Festival di Musica e Arte Sacra, aprono i Wiener Philarmoniker

Festival di Musica e Arte Sacra, aprono i Wiener Philarmoniker

Dal 14 al 17 settembre oltre 500 musicisti da ogni parte del mondo daranno vita a concerti nelle Basiliche papali e non solo per il XVIII Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, con una dedica a Santa Teresa di Calcutta. L’inaugurazione è affidata ai Wiener Philarmoniker che eseguiranno sabato “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce” di Franz Joseph Haydn

Note che viaggiano dentro confini di bellezza in un appuntamento di grazia e dialogo tra arti divenuto tradizione. Il Festival di Musica e Arte Sacra è alla sua XVIII edizione, con un programma che davvero farà “toccare il cielo con un dito”, come avverte Hans-Albert Courtial, presidente generale della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, che promuove e organizza la manifestazione. I concerti, aperti a tutti, si terranno, dal 14 al 17 settembre, nelle Basiliche papali di San Pietro, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le mura e nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio.

Il concerto inaugurale dei Wiener Philarmoniker
La storia del Festival è intimamente legata alla presenza di una delle orchestre più importanti del mondo, i Wiener Philarmoniker, nati nel 1842, con quasi 7000 concerti e l’apprezzamento di musicisti come Wagner, Bruckner, Brahms, Mahler. La famosa orchestra è ogni anno in residenza artistica al Festival sin dalla prima edizione. Quest’anno, alle ore 21 di sabato 14, eseguiranno “Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce”, composizione sacra di Franz Joseph Haydn, che ha saputo entrare in contatto, in quest’opera altissima, con gli ultimi momenti della passione di Cristo. Il concerto, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, vedrà i Wiener Philarmoniker in formazione sinfonica, guidati dal loro primo violino Rainer Honeck.

Le ultime parole di Cristo sulla Croce
Composta nel 1786 per un canonico di Cadice, in Spagna Meridionale, la partitura è nata per essere eseguita durante la cerimonia del Venerdì Santo e si compone di una solenne introduzione,. di sette sonate in tempo lento chiuse da un Presto, richiamo al terremoto che sconvolse il Calvario secondo il racconto del Vangelo di Matteo. I Wiener hanno scelto l’edizione per quartetto d’archi del 1787, che suoneranno comunque in formazione sinfonica, come hanno già fatto sotto la direzione di Riccardo Muti, ad Eisenstadt e a Ravenna, nel 2000.

La messa celebrata dal cardinal Comastri
Sempre sabato 14, il programma prevede altri due momenti di grande intensità nella Basilica di San Pietro. Alle 11 un’elevazione spirituale sarà accompagnata dalla musica della “Messa dell’incoronazione K 317 in do maggiore” di Mozart, eseguita dai complessi orchestrali e corali dell’Illuminart Philarmonic, guidati dal direttore donna Tomomi Nishimoto. Alle 12, il cardinal Angelo Comastri, arciprete della Basilica, celebrerà la santa Messa, che sarà scandita dai canti orasho. Queste composizioni liturgiche giapponesi sono state tramandate oralmente per circa 460 anni, hanno attraversato le persecuzioni dei primi secoli, per essere recuperate solo pochi anni fa grazie alle ricerche della stessa Tomomi Nishimoto e quindi giungere a noi come momento mistico che ci unisce alle sofferenze del passato e a una fede coraggiosa. Insieme ai canti nipponici anche il canto gregoriano della “Missa de Angelis”, affidata agli ensemble vocali tedeschi della Palatina Klassik Vocal Ensemble, al Philharmonischer Chor an der Saar, e ai talenti dell’Orchestra e Coro del Kazan State Conservatory, diretti da Leo Kraemer.

Beethoven e Bruckner
Domenica 15 settembre, alle 21, a San Paolo fuori le mura, l’Illuminart Philarmonic diretta dalla Nishimoto proporrà la “Nona Sinfonia” di Beethoven. Lunedì 16, alle 20, nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, il Palatina Klassik Vocal Ensemble e il Philharmonischer Chor an der Saar dalla Gemrania e l’Orchestra and Chorus of Kazan State Conservatory dalla Federazione Russa, diretti da Leo Kraemer, eseguiranno la “Messa in do maggiore op. 86” di Beethoven e a seguire il “Te deum per soli, coro e orchestra” di Anton Bruckner. A questo proposito si può ricordare che la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra ha dato vita a un grande progetto dedicato al compositore austriaco insieme ai Wiener Philharmoniker che, ricorrendo nel 2024 l’anniversario dei duecento anni della nascita del compositore austriaco, eseguiranno fino al 2024 l’intero ciclo delle “Sinfonie” di Bruckner, scegliendo una volta all’anno una delle più importanti cattedrali europee.

Finale nel segno dell’ecumenismo
La musica sacro-ortodossa sarà il segno del dialogo fra comunità cristiane in occasione dell’appuntamento conclusivo del Festival. Martedì 17 settembre, alle 21, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il Coro festivo maschile del Monastero Danilov di Mosca, diretto da Georgy Safonov, eseguirà musica tramandata attraverso i manoscritti conservati nei monasteri russi e dell’Europa dell’Est e, inoltre, composizioni russe contemporanee, con una proposta che va dunque dal XVI secolo ai giorni nostri.

Progetti a tutela dell’arte sacra
Oltre ai concerti, la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra promuove azioni di mecenatismo, come dal 2010 al 2016 il restauro dei prospetti esterni della Basilica Vaticana progettati da Michelangelo. Ad oggi i progetti di restauro finanziati sono 28. Oltre a questo sono stati promossi e sostenuti progetti editoriali nel campo della musica e dell’arte sacra.

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Fonte: Vatican News

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