Covid-19, arrivati in Costa d’Avorio gli aiuti di Cei e Caritas

Covid-19, arrivati in Costa d'Avorio gli aiuti di Cei e Caritas

Con una cerimonia a Yopougon alla presenza del nunzio apostolico, monsignor Paolo Borgia, è stato consegnato agli ospedali della città il materiale sanitario acquistato grazie agli aiuti che la Conferenza Episcopale Italiana e Caritas Italiana hanno stanziato per far fronte all’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus. A raccontarci la realtà locale Valentina Guidolin della Comunità Missionaria di Villaregia, tra gli organizzatori dell’evento

Commozione e speranza. Si può sintetizzare così la cerimonia che si è tenuta nella città ivoriana di Yopougon mercoledì 5 agosto, durante la quale è stato donato agli ospedali della città il materiale sanitario necessario per fronteggiare la pandemia. L’incontro è stato organizzato da Avsi, Comunità Missionaria di Villaregia, Fondazione Soleterre e Istituto Missioni della Consolata, ed è stato reso possibile grazie agli aiuti concreti della Cei e della Caritas Italiana che continuano, da mesi, a sostenere incessantemente i Paesi più in difficoltà dinanzi all’epocale sfida del Covid-19. Alla cerimonia era presente il nunzio apostolico in Costa d’Avorio, monsignor Paolo Borgia.

La testimonianza di una missionaria
“Sicuramente questi aiuti sono un valido sostegno ai tanti centri medici chiamati ad affrontare l’emergenza coronavirus, ma già messi a dura prova da altre sfide, ad esempio quella della malaria” Lo afferma nell’intervista a Vatican News Valentina Guidolin, missionaria in Costa d’Avorio della Comunità Missionaria di Villaregia.

“Monsignor Borgia ha ripetuto le parole del Papa durante la cerimonia, dicendo che noi non possiamo andare avanti da soli, ma – ricorda Guidolin – solamente insieme”. La missionaria sottolinea come la cerimonia del 5 agosto ha voluto “manifestare tutta la gratitudine del popolo ivoriano che è cosciente del grande sforzo che la Chiesa italiana ha fatto con questo gesto di solidarietà, in un momento di grande prova anche per l’Italia”. Sul ruolo dei missionari, Guidolin spiega come il loro compito sia quello di “mettersi in ascolto della popolazione”. Così facendo ha potuto riscontrare “il disorientamento, la difficoltà di questi mesi, ma grazie agli aiuti – conclude – abbiamo potuto dare delle risposte”.

La Comunità Missionaria di Villaregia
Si tratta di una comunità cattolica composta da laiche e laici consacrati, preti, coppie di sposi e singoli di diverse nazionalità, uniti da un’unica missione: portare la gioia e l’annuncio del Vangelo in tutto il mondo, costruire comunità, vivere la comunione fraterna e promuovere la dignità di ogni persona privilegiando i poveri, gli emarginati e le vittime dell’ingiustizia. Fondata in Italia nel 1981, nel 2002 è stata eretta ad Associazione pubblica internazionale di fedeli di diritto pontificio. Oggi è presente in 9 Paesi, tra Africa, Europa ed America Latina, con 16 comunità. Nell’ambito del sociale, opera in sanità, sicurezza alimentare, educazione, istruzione e formazione professional.

I 60 anni dell’indipendenza
In questo 2020 così difficile, la Costa d’Avorio celebra i 60 anni dell’indipendenza dalla Francia. Era il 7 agosto del 1960 quando il Paese dell’Africa Occidentale pose fine ad un lungo colonialismo. Si trattava certamente del Paese più prospero dell’Africa Occidentale Francese, visto che dalla Costa d’Avorio proveniva quasi la metà delle esportazioni totali dell’intera regione. Il primo presidente, Félix Houphouët-Boigny, fu alla guida del Paese per 33 anni, fino al 1993. Iniziò il suo cammino verso l’indipendenza nel lontano 1944, come sindacalista. Da presidente mantenne un forte legame economico con la Francia.

Il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, ha ufficializzato ieri la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 31 ottobre, dopo la morte improvvisa nel luglio scorso del primo ministro. “Ho deciso di candidarmi alle elezioni presidenziali del 2020 nel migliore interesse della nazione”, ha detto Ouattara, 78 anni, in un discorso al Paese in occasione del sessantesimo anniversario dell’indipendenza dalla Francia. Ouattara opterà così per un controverso terzo mandato che, non consentito in linea di principio dalla Costituzione, ha creato incertezza negli ultimi mesi. Lo scorso 5 marzo il Capo di Stato aveva annunciato che non si sarebbe presentato alle elezioni per trasferire il potere “alle giovani generazioni”, ma già lo scorso mese era considerato probabile un suo ripensamento, divenuto ufficiale nelle ultime ore.

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Fonte: Vatican News

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