Il Papa alle Cellule di evangelizzazione: incontrare le persone dove vivono

il-papa-alle-cellule-di-evangelizzazione-incontrare-le-persone-dove-vivonoPapa Francesco accoglie in Aula Paolo VI 6 mila volontari delle Cellule parrocchiali di evangelizzazione, fondate 30 anni fa dal milanese don Piergiorgio Perini. “Se l’incontro è frutto dell’amore cristiano – afferma – cambia la vita”

Se purtroppo, per tante ragioni, in molti “si sono allontanati dalle nostre parrocchie” è urgente incontrare le persone “là dove vivono e operano”. E quando “l’incontro è frutto dell’amore cristiano, cambia la vita perché raggiunge il cuore delle persone e le tocca in profondità”. Con queste parole Papa Francesco benedice “l’instancabile opera di evangelizzazione” di don Piergiorgio Perini, detto “Pigi”, e delle Cellule parrocchiali di evangelizzazione fondate trent’anni fa dal parroco milanese oggi 90 enne, incontrati in Aula Paolo VI.

In seimila dai cinque continenti
In seimila dai cinque continenti sono tornati a Roma per celebrare l’anniversario, e il Papa li definisce “alcuni frutti” che il Signore ha concesso a don Pigi, sacerdote da 65 anni e per 35, dal 1977 al 2012 parroco di Sant’Eustorgio, di ammirare. “È umano – spiega Francesco – pensare che dopo tanto lavoro si desideri anche vedere il frutto del nostro impegno; eppure, il Vangelo spinge verso un’altra direzione”.

Il Signore a volte ci fa vedere i frutti del nostro lavoro
Gesù ha ricordato ai suoi discepoli che seguirlo non prevede automaticamente delle gratificazioni personali. «Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato – parole di Cristo riportate dall’evangelista Luca – dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”». Ma, aggiunge il Pontefice, “se la nostra fatica per annunciare il Vangelo è totale e ci trova sempre pronti, allora la prospettiva cambia”. Saremo come i servi che il padrone di una parabola di Gesù trova ancora svegli al suo ritorno. Allora il padrone “si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”. “Tocchiamo con mano tante volte – commenta Papa Francesco – quanto sia grande e infinito l’amore di Dio per noi! Se siamo fedeli e vigilanti, allora Egli ci concede di vedere anche i frutti del nostro lavoro”.

Tutto iniziato con 40 volontari a Sant’Eustorgio a Milano
E che il lavoro di don Pigi e dei suoi collaboratori, ora in migliaia dai primi 40 coinvolti nel 1987, sia stato fecondo, lo dimostra, ricorda il Papa, “la moltiplicazione delle Cellule che ormai sono presenti in tante parti del mondo”.

Non stancatevi mai di seguire le strade che lo Spirito del Signore Risorto vi pone dinanzi. Non vi freni alcuna paura del nuovo, e non rallentino il vostro passo le difficoltà che sono inevitabili nella via dell’evangelizzazione. Quando si è discepoli missionari, allora l’entusiasmo non può mai venire meno!

Ascolto della Parola e celebrazione del mistero di Cristo
Nella fatica, è il consiglio di Francesco, vi sostenga la preghiera allo Spirito Santo consolatore, e nella debolezza “sentite la forza della comunità che non permette mai di essere abbandonati a sé stessi”.

Le nostre parrocchie sono invase da tante iniziative, dove spesso, però, non si incide in profondità nella vita delle persone. Anche a voi è affidato il compito di ravvivare, soprattutto in questo periodo, la vita delle nostre comunità parrocchiali. Questo sarà possibile nella misura in cui diventano, anzitutto, luogo per ascoltare la Parola di Dio e celebrare il mistero della sua morte e risurrezione.

L’ incontro che può cambiare una vita, con la testimonianza
Solo così, prosegue il Pontefice, l’opera di evangelizzazione diventa efficace e feconda. Purtroppo, lamenta, “per tante ragioni, molti si sono allontanati dalle nostre parrocchie”.

È urgente, quindi, che recuperiamo l’esigenza dell’incontro per raggiungere le persone là dove vivono e operano. Se abbiamo incontrato Cristo nella nostra vita, allora non possiamo tenerlo solo per noi. È determinante che condividiamo questa esperienza anche con gli altri; questa è la strada principale dell’evangelizzazione. Non dimenticate: ogni volta che incontrate qualcuno, si gioca una storia vera che può cambiare la vita di una persona. E questo non è fare proselitismo: è dare testimonianza. È sempre avvenuto così.

Testimoni di misericordia verso i più piccoli
Papa Francesco ricorda infatti, citando ancora l’evangelista Luca, che “quando Gesù, passando lungo la riva del lago vide Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni che stavano lavorando, fissò lo sguardo su di loro e trasformò la loro vita”

La stessa cosa si ripete anche ai nostri giorni, quando l’incontro è frutto dell’amore cristiano, cambia la vita perché raggiunge il cuore delle persone e le tocca in profondità. Possa il vostro annuncio diventare una testimonianza di misericordia, con la quale rendere evidente che ogni attenzione fatta a uno dei più piccoli è fatta nei confronti di Gesù stesso che in loro si identifica.

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Fonte: Vatican News

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