Coronavirus: per l’Oms segnali incoraggianti dall’Europa

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480 mila i malati in tutto il mondo, la maggior parte nel Vecchio Continente. Interventi economici straordinari in Ue e negli Stati Uniti. L’impegno e la solidarietà delle Chiese locali

Esistono dei segnali incoraggianti di rallentamento del coronavirus in Europa, sebbene la situazione rimanga sempre grave. Ad affermarlo è il direttore europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Hans Kluge in una conferenza stampa a Copenhagen. “In Italia, ha affermato, il contagio sta conoscendo un aumento leggermente inferiore, ma è ancora troppo presto per dire che la pandemia ha raggiunto il suo picco”.

10 mila contagi in un giorno in Spagna
Ieri, infatti, sono stati rilevati 3491 nuovi casi positivi e 683 vittime e forte rimane l’impatto sugli operatori sanitari, che sono circa il 10% del totale. Continuano a crescere i contagi anche in Spagna, che oggi ha fatto registrare diecimila nuovi positivi e oltre 600 morti. Cinquemila casi in più anche in Germania, mentre al di fuori dell’Ue, il Regno Unito si attende un ingente aumento di casi gravi, soprattutto a Londra.

Al via il piano della BCE
Una situazione che ha inevitabili ripercussioni economiche su tutto il sistema, tanto che questa mattina la Banca centrale europea ha dato il via al nuovo programma di acquisto titoli per un valore da 750 miliardi di euro. “L’Eurosistema non tollererà alcun rischio”, si legge nel testo ufficiale che dà il via al provvedimento.

Piano record negli Stati Uniti
In generale nel mondo sono 480 mila i casi di coronavirus confermati. Particolare attenzione desta la situazione negli Stati Uniti, dove i contagi sono circa 70 mila e i morti un migliaio. Il Senato ha approvato nella notte un piano di sostegno a persone e imprese dal valore di oltre 2 mila miliardi di dollari, il più ingente nella storia del Paese. La Russia ferma le attività non essenziali a Mosca e blocca i voli internazionali.

La preghiera dei vescovi del Congo
Il virus raggiunge anche la Nuova Zelanda, dove i positivi sono 278 e i vescovi hanno sospeso le Messe e chiuso le chiese. Messe pubbliche sospese e trasmesse via radio fino a dopo Pasqua anche in Senegal, dove i contagiati sono 86, mentre in Repubblica democratica del Congo, dove la capitale Kinshasa è stata isolata dal resto del Paese, i vescovi hanno pregato per la fine della pandemia. Indetti anche quattro giorni di digiuno e preghiera per tutte le confessioni religiose.

Messe sospese a Tokyo e a Timor Est
Coniugare le esigenze di salute pubblica con la vita della Chiesa e dei fedeli è la questione che stanno affrontando molti vescovi del mondo. Messe sospese da qualche settimana infatti anche nell’arcidiocesi di Tokyo, in Giappone e Timor Est, mentre nelle Filippine monsignor Gerardo Alminaza, vescovo della diocesi di San Carlos, si è unito agli appelli allo screening di massa sulla popolazione, in accordo con un gruppo di scienziati filippini secondo i quali i test di massa avrebbero un ruolo cruciale per contenere la trasmissione del virus.

Le iniziative di solidarietà della Chiesa in Sud America
In America Latina, inoltre, molte sono le iniziative di solidarietà. In Perù e in Paraguay le conferenze episcopali hanno messo la Caritas nazionale e diocesana a disposizione per gli aiuti umanitari alle fasce di popolazione più vulnerabili al contagio, mentre in Cile la diocesi di Taica ha offerto stabili vuoti per ospitare l’isolamento dei malati.

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Fonte: Vatican News

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