Il Papa alle orsoline: in una comunità globale non esistono “problemi degli altri”

Il Papa alle orsoline: in una comunità globale non esistono “problemi degli altri”
Ricevute in Sala Clementina le partecipanti al capitolo generale dell’Unione Romana dell’Ordine di Sant’Orsola, che ha come tema “comunità globale, andiamo verso una nuova vita”. Papa Francesco invita le religiose a una “scelta missionaria coraggiosa”

Le parole “comunità” e “globale” non indicano due concetti contraddittori, come potrebbe sembrare a prima vista. Da un lato, infatti, “comunità” si usa “per indicare un insieme di persone che condividono uno stesso ambiente abbastanza ristretto, come la comunità religiosa”, mentre “globale” si usa “per attribuire alla realtà a cui ci si riferisce una estensione universale”. Eppure la “comunità globale” è “la realtà in cui viviamo e con la quale dobbiamo fare i conti”. Queste le parole che Papa Francesco ha rivolto questa mattina alle religiose dell’Unione Romana dell’Ordine di Sant’Orsola, riunite a Roma per il capitolo generale, che ha per tema: “comunità globale, andiamo verso una nuova vita” e ricevute in udienza in Vaticano.

Amazzonia e migrazioni sono questioni globali
Oggi infatti, continua il Papa, “ci ritroviamo in un tempo sempre più interconnesso e abitato da popoli ormai giunti ad essere parte di una comunità globale” e siamo “tutti più vicini di fronte alle grandi sfide con cui dobbiamo confrontarci”:

Oggi nessuno può più dire: “Questo non mi riguarda”. La tutela dei diritti dell’uomo, la conquista della libertà di pensiero e religiosa, l’evangelizzazione dei lontani e dei vicini – cominciando da sé stessi –, la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e la comune ricerca di uno sviluppo sostenibile, l’avvento di una economia umanistica, di una politica che sia veramente al servizio dell’uomo non sono “problemi degli altri”, ma sono i nostri problemi, sono i miei problemi; non interessano più soltanto un popolo o una nazione, ma tutto il mondo.

L’ Amazzonia che brucia, ad esempio, “non è un problema solo di quella regione, è un problema mondiale”, così come il fenomeno migratorio “non riguarda solo alcuni Stati, ma la comunità internazionale”.

“Fare una vita nuova”
Ecco allora, spiega Francesco, che entra in gioco la seconda parte del tema del capitolo generale delle orsoline: “Andiamo verso una nuova vita”. “Fate una vita nuova”, diceva spesso la fondatrice Sant’Angela Merici, e questo è possibile solo “aprendo le porte a Cristo e imitandolo nella carità, ossia nel suo farsi prossimo di ogni uomo e donna di ogni lingua, popolo e nazione con grande rispetto per la diversità dell’altro, sia culturale sia religiosa”. In questo senso le sorelle dell’Unione Romana dell’Ordine di Sant’Orsola sono chiamate “a portare una ventata di vita nuova fino agli estremi confini della terra, sapendo stare con responsabilità in mezzo ai popoli, alle nazioni e alle culture diverse, affinché il messaggio di fede, speranza e carità che portate possa attirare le persone a Cristo”.

Una scelta missionaria coraggiosa
In un contesto internazionale e interculturale, ribadisce Papa Francesco, è auspicabile “una scelta missionaria coraggiosa”, capace di “trasformare ogni cosa, affinché le consuetudini, gli stili, gli orari, i linguaggi e le strutture di governo e di apostolato diventino canali adeguati per l’evangelizzazione del mondo attuale”. In particolare è necessaria “una conversione pastorale delle strutture”, sempre più orientate alla missione ed “in uscita”, al fine di “favorire la risposta di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia”.

Una proposta educativa critica
Il Papa ricorda poi l’importanza di avere testimonianze coerenti e sottolinea il ruolo delle orsoline nell’ educazione:

In questo contesto vorrei incoraggiarvi a proseguire con entusiasmo il vostro compito educativo, soprattutto in un tempo in cui i giovani sono oberati da un’enorme quantità di informazioni e disorientati dalla velocità con cui esse vengono trasmesse. Di conseguenza è necessaria una proposta educativa che insegni a pensare criticamente, a discernere i pro e i contro dei mezzi che usiamo e che sappia indicare ai giovani un percorso di maturazione nei valori.

L’amore per la gente favorisce l’incontro con Dio
L’ invito è coniugare l’educazione con l’annuncio del Vangelo, attraverso la testimonianza personale e la cura attenta alla vita spirituale. L’ amore per la gente, infatti, “è una forza che favorisce l’incontro con Dio”:

Quando viviamo lo spirito dell’incontro, quando ci avviciniamo agli altri con l’intento di cercare il loro bene, allarghiamo la nostra interiorità per ricevere i più bei regali del Signore. Ogni volta che ci incontriamo con un fratello e una sorella nell’amore, viene maggiormente illuminata la fede per riconoscere Dio. Per questo, se volete crescere nella vita spirituale, non potete rinunciare ad essere missionarie.

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Fonte: Vatican News

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