Case di riposo: tra tante fragilità emerge il ‘modello Nuoro’

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Le residenze per anziani sono la parte più fragile in questa emergenza coronavirus in Italia. Sono centinaia i contagi e i decessi registrati nelle rsa lombarde e nel resto d’Italia. In Sardegna chiesa, comune e Asl hanno trasformato la casa ‘Nostra Signora del Miracolo’ di Bitti, in un reparto Covid-19

Nonostante la drammaticità del momento, la comunità civile e cristiana si è mantenuta abbastanza equilibrata nella gestione di questa fase che poteva comportare un tipo di approccio irrazionale”. Così monsignor Antonello Mura, vescovo della diocesi di Nuoro, ha commentato con Vatican News, la vicenda della casa di riposo ‘Nostra Signora del Miracolo’ di Bitti, che è stata trasformata in un vero e proprio reparto Covid-19. Il caso sardo rappresenta un modello come risposta di rete all’emergenza. In Italia, infatti, le residenze per anziani rappresentano la parte più fragile del sistema sanitario duramente colpito dalla pandemia da coronavirus. “Grazie al sindaco e al parroco”, ha continuato il prelato, “ha prevalso l’attenzione, l’equilibrio e anche la compartecipazione”. Il tutto è stato reso possibile anche grazie anche alla donazione di 10 mila euro da parte della diocesi barbaricina che ha inaugurato una raccolta fondi #doniAMO per aiutare la struttura.

L’esperienza di Bitti
La residenza per anziani Nostra Signora del Miracolo di Bitti, un piccolo paese di tre mila abitanti, è collocata a fianco dell’omonimo santuario nella diocesi sarda di Nuoro ed è attiva dai primi anni ’90. Nella struttura erano ospitati 21 ultraottantenni e lavorano 14 persone tra dipendenti e operatori. Nei primi giorni di marzo un paziente ha manifestato alcuni sintomi del coronavirus ed è stato ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro, dove è risultato positivo al tampone. Tra le prime misure adottate nella casa di riposo sono stati vietati gli accessi dall’esterno e le visite dei parenti. Il virus aveva ormai contagiato altre 23 persone: 18 ospiti e 5 operatori sanitari. Tre degli anziani che non infetti sono stati trasferiti in un albergo del paese e messi in quarantena, cos’ come gli infermieri alcuni dei quali sono stati sostituiti per eccessivo stress. A fine marzo è arrivato il primo (decesso): una donna di 86 anni è spirata nel nosocomio del capoluogo barbaricino, dov’era ricoverata insieme ad altri tre anziani della struttura. Così Nostra Signora del Miracolo, gestita dalla parrocchia, è stata affidata al controllo straordinario di un’unità di crisi coordinata dalla chiesa, dal comune, dalla Azienda sanitaria locale e da alcune associazioni. La casa per anziani è stata trasformata in un vero e proprio reparto Covid-19 in cui attualmente ci sono 14 persone contagiate, assistite da personale medico e infermieristico. Ad aprile un’altra ospite della casa di riposo è deceduta all’interno della stessa struttura. La comunità cittadina e la Sardegna si sono stretti intorno a questa residenza e ne è nata una gara di solidarietà, aperta da una donazione di 10 mila euro da parte del vescovo Antonello. Un gesto importante per la comunità diocesana nuorese, la più colpita nell’isola dal virus e in lutto per la scomparsa di due sacerdoti: don Pietro Muggianu e don Giovanni Melis.

La fragilità delle case per anziani
Sempre in Sardegna sei anziani ospiti della casa Divina Provvidenza di Sanluri sono deceduti a causa del Covid-19, mentre altri 18 anziani, una suora e una laica sono stati contagiati e tre operatori sono in quarantena. In tutta Italia sono diverse centinaia le persone ritornate alla casa del Padre e altrettanti i contagi registrati nelle residenze sanitarie (Rsa) e nelle case di cura per anziani nel nord del Paese, soprattutto in Lombardia, l’area più duramente colpita dal coronavirus. Secondo la Federazione lombarda degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fromceo) nelle Rsa e nei centri diurni della sola privincia di Bergamo sono morti 600 ospiti in un mese. Nei prossimi giorni gli ispettori del ministero della Salute italiano saranno a Milano per indagare decine di morti sospette al Pio Albergo Trivulzio. Intanto a inizio aprile cinque suore appartenenti all’ordine delle Figlie della Sapienza sono decedute presso l’Istituto Sedes, una casa di riposo per religiose di Sanremo, mentre altre cinque sono ricoverate, tre delle quali in condizioni serie. Sono decine anche le suore contagiate a Roma presso l’Istituto delle Figlie di San Camillo e all’istituto della congregazione delle suore angeliche di San Paolo. Senza dimenticare l’altro tributo pagato dalla chiesa italiana con 100 sacerdoti deceduti dall’inizio dell’emergenza ad oggi

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Fonte: Vatican News

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