Coronavirus: aumentano contagi e vittime

Coronavirus: aumentano contagi e vittime
Mentre Cina e Stati Uniti esprimono fiducia sul contenimento dell’epidemia, sale a oltre seicento il numero dei morti. Nuovo contagio anche in Italia. Morto in Cina il medico che aveva identificato il virus

Sale a 636 il numero di vittime in Cina per l’epidemia di Coronavirus. 30 mila il numero dei contagiati finora nel Paese asiatico e circa un migliaio nel resto del mondo. 69 i morti nella provincia di Hubei, quella più colpita. Tra questi anche LI Wenliang, il medico che per primo aveva identificato il virus e lanciato l’allarme sui rischi del contagio.

Piena fiducia tra Cina e Stati Uniti
Il Presidente cinese Xi Jinping ha confermato, in un colloquio telefonico con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, “la piena fiducia e la capacità della Cina di poter superare l’epidemia”. Una fiducia “nella forza e nella resilienza della Cina” riposta anche dal presidente americano Trump. I due capi di Stato ha affermato la Casa Bianca, hanno poi “deciso di proseguire un’ampia comunicazione e cooperazione tra i due Paesi”.

Un caso anche in Corea del Nord
Rilevato dai media sudcoreani anche un primo contagio in Corea del Nord, mentre sale a 61 il numero dei contagiati sulla nave da crociera ferma a largo del porto di Yokohama, in Giappone, dove il primo ministro Shinzo Abe, si è detto pronto a intraprendere “misure straordinarie” per arginare il contagio.

Positivo un italiano
Nuovo caso anche in Italia, dopo i due turisti cinesi ricoverati in prognosi riservata all’ospedale Spallanzani. Si tratta di uno dei 56 italiani rimpatriati da Wuhan e posti in stato di quarantena alla Cecchignola di Roma. L’uomo presenta dei sintomi e secondo l’Istituto superiore di sanità è poco probabile che abbia infettato gli altri italiani.

Colavita: stiamo lavorando al massimo
“Abbiamo avuto questa diagnosi del paziente, abbiamo testato il campione anche qui in laboratorio ed è risultato positivo”, conferma a Vatican News Francesca Colavita, una delle tre ricercatrici dello Spallanzani che ha isolato il virus. “Gli enti responsabili della sorveglianza e della parte epidemiologica stanno lavorando per verificare i protocolli e gestire questa situazione anche con gli altri italiani che sono alla Cecchignola”, ha spiegato: “È una situazione abbastanza delicata ma tutti stiamo lavorando al massimo”

Il cappellano: l’obiettivo è rassicurare i malati
“In questo momento in ospedale si vive una certa tensione perché giustamente tutto quello che è sconosciuto, crea un po’ di paura, un po’ di tensione più del normale”, spiega don Gerardo Rodriguez, cappellano dell’ospedale Spallanzani. Tuttavia “non sono tante le persone che in questo momento all’interno dell’ospedale chiedono di parlare specificamente del coronavirus. L’accompagnamento è quello di cercare di rassicurare gli altri malati che magari stanno in altri reparti che questo Coronavirus sia arginato per bene e che non saranno contagiati”, continua, “perché ci sono tanti altri casi di altre malattie che sono anche serie all’interno dell’ospedale”

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Fonte: Vatican News

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