Colombia: l’Eln propone una tregua al governo per affrontare l’emergenza Covid-19

Colombia: l’Eln propone una tregua al governo per affrontare l’emergenza Covid-19
I guerriglieri, che non hanno partecipato all’accordo tra Stato e Farc nel 2016, propongono novanta giorni di cessate il fuoco sulla base della risoluzione dell’Onu sulla gestione umanitaria della pandemia. Scettico il presidente Ivan Duque, ma il dialogo può essere l’unica via per la riconciliazione

L’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln), il più numeroso gruppo militare guerrigliero ancora attivo in Colombia dopo l’accordo governo-Farc del 2016, ha chiesto al presidente Ivan Duque di trattare un cessate il fuoco di 90 giorni al fine di riaprire i colloqui di pace e di aiutare il Paese ad affrontare la pandemia di coronavirus. Nel Paese, infatti, i casi positivi sono circa 124 mila, con oltre quattro mila morti e in queste ore il lockdown è stato prorogato fino al primo agosto.

Il comunicato dell’Eln
In un comunicato l’Eln, ritenuto un’associazione terrorista da Stati Uniti e Unione Europea, si dice esplicitamente di aver preso in considerazione, per la formulazione della richiesta, la risoluzione delle Nazioni Unite sul cessate il fuoco globale e il sostegno dato a questa da Papa Francesco, per “creare un clima di armonia umanitaria” e “ricominciare i colloqui di pace con il governo”.

“Non c’è altra strada che quella del dialogo”
“Credo che questa proposta possa rappresentare il ritorno della pace al centro della dinamica politica colombiana. Il conflitto colombiano dura da 60 anni e la via militarista e la soluzione del conflitto attraverso la guerra si è rivelata sempre fallimentare”, spiega a Vatican News Gianni La Bella, docente di Storia Contemporanea all’Università di Modena-Reggio Emilia e esperto dell’area per la Comunità di Sant’Egidio. “Non esiste altra strada che quella del dialogo”, aggiunge, ma “questa proposta deve però evidentemente impegnare l’Eln in un dialogo sincero e oggettivo. Allo stesso tempo anche il governo deve accettare di correre il rischio di sedersi a un tavolo e di cercare la via di un dialogo. Ambedue le parti hanno bisogno della pace e in fretta, perché la tragedia del coronavirus non fa che esacerbare ancora di più la drammaticità di questa situazione”.

Ad aprile l’ultima tregua
L’ultima tregua voluta dall’Eln, un cessate il fuoco unilaterale ad aprile, era durata circa un mese, ma il dialogo con Duque era già terminato a gennaio 2019, quando i guerriglieri avevano attaccato con un’autobomba l’accademia di polizia di Bogotà, uccidendo 22 cadetti. “L’Eln ha una forza che fino a poco tempo fa si stimava in 3000 uomini”, spiega ancora La Bella, “ma oggi quelli in armi sono molto meno. L’Eln può contare però su una cerchia di associazioni e movimenti di base che fanno sì che ci sia un’area di consenso attorno alla loro proposta”.

Le perplessità del governo
“Il nostro governo non rinuncerà mai ad adempiere al suo dovere costituzionale di affrontare il crimine in tutto il Paese”, ha scritto in un tweet il presidente Ivan Duque, che ha ribadito come l’”Eln sia un gruppo terrorista che è stato una piaga della nazione per decenni”. La posizione del governo è, infatti, quella di rifiutare ogni dialogo fino a quando non termineranno i rapimenti, il reclutamento dei minori, non saranno liberati gli ostaggi e si sia posto fine agli attacchi alle infrastrutture come gli oleodotti. “Sono persuaso da tempo che l’Eln abbia ormai due generazioni, quella storica e una più giovane”, conclude La Bella. “Questo fa sì che all’interno di questo movimento guerrigliero ci siano delle anime più dialoganti, più pacifiste e altre invece più radicali. L’attuale governo invece è preda a mio avviso di un comprensibile scetticismo e non crede alle reali e veritiere intenzioni della Eln per un processo di dialogo che invece va accettato come sfida. Non ci sono altre strade”.

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Fonte: Vatican News

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