Il card. Parolin: le imprese producano inclusione sociale

Il card. Parolin: le imprese producano inclusione sociale

Messaggio a un incontro dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e con il presidente del Comitato tecnico scientifico dell’Ucid Riccardo Pedrizzi

Il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, richiama a una nuova etica in economia. In un messaggio a un incontro promosso a Roma dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (Ucid), il porporato afferma che le imprese oggi devono essere “capaci di comprendere il proprio ruolo in termini rinnovati e generosi, produttori non soltanto di beni e servizi specifici e misurabili in termini di utili di bilancio ma inseparabilmente produttori del grande servizio dell’inclusione sociale e del recupero dell’ambiente”.

Dottrina Sociale della Chiesa punto di riferimento per l’uomo
Il card. Parolin ricorda che “se le aziende non riescono ad includere tra i loro fini i macro-valori si trovano di fatto a creare contro-valori”. Nella società odierna, rileva il Segretario di Stato, “assistiamo allo sviluppo di due mondi paralleli: il mondo degli integrati socialmente, che in maggiore o minore misura possono godere dei benefici dell’economia di mercato, e quello degli esclusi, separati da barriere difficilmente superabili”. A questo, osserva il card. Parolin, bisogna aggiungere lo “sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo” che è “una realtà fortemente presente” con i fenomeni della “prostituzione, dei ‘bambini soldato’, del narcotraffico, dello sfruttamento della mendicità, ma anche “l’esacerbazione del consumo, che non solo fa danno all’ambiente ma distorce la coscienza che le persone hanno di se stesse”. Ecco perché, evidenzia, “la Dottrina sociale della Chiesa segnala un orizzonte di responsabilità che può sembrare nuovo e ambizioso, ma dal quale non si può sfuggire”.

Verso i migranti, solidarietà umana e fraternità cristiana
Il segretario di Stato poi ricorda il tema dei migranti. “O si trovano mezzi per attuare i gravi doveri di solidarietà umana e di fraternità cristiana, tra cui un’integrazione effettiva, lo sviluppo dei Paesi di origine e la fine delle guerre, anche se i costi economici di tutto ciò possono essere alti, o si va verso un disordine globale che rapidamente colpirà le stesse imprese”, dice il card. Parolin, per il quale serve “una forte iniezione di umanità e di logica cristiana”. Ed ancora: serve “creare mezzi giuridici e tecnici per l’integrazione dei migranti e dei rifugiati: sistemi pedagogici, formazione tecnica, assistenza sanitaria, meccanismi per l’incorporazione al mercato al lavoro, tutto ciò mediante una legislazione e provvedimenti amministrativi adeguati”.

Puntare alla coesione sociale. Etica e morale fanno bene all’economia
Per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia serve puntare alla “coesione sociale”, e questo lo si fa attraverso lo “sviluppo, il lavoro e l’occupazione”, per questo vanno aperti subito i cantieri. Secondo Riccardo Pedrizzi, presidente del Comitato tecnico scientifico dell’Ucid “etica e morale fanno bene all’economia e alle imprese”.

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Fonte: Vatican News

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