“Donne per le donne”, al via le politiche femminili del Forum delle Famiglie

“Donne per le donne”, al via le politiche femminili del Forum delle FamiglieCon il manifesto “Donne per le Donne” nascono le politiche femminili del Forum delle Associazioni Familiari per valorizzare l’apporto della donna nella società e nella Chiesa, in una dimensione di alleanza. Così nella nostra intervista Emma Ciccarelli, vicepresidente del Forum

La peculiare ricchezza della donna nella società è da sostenere in tutti i contesti: da quello familiare a quello lavorativo, passando per il mondo culturale e scientifico. Lo sottolinea “Donne X le Donne” (DxD), il manifesto che, in occasione della Festa della donna, inaugura le politiche femminili del Forum delle Famiglie. L’orizzonte non è quello dell’opposizione ma del rilancio dell’alleanza fra uomo e donna, in un’ottica di differenza, feconda nella reciprocità e in vista della collaborazione.

Quattro i pilastri dai quale emergono alcuni temi forti: dal sostegno alla maternità alla valorizzazione della leadership femminile; dal contrasto alla violenza sulle donne al sostegno alla flessibilità lavorativa per armonizzare la famiglia – soprattutto con figli – con gli impegni lavorativi, alla parità di opportunità. “Vuole essere una proposta sulla quale già si ritrovano tantissime donne, in primo luogo quelle che aderiscono alle associazioni del Forum ma anche tantissime altre donne della società”, spiega Emma Ciccarelli, vicepresidente del Forum.

Maternità e natalità
Sull’emergenza denatalità in Italia e sull’importanza del sostegno alla maternità e anche alle donne che lavorano, la Ciccarelli ribadisce che la donna si può realizzare nella maternità e anche nel lavoro: “sono due ambiti che le appartengono pienamente”. “Sicuramente – afferma – certe battaglie ideologiche non hanno alimentato il valore della maternità come dimensione di realizzazione della donna e del femminile”. In questo ambito, poi, anche la proposta del Forum dell’assegno unico vuole essere una battaglia “per rilanciare la centralità della natalità come valore non solo per le per le famiglie ma per tutta la società”.

Quel PIL invisibile
Una buona parte delle donne italiane lavorano, hanno figli e aiutano gli anziani. Si sente, quindi, forte l’esigenza di un maggiore sostegno, ricorda ancora Emma Ciccarelli rimarcando che, appunto, “gran parte dei compiti di cura in Italia sono ancora tutti a carico delle donne e c’è, quindi, bisogno di ribadire il loro ruolo centrale in questo aspetto del Welfare”. C’è bisogno di riconoscere quello che fanno “perché diciamo che è un PIL invisibile ma è un contributo notevole che le donne danno a tutto il Paese nel sostegno alle generazioni anziane come alle nuove generazioni”.

Donne, famiglia, lavoro: sostegno nell’ottica dell’alleanza
Nel manifesto si parla anche dell’ambito lavorativo: sostegno alla flessibilità in ordine all’armonizzazione famiglia-lavoro, parità di retribuzione a parità di lavoro, valorizzazione anche nella leadership. Ma, concretamente, come si possono declinare questi punti? “L’entrata nel mondo delle donne in modo massiccio costringe a cambiare i parametri proprio perché la donna in virtù del fatto che ha bisogno di spazi anche per seguire i compiti di cura, ha bisogno di maggiore flessibilità ma anche per il fatto che la donna ha un rendimento diverso rispetto all’uomo sul lavoro”. “Le donne oggi – prosegue – fanno tantissima fatica, soprattutto in Italia, a mantenere entrambi i ruoli, quello della maternità e quello del lavoro, proprio perché non si sentono supportate in questi compiti e spesso le nostre donne quando lavorano sono costrette a nascondere il pancione o a esprimere con molta timidezza il desiderio di un figlio”. L’auspicio espresso è, invece, che quando c’è una maternità “sia tutta la società che sostiene la donna”, e non solo nel momento della nascita del bambino, perché seguire un figlio non si esaurisce nei primi mesi di vita: seguire un figlio significa anche seguirlo nell’inserimento nella scuola e così via. “Oggi le mamme per andare a parlare con gli insegnanti del proprio figlio devono sacrificare un’ora o una mezza giornata di lavoro ma anche quello è un servizio pubblico e quindi bisognerebbe rivedere tutto nell’ottica di alleanza”. È quindi importante, anche a livello culturale, sostenere la madre e il suo apporto.

Nel manifesto vengono toccati anche altri punti come il contrasto al dramma della violenza sulle donne e l’utero in affitto. In merito a quest’ultima pratica, ricorda la Ciccarelli, “le donne del Forum hanno espresso la loro contrarietà insieme anche a tante donne laiche e su questo ci siamo trovate fortemente alleate: c’è una totale disapprovazione di quella che è la pratica dell’utero in affitto e, già da qualche anno, portiamo avanti insieme questa battaglia di dignità e di rispetto dei diritti umani”. Ma è anche una strada, questa iniziativa del Forum, per dare voce alle tante donne che non hanno voce.

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Fonte: Vatican News

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