Centrafrica: l’ospedale voluto dal Papa accende la speranza

Centrafrica: l'ospedale voluto dal Papa accende la speranza

Mariella Enoc, Domenico Giani e suor Rita: le testimonianze di chi ha visto nascere il centro pediatrico di Bangui in Centrafrica, voluto da Papa Francesco e realizzato grazie al sostegno del Bambino Gesù di Roma

Ogni cosa ha il suo inizio, la sua nascita, che spesso viene raccontata con un’emozione che il tempo non può cancellare. Succede ai testimoni, succede a Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e al Comandante Domenico Giani, capo della Gendarmeria vaticana. Entrambi a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, per assistere all’inaugurazione del nuovo centro sanitario pediatrico, ristrutturato e ampliato per volontà di Papa Francesco. Intervistati dal nostro inviato Xavier Sartre, ricordano e ci regalano sensazioni uniche: l’amore per l’Africa, il sogno di costruire un centro sanitario anche fuori dalla capitale e l’incontro con due genitori che implorano aiuto per il loro bambino in fin di vita.

Appartengo a questo Paese
Le parole della presidente Enoc sono inequivocabili, il suo amore “per questo Paese” la spinge a progettare e a sognare: “Appartengo talmente a questo Paese, che mi risulta difficile staccarmi”. “Uno dei miei sogni – dichiara – è fare qualche centro per la salute anche fuori da Bangui.” Ma poi, e ci tiene a sottolinearlo, aggiunge che il risultato del centro pediatrico appena inaugurato è dovuto “all’impegno diretto del Santo Padre”.

La scintilla che ha fatto nascere l’ospedale
Il racconto del Comandante della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani, vibra di commozione. La sua voce si spezza ma non si ferma nel descrivere le condizioni in cui vide i piccoli pazienti e i loro genitori nell’ospedale prima che venisse ristrutturato e ampliato. Una mamma e un papà lo implorarono di fare qualcosa per il loro bambino agonizzante, sapendo che il comandante era lì in previsione dell’arrivo del Papa per l’apertura dell’Anno Giubilare. Chiesero aiuto. Giani non perse tempo, avvertì i superiori e la Segreteria di Stato. Da subito confidò nel Pontefice perchè – oggi ci dice – “è grandissimo il cuore del Papa”.

La sfida dell’educazione sanitaria
Un grande traguardo per ora, ma la strada per l’educazione sanitaria nel Continente africano è ancora lunga. La conferma arriva anche da suor Rita, missionaria comboniana da 34 anni in Africa. La religiosa lavora in un dispensario a Bangadou nella diocesi di MBaiki, a sud-ovest di Bangui: “Aiutare le donne in attesa – dice – sostenerle durante la gravidanza e incoraggiarle a partorire in ospedale e non nei villaggi dove avvengono dei veri disastri, è la nostra sfida”. Suor Rita insiste sulla necessità di provocare un cambio culturale, sull’importanza di far leva sui capi villaggio che hanno un ruolo fondamentale all’interno delle comunità. Purtroppo, conclude, l’isolamento della zona, la scarsità di cibo e farmaci non aiutano, ma far capire alle mamme che l’ospedale è un luogo sicuro per loro e per i propri bambini rimane il primo passo da compiere.

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Fonte: Vatican News

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