Il Papa benedice un mezzo dei Vigili del Fuoco: prego per i rischi che correte ogni giorno

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Sul piazzale antistante Casa Santa Marta, il Papa prima dell’udienza generale, ha benedetto un nuovo mezzo donato ai Vigili del Fuoco vaticani. Ai pompieri il suo incoraggiamento per un “mestiere” che a volte porta a rischiara la propria vita

Poco prima di attraversare l’Arco delle Campane e immergersi nella folla di piazza San Pietro per l’udienza generale, Francesco ha incontrato una delegazione del Corpo dei Vigili del Fuoco vaticani, davanti Casa Santa Marta. Ha benedetto un nuovo mezzo e si è intrattenuto con i pompieri ai quali ha riservato parole di incoraggiamento e plauso per l’impegno profuso a servizio degli altri, soprattutto in quelle occasioni in cui si mette a rischio la propria vita. Il Papa sempre ci ringrazia e sempre ci incoraggia, ma ogni volta che veniamo in contatto con lui, che lo vediamo, posso testimoniare che è una grande emozione: le parole del coordinatore del Corpo, l’ingegner Paolo De Angelis, che a Vatican News racconta l’incontro di oggi con il Pontefice.

R. – Era l’occasione della donazione di un nuovo mezzo da parte della MAN Truck & Bus, progettato per le specifiche esigenze dell’Eliporto vaticano. si tratta di un mezzo che può erogare acqua e schiuma tramite un monitor, controllabile dall’interno. Quindi l’operatore, oltre ad avere le sicurezze aumentate, perché è all’interno della cabina, può spostare il mezzo mentre eroga lo schiumogeno. E il Papa oggi ha benedetto questo nuovo mezzo.

Oltre ad aver benedetto il mezzo vi ha detto qualcosa?

R. – Sì, il Papa ha detto di pregare per noi perché il nostro lavoro è importante e particolare ma va fatto con determinate sicurezze, sempre ci sono dei pericoli.

Il Pontefice ha fatto anche riferimento alla tragedia recente in provincia di Alessandria, dove nello scoppio di una cascina disabitata sono morti tre vigili del Fuoco, quindi tre vostri colleghi?

R. – Questo forse era il senso, non espresso, delle sue parole. La pericolosità del nostro mestiere… Che è un po’ il senso di questo lavoro, cioè il donarsi agli altri, pensando poco a sé stessi… Però è uno spirito cristiano.

Il Papa ha ringraziato più volte e in più occasioni i Vigili del Fuoco. Di recente c’è stato anche “l’incidente” dell’ascensore… Oggi con voi ha ricordato anche questo fatto?

R. – Quella è stata un’altra occasione in cui siamo venuti a contatto con il Santo Padre e lui ci ha ringraziato e ci ringrazia sempre. Ma comunque non dimentica mai di darci una parola di conforto, in tutte le occasioni in cui lo vediamo, oggi in particolare è stato molto paterno.

Conforto che tra l’altro si è concretizzato con il regalo di alcune bottiglie di vino. Le faccio una domanda forse un po’ personale, che rapporto ha il Papa con lei ma anche con tutto il corpo dei vigili del Fuoco, con i singoli pompieri?

R. – Il Papa ha un buonissimo rapporto con noi, di confidenza e rispetto e lo ha dimostrato il fatto che a parte l’oggetto materiale, lui ci ha ringraziato subito all’Angelus per questo intervento che abbiamo fatto veramente con uno spirito speciale, si immagini…

Certo, anche perché 25 minuti chiuso in ascensore… Ha dimostrato di essere anche coraggioso!

R. – Freddo! Sì, assolutamente!

Vogliamo ricordare anche a chi ci segue quali sono le vostre mansioni all’interno dello Stato pontificio?

R. – Le nostre mansioni sono quelle del Corpo dei Vigili del Fuoco. Il primo articolo del nostro regolamento recita che noi siamo preposti alla tutela delle persone dei beni e dei luoghi, quindi concretamente interveniamo sugli incendi, sugli ascensori, in casi di dissesti strutturali e di eventuali puntellamenti; inoltre interveniamo anche in situazioni gravi come, ad esempio, le alluvioni; la neve che qui nella città di Roma, nella Città del Vaticano, assumono un carattere molto importante visto la rarità dell’evento e anche i disagi che può provocare. Poi una cosa che ha ricordato anche il Papa questa mattina e che ci rende orgogliosi e da una parte ci fa sentire l’importanza di quello che facciamo, è l’Eliporto vaticano; lei sa benissimo che l’eliporto vaticano da alcuni anni è diventato l’eliporto dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Quindi le lascio immaginare l’importanza che noi diamo a questo servizio per la vita dei più piccoli.

Questo nuovo mezzo quindi avrà anche come scopo quello di coadiuvare le operazioni relative appunto all’Ospedale Bambino Gesù?

R. – Certo. Questo sarà prettamente adibito alla cura dell’eliporto, cioè alla tutela degli atterraggi, dei decolli e dell’arrivo dei piccoli pazienti, però è un mezzo polivalente, quindi può essere usato in qualsiasi altro luogo come quelli che abbiamo attualmente. È stato progettato apposta; è un pezzo unico, quindi è specifico per le nostre esigenze. Non ultime sono le esigenze di spazio, cioè poter far entrare ed arrivare un mezzo in qualsiasi punto, anche in spazi stretti.

Immagino che il Papa vi abbia dato la sua benedizione prima di attraversare l’Arco delle Campane ed andare in Udienza generale …

R. – Sì, oltre ad aver benedetto il nostro mezzo, ha benedetto anche il Corpo dei Vigili del Fuoco, salutandoci tutti, come fa di solito. Noi abbiamo molte occasioni per venire a contatto con il Santo Padre e ogni volta ci riserva un saluto particolare.

Quindi oggi grande gioia, grande emozione…

R. – Sì, assolutamente. Questa è una cosa che solamente chi l’ha provata può testimoniarla.

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Fonte: Vatican News

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