Il Papa: in una foto scattata a Nagasaki nel 1945 “…il frutto della guerra”

Il Papa in una foto scattata a Nagasaki nel 1945 il frutto della guerra

La foto è stata scattata nel 1945 a Nagasaki: un bambino con in spalla il fratellino, morto nel bombardamento atomico, attende il suo turno per far cremare il corpicino senza vita.

Una foto scattata nel 1945, dopo oltre 70 anni, interpella e scuote ancora le coscienze. Ritrae un bambino di 10 anni che trasporta sulle spalle il cadavere del fratellino rimasto ucciso dopo lo scoppio della bomba atomica a Nagasaki. L’immagine – rende noto l’Osservatore Romano – ha fortemente scosso Papa Francesco che ha voluto farla riprodurre su un cartoncino. La fotografia è accompagnata dal commento “…il frutto della guerra”, seguito dalla sua firma autografa.

Foto simbolo della tragicità della guerra
L’istantanea è stata scattata dal fotografo statunitense Joseph Roger O’Donnell, inviato dopo le esplosioni nucleari nelle due città giapponesi, Hiroshima e Nagasaki, devastate dalla bomba atomica. A Nagasaki vede due bambini. Uno sembra dormire sulle spalle dell’altro. In realtà è morto. Suo fratello, con un volto da cui traspare una dignitosa sofferenza, sta aspettando che venga cremato. La foto è divenuta un tragico simbolo della ferocia della guerra.

Quel bambino aveva qualcosa di diverso
Lo scatto sconvolse il fotografo che nel 1995 ha ricordato, durante un’intervista ad una emittente giapponese, quella tragica scena: “Vidi questo bambino che camminava, avrà avuto all’incirca 10 anni. Notai che trasportava un bimbo sulle spalle. In quei giorni, era una scena abbastanza comune da vedere in Giappone, spesso incrociavamo bambini che giocavano con i loro fratellini e sorelline portandoli sulle spalle. Ma quel bambino aveva qualcosa di diverso“.

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Fonte: Radio Vaticano

One thought on “Il Papa: in una foto scattata a Nagasaki nel 1945 “…il frutto della guerra”

  1. Anch’io ho pianto vedendo questa foto, ma, Santo Padre, ho pianto anche quando fonte attendibile mi disse di una donna morta in casa in Lt. , poveri, le pompe funebri non la presero, una settimana il figlio che viveva con lei ha cercato chi rimovesse la madre che si stava decomponendo. Sacchi neri per l’immondizia e dove portata non si sa’—questa non e’ guerra in “tempo di pace” ?—–Ivana Barbonetti.

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