Costa Rica: la Chiesa cattolica garante nel dialogo sociale

Costa Rica: la Chiesa cattolica garante nel dialogo sociale
Il Presidente della Repubblica del Costa Rica, Carlos Alvarado, ha incontrato ieri l’arcivescovo di San José, mons. José Rafel Quirós, con l’obiettivo di stabilire un dialogo sui diversi temi della realtà sociale nazionale. Al termine Alvarado ha annunciato l’apertura di tavoli di dialogo con i diversi settori a cui è stata chiamata come garante anche la Chiesa cattolica

Il Presidente Carlos Alvarado ha consegnato una lettera a mons. Quirós in risposta alle proposte dell’Incontro Sociale Multisettoriale ed ha espresso la sua convinzione che “la Chiesa cattolica sia un ‘accompagnatore’ di rilevo in questi dialoghi”. Dialoghi che si sono resi necessari dopo le proteste per la riforma del sistema scolastico ed educativo, voluta dallo stesso Presidente Alvarado. In particolare viene contestata la così detta “Educazione duale”, ovvero l’offerta di stage formativi in aziende private destinati agli studenti delle scuole superiori giunti quasi al termine del loro percorso formativo. Secondo il governo, tale sistema garantirebbe ai giovani maggiori opportunità di impiego, mentre per i sindacati si corre il rischio di creare manodopera a basso costo, senza alcuna tutela dei diritti spettanti ai lavoratori che, per lo più, non completerebbero il regolare ciclo di studi.

I vescovi chiedono un dialogo costruttivo con al centro la persona
La Conferenza episcopale del Costa Rica (Cecor) aveva pubblicato un comunicato, con la data del 28 giugno, intitolato “Beati quelli che lavorano per la pace”, in cui di fronte di violenza e al malcontento generale registrato nelle ultime settimane nel paese, invitava a cercare “un dialogo costruttivo” ricordando che occorre sempre “mettere la persona al centro di tutte le attività politiche e dei progetti legislativi”.
“I diversi settori hanno tutto il diritto a manifestare e ad essere ascoltati” affermavano i vescovi, che si sono fatti portavoce della popolazione costaricana che chiede maggiore giustizia sociale, opportunità di lavoro, educazione integrale non ideologizzata, rispetto dei valori etici e morali, distribuzione più equa della ricchezza. “E’ il momento di iniziare un processo di dialogo sociale concreto e costruttivo – chiedevano i vescovi -, cercando sempre il bene comune, senza anteporre interessi personali, di gruppo o di potere”. “In questo modo si lascerà da parte ogni tentazione di violenza, che non porta mai a niente di positivo. La pace sociale è fondamentale, però, per costruirla si richiede la volontà di tutti”.

Al tavolo dei negoziati anche rappresentanti della Chiesa
Il Presidente del Costa Rica ha quindi annunciato l’apertura di tavoli di dialogo con i diversi settori per soddisfare le loro esigenze e individuare soluzioni comuni, purchè i blocchi finiscano. “Il governo ha una volontà assoluta di dialogo, ma i blocchi devono finire, non permetteremo che le famiglie e la produzione nazionale continuino a essere colpite” ha detto il Presidente in un messaggio ai costaricani sulla situazione del Paese. Ha anche informato che a questi tavoli di dialogo partecipino come osservatori delegati della Defensoría de los Habitantes, e come garanti i rappresentanti della Chiesa cattolica e altri protagonisti.

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Fonte: Vatican News

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