Gli auguri del Papa per i 25 anni di episcopato del cardinale Bassetti

Gli auguri del Papa per i 25 anni di episcopato del cardinale Bassetti
Il messaggio di Francesco è stato letto ieri durante la Messa celebrata nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia. Il Papa ricorda che la carità, “fondamento di ogni vera sollecitudine sacerdotale”, unisce il desiderio di giustizia e la virtù della misericordia

Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha presieduto ieri nella cattedrale di San Lorenzo la Messa per il 25.mo anniversario della sua ordinazione episcopale.

Il Papa: la carità unisce giustizia e misericordia
Nell’occasione, il Papa ha inviato un messaggio al porporato, in cui ricorda che la carità, “fondamento di ogni vera sollecitudine sacerdotale”, unisce l’amore di Dio e la cura del prossimo, il desiderio di giustizia unito e la virtù della misericordia: “Riconosco in te – afferma Francesco – un pastore che rinnova il sacrificio dell’umana redenzione e precede il popolo santo di Dio nella carità, lo nutre con la parola, lo conferma con i sacramenti, e che, spendendo la vita per Cristo e la salvezza dei fratelli, si adopera per conformarsi all’immagine dello stesso Cristo e continuamente testimonia la fede e l’amore nel Signore. Il Papa prega Dio affinché confermi il porporato come “servo e testimone della carità divina e della verità nel mondo e fedele ministro di riconciliazione”.

Francesco ricorda la biografia del cardinale Bassetti: “Hai iniziato il tuo ministero sacerdotale nell’anno 1966 nell’arcidiocesi metropolitana di Firenze, esercitando sin dall’inizio un’opera premurosa per il bene delle anime. I delicati incarichi di responsabilità pastorale presso le scuole e nei seminari fiorentini hanno arricchito il tuo apostolato e maturato la tua esperienza, in seguito confermata dall’incarico a te affidato di Vicario generale. Avendo accumulato una discreta esperienza, nell’anno 1994 san Giovanni Paolo II ti nominò Vescovo di Massa Marittima-Piombino e, dopo cinque anni, ti destinò alla Sede di Arezzo-Cortona-Sansepolcro; il mio venerato Predecessore Benedetto XVI, considerata la tua opera in queste comunità ecclesiali, nell’anno 2009 ti chiamò fuori della Toscana a ricoprire l’incarico di Arcivescovo Metropolita di Perugia-Città della Pieve, che a tutt’oggi eserciti lodevolmente. Nel 2014 ho voluto innalzarti al Collegio cardinalizio, col titolo di Santa Cecilia. Non voglio poi tralasciare l’incarico di presidente della Conferenza Episcopale Italiana che degnamente eserciti e la premurosa attività da te svolta presso vari uffici della Sede Apostolica”.

L’omelia di Bassetti: vivere tutto alla luce del Risorto
Nella sua omelia, il cardinale Bassetti ha ricordato le sue origini: “Provengo da una famiglia povera dell’Appennino tosco-romagnolo. Come tanti altri miei coetanei, ho vissuto da piccolo il dramma della seconda guerra mondiale. I miei genitori mi hanno trasmesso, assieme al timor di Dio, una fede semplice, ma robusta, che si esprimeva nel rispetto degli altri e nella solidarietà verso tutti”. “Prima dell’ordinazione episcopale – ha proseguito – ho vissuto con gioia per 28 anni la mia missione di prete che, pur con tanti limiti, ha voluto essere una consegna generosa a Cristo e ai fratelli”. Ha ricordato gli anni passati come vescovo di Massa Marittima-Piombino e poi come pastore della Chiesa perusino-pievese: “Non sono mancate, in questi anni, pene, tribolazioni e croci, ma abbiamo sempre cercato di affrontarle alla luce del Risorto e con grande speranza. Il Signore ha fatto maturare in questo tempo, nella nostra Chiesa, numerose vocazioni al presbiterato e alla vita religiosa e, grazie a Dio, una pastorale giovanile che sta portando i suoi frutti”.

Affidamento a Maria
Infine, ha affidato a Maria “chi è solo, deluso, forse stanco della vita (…) chi si sente abbandonato da tutti o ha subito ingiustizie” e le famiglie, soprattutto “quelle dove mancano pane e lavoro (…) La Vergine Maria, Madre della Grazia, lei che continua a generare i suoi figli, lei che asciuga le loro lacrime, sia per tutti segno di consolazione e di sicura speranza”.

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Fonte: Vatican News

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