Crisi Libia: vice-premier in Italia per una soluzione politica

Crisi Libia: vice-premier in Italia per una soluzione politica

Oggi a Roma il vice-premier libico Maitig per una serie di incontri con le autorità. Intanto sul terreno sale il bilancio delle vittime e si contano oltre 16.000 sfollati, mentre continua la battaglia a sud di Tripoli. Sempre più forte il rischio di una nuova crisi umanitaria

È salito a oltre 140 morti e più di 600 feriti il bilancio dell’offensiva sferrata dalle forze fedeli al generale Khalifa Haftar, contro la capitale libica. Lo ha reso noto oggi l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms): “Stiamo inviando rifornimenti sanitari in appoggio agli ospedali dell’area di Tripoli”, che sono travolti dall’emergenza, ha reso noto su Twitter l’agenzia speciale dell’ONU per la salute.

Si combatte a sud di Tripoli
L’offensiva portata avanti dalle forze dell’uomo forte della Cirenaica va avanti da 11 giorni e i combattimenti si sono concentrati a sud-ovest di Tripoli, dove in questo lasso di tempo si sono registrati attacchi, avanzate e ritirate lungo il fronte che divide l’esercito fedele al governo di accordo nazionale libico di Fayez al-Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, e le truppe di Haftar. Oggi, un’intera compagnia delle milizie di Haftar si è arresa ai militari governativi nella zona di Suani ban Adem. Finora le violenze hanno provocato almeno 16mila sfollati. Un portavoce del governo di Tripoli ha detto che non sarà accettato alcun cessate il fuoco fin quando le forze del generale Khalifa Haftar proseguiranno il loro attacco alla capitale e non saranno ritornate alle posizioni di partenza.

L’incontro tra Haftar e al-Sisi in Egitto
Intanto la crisi libica continua ad essere seguita da tutte le cancellerie della regione e dell’Occidente. L’Egitto mostra vicinanza politica ad Haftar. Ieri il generale libico è stato ricevuto al Cairo dal presidente Abdel Fattah al-Sisi e l’agenzia ufficiale egiziana Mena ha scritto che i due hanno “esaminato novità e sviluppi della situazione”.

In Italia il vice-premier Maitig
Il governo di Accordo nazionale cerca invece una sponda con l’Italia e l’Europa. Oggi è a Roma il vicepresidente libico Ahmed Maitig per una serie di colloqui con ministro degli Esteri Enzo Moavero e probabilmente con il premier Giuseppe Conte e il ministro degli interni Matteo Salvini. “L’Italia per noi è un partner strategico e ha lavorato da sempre per la pace e la riconciliazione della Libia”, ha detto Maitig. Dal canto suo il presidente Conte questa mattina ha confermato che l’Italia segue l’evoluzione in Libia e che vuole “assolutamente scongiurare che possa proseguire questo conflitto armato”.

Il rischio di una crisi umanitaria
Nel frattempo sale la preoccupazione per una possibile crisi umanitaria che potrebbe portare anche nuovi flussi di profughi verso l’Italia. “In caso di una nuova guerra non avremmo migranti ma rifugiati. E i rifugiati si accolgono”, ha detto il ministro della Difesa Trenta in un’intervista, aggiungendo che “le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull’Italia”. Sulla stessa linea il presidente della Camera, Fico. Di tutt’altro avviso il ministro dell’Interno Salvini che ha subito chiarito: “I porti con me rimangono indisponibili chiusi e sigillati ai mercanti di esseri umani”.

Caritas: servono corridoi umanitari
Intervistato da Alessandro Guarasci, il responsabile del settore immigrazione della Caritas Oliviero Forti parla della necessità di predisporre canali umanitari per evacuare i migranti bloccati nelle zone di conflitto.

Ancora ai microfoni di Radio Vaticana Italia, Mario Giro, professore di Relazioni internazionali all’Università di Perugia e membro della Comunità di Sant’Egidio, spiega quanto sia necessario un progetto politico internazionale per fermare l’escalation del conflitto in Libia e per risolvere la questione migratoria trovando dei canali sicuri per chi ha diritto di arrivare come rifugiato.

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Fonte: Vatican News

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