Il Papa ha chiesto a monsignor Báez di aiutarlo a Roma per un po’ di tempo

Il Papa ha chiesto a monsignor Báez di aiutarlo a Roma per un po' di tempo

Mons. Silvio Báez ha ricevuto la notizia con grande dolore nel cuore, ma allo stesso tempo con profonda pace. E ha accettato con obbedienza la decisione del Papa che lo ha accolto in modo molto fraterno e affettuoso. Il cardinale arcivescovo Leopoldo Brenes di Managua e l’ausiliare arcidiocesano monsignor Báez hanno spiegato la notizia ai media del Paese durante una conferenza stampa. In occasione della conferenza stampa tenuta presso la Curia arcivescovile di Managua, il cardinale ha detto che monsignor Baez si recherà a Roma al termine delle celebrazioni della Settimana Santa

Una conferenza stampa, richiesta dal Papa, che ha detto ai vescovi di spiegare questa decisione al popolo. Il Cardinale ha affermato: “Vogliamo che quanto abbiamo detto venga riportato fedelmente”. Mons. Báez ha spiegato di non aver chiesto di lasciare il Nicaragua. “Voglio che sia chiaro che il mio cuore è sempre stato qui nella mia terra, nella mia patria e in mezzo al mio popolo, e il mio cuore di Pastore continuerà qui in Nicaragua. Non ho chiesto di andarmene, sono stato chiamato dal Santo Padre, sono andato a Roma e lui mi ha accolto in modo molto affettuoso, molto fraterno, con grande interesse per il mio ministero e per la mia vita, e anche per la situazione in Nicaragua. Mi ha ascoltato con grande attenzione. Vi manifesto con tutta sincerità ciò che ho detto al Santo Padre. In questo momento provo un grande dolore nel mio cuore, un grande dolore di non poter essere fisicamente in mezzo al mio amato popolo nicaraguense, specialmente il fedele Popolo Santo di Dio, per annunciare loro il Vangelo con la mia voce e offrire loro, attraverso la vicinanza pastorale, una parola di consolazione e profezia.

“Accetto questa decisione del Papa e la assumo con piena e amorevole obbedienza”
Questa decisione del Papa, che il prelato accetta e assume con piena e amorevole obbedienza, ha fatto piangere il suo cuore, ricordando l’affetto, la fiducia, la vicinanza del popolo nicaraguense, il sostegno, le preghiere del “nostro popolo, dei contadini, delle madri delle vittime della repressione, dei giovani perseguitati e sofferenti e di coloro che sono in carcere”. “Ho una pace profonda – afferma – che è una grazia speciale del Signore, una grazia data dal Signore”. Il prelato ha anche ricordato un aneddoto di quell’incontro: ha riferito al Papa che molte volte ha chiesto a Gesù di aiutarlo a fare qualcosa per il Santo Padre, vedendo tanti problemi che il Papa affronta. E il Papa gli ha detto sorridente: il Signore ti ha preso in parola perché ora dovrai aiutarmi. Ci siamo dati un abbraccio sorridente, questa è l’obbedienza della Chiesa.

Vescovo Báez: il Papa ha confermato il mio ministero
Il Pontefice è stato la sua più grande ispirazione, Francesco ha configurato e confermato lo stile di vescovo di mons. Báez. Dopo aver citato i carmelitani scalzi, di cui fa parte, e Santa Teresa di Gesù, come esempi di obbedienza, il prelato ha detto di aver presentato al Pontefice un’edizione che è stata preparata in occasione dell’anniversario del suo ministero episcopale, un album di 60 foto, che Francesco ha visto una ad una. “Per me – ha detto monsignor Báez – aver condiviso con me ognuna di quelle 60 fotografie, è stata una conferma della mia attività pastorale come vescovo in questi dieci anni, e del mio stile di Pastore che il Signore mi ha ispirato a portare avanti. Il Papa non ha fatto una sola osservazione, nessun rimprovero, nessuna correzione, ha detto che questo è quello che voglio e mi aspetto dai vescovi, per me è stata la conferma di Pietro”.

Mons. Báez sul Nicaragua:ho espresso critiche costruttive
Il prelato ha anche detto al Papa la sua opinione, la sua critica costruttiva della situazione che il Paese sta attraversando da un anno. Gli ha parlato dei tentativi di cercare una qualche soluzione, dei contributi che ha dato al dialogo e ai negoziati e gli ha ricordato che questo è “un popolo crocifisso, un Paese sequestrato, che qui ci sono poteri dominati da menzogne, ingiustizia, repressione e ambiguità che adorano pietosamente il dio denaro”. Infine, monsignor Baez ha detto che sogna una Chiesa più profetica e coraggiosa, una Chiesa misericordiosa, samaritana, che guarisca le ferite, del cuore, del corpo e delle relazioni. Essere la voce di coloro che non hanno voce, essere pescatori di uomini, salvarli. Pastori con l’odore delle pecore e l’odore del Vangelo. Chiede, poi, scusa per non essere stato generoso ad un certo punto, e lascia con la coscienza tranquilla di aver compiuto la missione che gli è stata affidata. E con le lacrime agli occhi, ringrazia il Signore per avergli concesso la grazia di essere stato un Pastore in mezzo a questo popolo buono come quello del Nicaragua.

Durante la conferenza stampa, uno dei giornalisti ha ricordato le minacce che il vescovo ha ricevuto e ha chiesto a monsignor Báez se questa decisione del Papa fosse per preservare la sua vita. Monsignor Báez ha insistito sul fatto che la frase che il Santo Padre gli ha detto continuamente è stata: “Sono interessato ad averti qui con me, in questo momento ho bisogno di te”.

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Fonte: Vatican News

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