Giornata Mondiale Umanitaria. Unicef: in aumento le crisi

Giornata Mondiale Umanitaria. Unicef: in aumento le crisi

La giornata è stata istituita dall’ Onu per rendere omaggio alla dedizione e al sacrificio degli operatori umanitari. L’Unicef ribadisce il suo impegno a favore di milioni di bambini

Ricorre oggi la Giornata Mondiale Umanitaria istituita per “ricordare coloro che ogni giorno aiutano milioni persone in tutto il mondo, affrontando pericoli e avversità, animati da un grande spirito di solidarietà”.

L’ attentato a Baghdad del 2003
In omaggio all’impegno degli operatori umanitari che hanno perso la vita per aiutare i più poveri, emarginati e vulnerabili, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2009 – con la risoluzione A/RES/63/139 – ha fissato questa giornata al 19 agosto, data dell’anniversario del bombardamento della sede Onu a Baghdad, avvenuto nel 2003, in cui persero la vita 22 persone. L’ obiettivo della Giornata è anche quello di ribadire alcuni principi fondamentali su cui si basa l’aiuto umanitario, ovvero l’umanità, l’imparzialità, la neutralità e l’indipendenza.

Il messaggio dell’Unicef
In occasione dell’evento, il direttore generale dell’Unicef Henrietta H. Fore ha diffuso una nota in cui riconosce “la dedizione e il coraggio” dei colleghi di tutto il mondo, e invita “a onorare coloro che hanno perso la vita nel corso del loro lavoro e a ribadire il nostro impegno nei confronti dei milioni di bambini e giovani che hanno bisogno di sostegno e protezione”.

Aumentano le crisi umanitarie
Il numero uno dell’Unicef ha quindi ricordato le vittime dell’attacco di Baghdad di 15 anni fa e ha sottolineato che “come le crisi umanitarie sono aumentate sia in frequenza che in complessità, così anche il rischio per gli operatori umanitari, e il numero di morti tra di loro è aumentato di conseguenza”.

Gli attacchi contro l’Unicef
“La Giornata Mondiale Umanitaria ci ricorda il loro coraggio, la loro dedizione e il loro sacrificio – ha proseguito il direttore generale -, come ho potuto constatare visitando paesi come lo Yemen e il Sudan meridionale, uno dei Paesi più pericolosi per gli operatori umanitari, e dove proprio il mese scorso un convoglio umanitario dell’UNICEF è stato attaccato, con conseguenze fatali”.

Henrietta H. Fore ha concluso il suo messaggio ricordando “nostra causa comune”: lavorare per ogni bambino. “Lavoriamo per salvare loro la vita. Difendere i loro diritti. Per tenerli al sicuro da eventuali pericoli”.

La dichiarazione di Mattarella
Anche il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha diffuso una dichiarazione nella quale mette l’accento sui “centotrenta milioni di persone, affette dalle conseguenze di conflitti o di disastri naturali”, che oggi “sono oggi bisognose di aiuto e, di queste, settanta milioni sono costrette a lasciare le loro case”. “Mai, dalla fine della seconda guerra mondiale – ha evidenziato il capo dello Stato – stimano le Nazioni Unite, la crisi è stata così grave e rifugiati e sfollati sono stati così numerosi”.

Secondo Mattarella queste nuove e complesse sfide avvalorano l’impegno dell’Italia per il rispetto, la promozione e lo sviluppo del diritto internazionale umanitario, “imprescindibile strumento per assicurare l’accesso alla solidarietà internazionale a tutte le popolazioni bisognose di assistenza”.

La gratitudine agli operatori italiani
Il presidente della Repubblica ha infine dedicato un pensiero agli operatori umanitari italiani che “intervengono nelle aree più remote del mondo in condizioni spesso estreme, rischiando anche la vita per portare aiuti” e che contribuiscono a rendere grande il Paese. “A tutti loro va la gratitudine della Repubblica”.

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Fonte: Vatican News

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