Centrafrica: attaccato altro campo profughi gestito dalla Chiesa

Centrafrica attaccato altro campo profughi gestito dalla Chiesa

I massacratori di Alindao dove sono state uccise 60 persone tra cui due sacerdoti, hanno attaccato martedì un altro campo per sfollati gestito dalla Chiesa cattolica nel sud-est della Repubblica Centrafricana

Il campo di Ippy è stato attaccato martedì, dagli uomini dell’Upc (Unité pour la Paix en Centrafrique) di Ali Darassa, lo stesso gruppo responsabile del massacro perpetrato il 15 novembre ad Alindao, nel corso del quale almeno 60 persone sono state uccise, tra le quali due sacerdoti. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, l’attacco è iniziato intorno alle 10 del mattino. Gli sfollati, uomini, donne e bambini, che si erano raccolti attorno alla chiesa di Saint Xavier, a Ippy (a 100 km da Bambari) sono stati costretti a rifugiarsi nella boscaglia, sotto il fuoco dei combattenti dell’UPC. “I ribelli dell’Upc, hanno iniziato a sparare in tutte le direzioni costringendo tutti a scappare” ha raccontato un testimone, sfuggito alla sparatoria dal suo nascondiglio.

Il Centrafrica si sente abbandonato al suo destino
“I Caschi Blu delle Nazioni Unite sono presenti ma non hanno fatto nulla per impedire agli aggressori di commettere abusi” ha detto indignata la fonte locale. Il presidente del comitato per la pace della città di Ippy, padre Roger Stanislas Djamawa, ha denunciato che i centrafricani sono stati abbandonati al loro destino. Al momento non si ha una stima del numero delle vittime. Secondo una fonte locale, tre persone sono state ferite gravemente, tra cui due bambini.

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Fonte: Vatican News

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