Francesco: dalla “Via Pacis” un messaggio di dialogo tra le culture e religioni

Francesco: dalla “Via Pacis” un messaggio di dialogo tra le culture e religioni
Papa Francesco, dopo la preghiera dell’Angelus, saluta i 7mila partecipanti che hanno sfidato la pioggia nella mezza maratona di 22 km e nella “Run for peace” che ha attraversato Roma da San Pietro alla sinagoga e alla moschea. Per la prima volta ha corso anche un vescovo, il francese Jean-Paul Vesco, pastore ad Oran, in Algeria

Papa Francesco li saluta per primi, dopo la preghiera dell’Angelus, e loro applaudono e ringraziano nelle loro magliette traspiranti ancora bagnate di sudore e di pioggia. Sono i 2700 partecipanti alla terza edizione della “Via Pacis”, la mezza maratona interreligiosa e i quasi 5000 che hanno animato, con palloncini e balli, la 5 km non competitiva “Run for Peace”.

Saluto i partecipanti alla Via Pacis, corsa podistica che ha attraversato questa mattina le strade di Roma, per portare un messaggio di pace, di fraternità e soprattutto di dialogo tra culture e religioni diverse.

Athletica Vaticana tra i promotori con Roma Capitale e Fidal
Sorridono volti e storie di 42 nazioni, e di tutte le religioni e gli orientamenti culturali, che hanno animato la manifestazione sportiva promossa da Roma Capitale dalla Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera e per la prima volta da Athletica Vaticana, la squadra ufficiale di atletica della Santa Sede, che ha preso il posto del Pontificio Consiglio della Cultura, il dicastero al quale la Segreteria di Stato ha affidato la squadra, sua espressione in ambito sportivo a livello internazionale.

La prima di un vescovo: Jean-Paul Vesco da Oran (Algeria)
Tra loro, a correre sotto la pioggia da san Pietro alla moschea di Roma, passando per la sinagoga le chiese ortodossa e valdese, con la maglietta giallo-bianca di Athletica Vaticana, per la prima volta anche il vescovo di Oran, in Algeria, il francese Jean-Paul Vesco, che ha affrontato i 21,097 km della mezza maratona accanto a suor Marie-Theo, religiosa domenicana francese. Il presule, domenicano nato a Lione 57 anni fa, non è nuovo a queste sfide sportive. Ha partecipato alla mezza maratona di Berlino e alle maratone di Lione, Parigi e New York dove, nel lontano 1989, ha ottenuto il suo record di 2h52′. Oggi “quando “le mie articolazioni lo permettono – racconta – da vescovo in Algeria (ordinato e insediato nel gennaio 2013,n.d.r) rimane in me la libertà di correre. La corsa è libertà perché trasforma qualsiasi percorso, anche urbano, in ampi spazi. Basta indossare le scarpe da runner perché l’universo interiore ed esteriore superi i propri limiti. Mi piacciono soprattutto gli ampi spazi della montagna, il deserto: li trovo ovunque non appena ho l’opportunità di correre”. Ecco come ne parla ai nostri microfoni.

R. – Sant’Agostino, che è un grande santo d’Algeria, disse cantare significa pregare due volte e per me, correre è un altro modo di pregare e di meditare. Quando il cuore è in movimento, lo spirito si calma … è un bel momento.

Questo succede soprattutto negli allenamenti; però, correre insieme agli altri è anche un po’ un’esperienza comunitaria: lei oggi, per esempio, corre insieme a suor Marie-Théo…

R. – Correre da soli è bello e correre insieme, con una sorella, è felicità e correre qui a Roma, con questa squadra del Vaticano – Athletica Vaticana – mi fa molto felice. Sono qui ed è grazia alla Provvidenza, perché la riunione della nostra Conferenza episcopale dell’Africa del Nord avrebbe dovuto svolgersi ad Algeri ma questo non è stato poi più possibile perché non erano stati concessi tutti i visti necessari. Per questo, si svolgerà a Roma da questa mattina. Mi sono preso un pezzetto di questa mattinata per correre, per fare questa Corsa della pace che toccherà San Pietro, la Grande Sinagoga e la Grande Moschea di cui abbiamo incontrato i responsabili. Tutto questo è nel pieno spirito della nostra Conferenza episcopale dell’Africa del Nord, rispecchia il nostro quotidiano e quindi sì, è la Provvidenza che mi ha consentito di partecipare a questa corsa. Può essere che sia stata sempre la Provvidenza a portare la pioggia ma la vedrò come una benedizione.

Correre può essere anche un modo per incontrare le altre religioni: per esempio, in Algeria, i musulmani. E’ l’esperienza che sta facendo anche, nella sua diocesi di Oran, l’italiana Anna Medeossi…

R. – In effetti, nella nostra diocesi, in Algeria, abbiamo una vergine consacrata che pronuncerà i voti il 1° novembre: è un’atleta di alto livello e corre per una squadra algerina; recentemente ha partecipato alla corsa d’Algeria e per lei questo è un modo per essere con la gente. Lo sport accorcia tante distanze: quando si corre e quando si fa sport insieme, è l’umanità che parla, siamo tutti fratelli e sorelle ed è questo quello che conta.

Cosa si aspetta che le dirà il Signore nelle sue meditazioni durante questa 22 km?

R. – Quando mi vedrà stanco e con un mucchio di persone davanti a me, mi dirà: “Jean-Paul, non dimenticare che gli ultimi saranno i primi” …

E’ stata una prima volta anche per Gianluca Palazzi, dipendente vaticano in sedia a rotelle, che ha corso la 5 km con Athletica Vaticana su una handbike offerta da Alex Zanardi, il campione paraolimpico e pilota automobilistico. Ha centrato l’obiettivo di più di un anno di preparazione.

“L’emozione è tanta, per l’esordio con l’handbike di Zanardi – ci dice Gianluca – E’ un anno che lavoriamo per questo. Lo sport è stato quello che mi ha portato fuori da casa e essere un “disabile-abile”. E non mi ha fatto pensare più alle cose che avevo perso, ma prendere in considerazione le cose che avevo e potevo sviluppare meglio. L’obiettivo di oggi? Arrivare al traguardo!”.

Al via anche il presidente di Athletica Vaticana, monsignor Melchor Sánchez de Toca, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, che sottolinea il coinvolgimento, come partecipanti, di numerosi dipendenti vaticani.

Ascolta l’intervista a monsignor Sanchez de Toca
“In questa terza edizione, dato che siamo co-organizzatori – spiega – abbiamo coinvolti tutti gli uffici della Curia, del Governatorato, c’è la Gendarmeria, la Guardia Svizzera, i dicasteri, la Segreteria di Stato e in più abbiamo la presenza del vescovo di Oran”. “Il motto di Athletica Vaticana – sottolinea il monsignore-runner – è ‘We run together’, corriamo insieme, che è una citazione dal Vangelo di Giovanni: la mattina di Pasqua, Pietro e Giovanni andavano al Sepolcro – dice il Vangelo: ‘Correvano insieme’. Questo è il grande valore di Athletica Vaticana”.

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Fonte: Vatican News

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