere, truffe soprattutto a anziani,disabili, pretendere elemosine ai semafori,vedere poi che andavano a fare colazione al bar,sei povero?comprati un panino con i miei soldi, io evito colazioni al bar per risparmiare-Mi sono fermata con 3 rom donne,ho aperto il portabagli auto per donargli alcune cose,Dio mi ha fatto vedere la mano che la rom ben addestrata stava mettendo dentro la mia borsa,le ho tolto il portafoglio dalla mano,con dolore e delusione le ho gridato; vergognati,sono qui per aiutarti e tu mi derubi—Fanno tanti bambini perché li scambiano tra loro per portarli a elemosinare,io ho responsabilizzato alcune di loro che ho frequentato per aiutare–Essere umani prima di tutto,ma non a scapito della propria vita se Dio non la chiede per un “martirio”—-
    Ivana Barbonetti-

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