Il cardinale Petrocchi nelle zone dell’aquilano colpite dagli incendi

Il cardinale Petrocchi nelle zone dell’aquilano colpite dagli incendi
L’arcivescovo dell’Aquila oggi si unirà in preghiera alla comunità abruzzese colpita nei giorni scorsi da roghi, parzialmente domati, ritenuti di origine dolosa e per i quali è stato aperto un fascicolo contro ignoti

Arriverà oggi nelle zone dell’aquilano colpite da due incendi, l’arcivescovo dell’Aquila, il card. Giuseppe Petrocchi che, durante la celebrazione, questa mattina, nel santuario di San Giovanni Paolo II alla Ienca, pregherà in particolare per l’emergenza in corso e per tutto il personale impegnato nello spegnimento dei roghi. Nel pomeriggio, alle 15.30, accompagnato dai vigili del fuoco, si recherà nella pineta di Arischia, una delle aree maggiormente toccate dalle fiamme. Alle 17 si sposterà nella comunità di San Benedetto in Arischia, dove si è sviluppato il primo grande incendio, per pregare assieme al parroco e ai fedeli della comunità dell’Alta Valle dell’Aterno. Successivamente, alle 18.30, si ritroverà nella parrocchia di San Giovanni da Capestrano in Cansatessa, per un momento di preghiera e riflessione con la comunità parrocchiale.

Centinaia di ettari di bosco andati distrutti
La battaglia contro i due vasti incendi che da quattro giorni stanno interessando l’area dei Monti della Laga, frazioni di Arischia e di Cansatessa, è ripresa all’alba di oggi, con un lieve miglioramento della situazione, ora sotto controllo, almeno a Arischia, dove una pioggia pomeridiana, ieri, ha arrestato quasi del tutto il propagarsi delle fiamme. A Cansatessa e Monte Pettino, invece, si trovano ancora focolai attivi. I vigili del fuoco sono impegnati nello spegnimento, sostenuti dall’esercito intervenuto in loro aiuto, assieme a Protezione civile, dipendenti comunali e polizia. Difficile quantificare quanti ettari di vegetazione siano andati distrutti, per ora si parla di 600 ettari di conifere. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso e disastro ambientale.

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Fonte: Vatican News

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