Castiglione Cinema 2020: storie di ripartenza nel primo festival “dal vivo”

Castiglione Cinema 2020: storie di ripartenza nel primo festival "dal vivo"
Nella due giorni proposta a Castiglione del Lago dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, incontri e proiezioni con Terence Hill, Ambra Angiolini e Lillo & Greg. Il presidente monsignor Milani: “Non sarà l’economia a farci ripartire, ma la cultura, l’incontro e la scommessa sull’altro”. Da Udine in Umbria per incontrare “Don Matteo”

C’è voglia di incontro, di dialogo, ma anche di bellezza e di emozione, nonostante il maltempo, nel primo festival italiano del cinema “dal vivo” nel tempo della pandemia, Castiglione Cinema 2020 – RdC incontra. L’evento, prima cancellato per il Covid-19, poi confermato ma ridotto da quattro a due giorni, alla sua terza edizione, è organizzato e fortemente voluto dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (Feds), in collaborazione con il Comune di Castiglione del Lago, il Trasimeno, in provincia di Perugia.

Una famiglia di Udine in Umbria per incontrare “Don Matteo”
In 250, regolarmente distanziati, hanno partecipato venerdì sera all’incontro con Terence Hill, al secolo Mario Girotti, incalzato dalle domande di Massimo Bernardini nell’arena della Rocca del Leone. L’81enne attore dagli occhi di ghiaccio è nato a Venezia, ma in Umbria vive e ha trovato il grande successo, dopo i western all’ italiana con Bud Spencer, con la fiction Rai “Don Matteo”, girata prima a Gubbio e poi a Spoleto. Una famiglia è venuta da Udine per incontrarlo, perché si concede al pubblico non più di una volta l’anno, anche se da venti, vestito da prete-detective, entra ogni settimana nelle case degli italiani.

Terence Hill, un attore che si è reinventato più volte
L’attore che ha visto il successo con il film “Lo chiamavano Trinità” e le scazzottate insieme a Carlo Pedersoli-Bud Spencer ha ricordato che “Un prete che è come un cowboy: non ha passato, non si sa niente di lui”, e che il successo mondiale di “Don Matteo” è per lui una grande soddisfazione. Dopo la proiezione, nel giorno di san Tommaso, di “Il mio nome è Thomas”, diretto e interpretato da Terence Hill nel 2018, monsignor Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, ha consegnato a Terence Hill il Premio Castiglione Cinema RdC incontra, per “aver saputo, come pochi altri, coltivare l’arte della reinvenzione”.

Monsignor Milani: il bisogno di ritrovare il senso delle cose
“Terence Hill – spiega monsignor Milani a Vatican news – ha raccontato la sua vita segnata dal cinema, ma anche dalla ricerca della verità, e di un rapporto autentico con Dio”. Pur essendo, per il presidente della Feds “il più hollywoodiano degli attori italiani, al tempo stesso non è distante, ma è rispettosissimo del suo pubblico”. “Si dice che ora la gente, dopo il lockdown, ha bisogno di divertirsi – prosegue monsignor Milani – ma non è vero: la gente ha bisogno di stare bene, certo, ma soprattutto di recuperare il senso delle cose. Perché siamo stati toccati duramente nella vita, ci siamo scoperti creature fragili, che nessuna tecnologia può proteggere completamente, bisognosi dell’altro, bisognosi di salvezza, bisognosi di Dio”.

Ambra e il conto per aiutare le famiglie di Brescia
Prima di Terence Hill, il pubblico di Castiglione Cinema ha incontrato dal vivo Ambra Angiolini, l’eclettica attrice e conduttrice romana, che si è raccontata grazie alle domande di Federico Pontiggia. Dai tempi di “Non è la Rai” al successo nel film di Ferzan Özpetek “Saturno Contro” del 2007, l’attrice ha ricordato come “Il mondo del cinema non era prioritario in fase di emergenza covid”. “Adesso – ha aggiunto – stiamo aspettando dalla politica investimenti per la cultura e per tutti i lavoratori dello spettacolo”. Ha raccontato del progetto di solidarietà “Sostieni Brescia”, attivato con Fabio Volo e Francesco Renga e i suoi figli adolescenti. “Abbiamo aperto un conto che per fortuna è stato inondato dalle donazioni per le famiglie – ha raccontato Ambra – perché avevamo capito che l’emergenza successiva a quella sanitaria sarebbe stata per le famiglie”. La Fondazione Ente dello Spettacolo l’ha premiata per la “gioiosa testimonianza di un dialogo non banale, affettivo e riconoscente con il pubblico”. “Di Ambra – ci dice monsignor Milani – abbiamo apprezzato il percorso di una donna che è cambiata tante volte, dal punto di vista artistico, ma restando sempre fedele a questa ricerca di un compimento di sé, di un rapporto col pubblico che per lei è vitale”.

“Sarà l’incontro e la scommessa sull’altro a farci ripartire”
Al giro di boa, dopo la prima intensissima giornata, il bilancio della Feds è ampiamente positivo. “Già venerdì sera la gente ci ringraziava, prima ancora che per la bellezza di incontri, per l’opportunità di dialogare con questi ospiti, perché gli abbiamo dato un’occasione per stare insieme, per tornare a incontrarsi”. Non si riparte con ricette “di stampo tecnocratico” secondo monsignor Milani, tipo “Facciamo partire l’economia e quindi ripartirà il Paese”. “Come cristiani diciamo che non è l’economia che fa ripartire l’uomo ma è lo spirito, la cultura, l’educazione, l’incontro, il dialogo e la scommessa sull’altro”. Abbiamo voluto organizzare questo festival in un mese, tra mille difficoltà, conclude il presidente Feds “per dare occasione alla gente per scommettere sull’altro, per incamminarsi dietro una proposta di senso, dietro un riflesso della bellezza. Se l’uomo torna ad avere voglia di dialogare, di confrontarsi, di uscire da sé stesso per andare incontro all’altro allora ripartirà anche l’economia. Perché questa è una crisi di fiducia, ma non fiducia come la intendono gli economisti, la fiducia sulle possibilità d’acquisto. Ma di fiducia sull’umanità”.

Sabato l’incontro e il film di Lillo & Greg
Sabato sera, Castiglione Cinema 2020 si chiude nel segno di Lillo & Greg, gli attori protagonisti prima, al Giardino Caffè Pomarancio, dell’incontro “Manifesto per una fiera inadeguatezza”, condotto da Valerio Sammarco, critico e giornalista della Rivista del Cinematografo, edita dalla Feds. Il due comici ricevono il Premio Castiglione Cinema 2020 – RdC incontra, “perché sono lo spettacolo popolare – spiega monsignor Milani – dove popolare non giudica la qualità di uno spettacolo ma appunto l’idea di offrirsi come maschere, come strumento per portare serenità, raccontando gli italiani, i loro difetti, i loro vizi”. Infine, all’arena della Rocca Medievale, ì la proiezione di “D.N.A. – Decisamente non adatti” il primo film da registi di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori, in arte Lillo & Greg.

Il webinar sull’utilizzo del cinema a scuola
Ma Castiglione Cinema 2020 è anche dibattiti a distanza, come il webinar di venerdì pomeriggio su “Strumenti e metodi sull’utilizzo del cinema a scuola”, che ha visto quasi 500 partecipanti, soprattutto docenti. “E’ stato un confronto con personaggi della cultura, della formazione e della didattica – spiega ancora il presidente della Feds – Il rischio è che il cinema a scuola venga usato come pretesto, per avviare un dibattito su un tema. Invece, come per la letteratura, il cinema deve essere trattato come testo, da interrogare, da far parlare per quello che è, come un linguaggio, una grammatica, una semantica particolari. La distanza dà corpo a questa idea, perché se vedi un film poi ci lavori sopra come si lavora su Manzoni o davanti ad un quadro di Picasso”. Nell’occasione, è stato presentato il progetto di Miur e Mibact per l’educazione visiva a scuola “Cinemaperlascuola”.

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Fonte: Vatican News

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