Coronavirus, la raccolta di frutta e ortaggi è in crisi

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Pandemia e crisi del lavoro: in primo piano l’agricoltura. E’ sempre più difficile trovare manodopera per i campi. Molti raccoglitori che prima venivano dall’Europa dell’Est ora non possono più arrivare in Italia. Ai nostri microfoni l’imprenditore Davide Vernocchi apre ad una possibilità per quanti sono andati in cassa integrazione

Il settore agricolo è andato letteralmente in crisi in seguito al Coronavirus. In alcune regioni, la raccolta è calata anche del 50%. Per Davide Vernocchi, alla guida di una grossa cooperativa agricola in Emilia Romagna, tra le aree più colpite oggi, “questo è uno dei grossi problemi stiamo incontrando in maniera importante. Fino alla campagna scorsa – dice – noi ci siamo sempre avvalsi di quantità importanti di manodopera provenienti in modo particolare dai paesi dell’Est, che praticamente si preparavano in questi giorni per venire nei nostri territori, ed effettuare in particolare le operazioni dei trapianti, dei diradamenti e delle raccolte. Con il quadro sanitario che è emerso non solo in Italia ma in tutta Europa, questo percorso, questo flusso di manodopera, si è interrotto fintanto che la situazione non troverà una tranquillità sanitaria. Questo è veramente un grosso problema, che sta preoccupando per un po’ tutte le aree ortofrutticole del nostro paese dal Trentino Alto Adige fino alla Puglia”.

E questo che cosa comporterà anche in futuro secondo lei?

R. – Ci troviamo delle produzioni che non riusciamo a raccogliere e che rimangono in campagna. Per questo che avevamo chiesto come Alleanza delle cooperative una maggior flessibilità di quelli che sono gli strumenti occupazionali, nel senso che laddove ci sono situazioni di cassa integrazione, settori in crisi che non sono ancora partiti che questa manodopera possa fluire nel nostro comparto e vada a sostuire quei flussi di manodopera proveniente dai paesi dell’Est.

Secondo lei che riflessi ci sono invece sui cittadini?

R . – C’è il pericolo di non trovare la merce sugli scaffali. Se non troviamo la manodopera per fare le varie operazioni mi domando chi la possa fare. Noi dalla prossima settimana nell’area centro-nord inizieremo la raccolta delle fragole, delle ciliegie, delle albicocche, le pesche nettarine, le pere le mele, il kiwi fino a novembre. La manodopera è strategica per tutta la filiera, dalla campagna fino alle cooperative, ai magazzini di condizionamento. Non si può fare diversamente.

Questo poi comporta il rischio magari che sui mercati, sui banchi ci possano essere anche prodotti di qualità inferiore?

R. – E’ una certezza. Le catene europee che normalmente noi rifornivamo ci stanno chiedendo garanzie sulle forniture, cosa che ora non possiamo assolutamente dare, ed è chiaro che loro da qualche parte si organizzano.

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Fonte: Vatican News

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