Il Papa: riscoprite la via dell’interiorità con Sant’Agostino

Il Papa: riscoprite la via dell'interiorità con Sant'Agostino
Nel giorno della memoria liturgica di Sant’Agostino, all’udienza generale, l’invito di Francesco ad ispirarsi al grande dottore della Chiesa e ai suoi insegnamenti

“Oggi celebriamo la memoria di Sant’Agostino, Vescovo e Dottore della Chiesa. Invito tutti a lasciarvi ispirare dalla sua santità e dalla sua dottrina. Insieme a lui, riscoprite la via dell’interiorità che conduce a Dio e al prossimo più bisognoso”: ha voluto ricordare così Papa Francesco il grande vescovo di Ippona all’udienza generale di oggi. Un tema, quello dell’interiorità, richiamato diverse volte dal Pontefice citando Sant’Agostino, che ne La vera religione (39,72) scrive “Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell’uomo interiore”. Questo per ricordare a ogni uomo che in fondo al cuore c’è il vero io, ed è lì che nasce il dialogo con Dio, il ‘luogo’ in cui trovare la verità cercata con la mente e dove ci si ricongiunge con il proprio spirito. “Non ti si presenterà la luce di questo sole – prosegue Agostino – ma la luce vera che illumina ogni uomo”.

Per il Pontefice l’invito all’interiorità è anche un’esortazione ad una vita costantemente volta all’annuncio della parola, all’aiuto al prossimo, ad una incessante ricerca di Dio che è un uscire sempre verso Dio e verso i fratelli. È quanto riassume nel tweet di oggi dedicato a Sant’Agostino:

Chiediamo la grazia di non essere cristiani tiepidi, che vivono di mezze misure, che lasciano raffreddare l’amore.

La via agostiniana dell’interiorità
Papa Francesco aveva indicato questa “via agostiniana” dell’interiorità che conduce a Dio già all’inizio del suo pontificato, quando il 28 agosto del 2013, a Roma, nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, aprendo il Capitolo generale dell’Ordine di Sant’Agostino, ha spiegato che l’inquietudine del cuore è ciò che porta a Dio e all’amore ed ha esortato a lasciarsi sospingere dall’inquietudine personale per conoscere Cristo e dall’inquietudine delle necessità altrui per rispondere all’amore.

Vorrei dire a chi si sente indifferente verso Dio, verso la fede, a chi è lontano da Dio o l’ha abbandonato, anche a noi, con le nostre ‘lontananze’ e i nostri ‘abbandoni’ verso Dio, piccoli, forse, ma ce ne sono tanti nella vita quotidiana: guarda nel profondo del tuo cuore, guarda nell’intimo di te stesso, e domandati: hai un cuore che desidera qualcosa di grande o un cuore addormentato dalle cose?

L’inquietudine del cuore che porta a Dio
Non è da disdegnare questa inquietudine perché muove verso Dio e Papa Francesco ha ricordato proprio l’esperienza del vescovo di Ippona:

In Agostino è proprio questa inquietudine del cuore che lo porta all’incontro personale con Cristo, lo porta a capire che quel Dio che cercava lontano da sé, è il Dio vicino ad ogni essere umano, il Dio vicino al nostro cuore, più intimo a noi di noi stessi.

Aggiungendo poi che:

L’inquietudine della ricerca della verità, della ricerca di Dio, diventa l’inquietudine di conoscerlo sempre di più e di uscire da sé stesso per farlo conoscere agli altri. È proprio l’inquietudine dell’amore.

L’esempio attuale di Sant’Agostino
È il “cercare sempre, senza sosta, il bene dell’altro, della persona amata, con quella intensità che porta anche alle lacrime”. E scrivendo il 5 dicembre 2017 alle Pontificie Accademie, in occasione della XXII Solenne Seduta Pubblica sul tema “In interiore homine”, Papa Francesco ha ribadito che in “tema di interiorità, del cuore, della coscienza e consapevolezza di sé”, “un ruolo di assoluta preminenza spetta certamente a Sant’Agostino, il quale, partendo dalla sua personale esperienza, testimoniata nelle Confessioni, ci offre pagine indimenticabili e suggestive”. E citando il Commento al Vangelo di Giovanni (18,10) dell’ipponate – Rientra nel cuore; lì esamina quel che forse percepisci di Dio, perché lì si trova l’immagine di Dio; nell’interiorità dell’uomo abita Cristo, nella tua interiorità tu vieni rinnovato secondo l’immagine di Dio; nell’immagine di lui riconosci il tuo Creatore – ha concluso:

Queste suggestive affermazioni risultano di straordinario interesse anche per i nostri giorni e sarebbero da ripetere a noi stessi, a coloro con cui condividiamo il nostro percorso umano, soprattutto ai più giovani, che cominciano la grande avventura della vita e spesso rimangono coinvolti nei labirinti della superficialità e della banalità, del successo esteriore che nasconde un vuoto interiore, dell’ipocrisia che maschera la scissione tra le apparenze e il cuore, tra il corpo bello e curato e l’animo vuoto e arido.

E invece l’insegnamento di Agostino è ad avere “la gioia e il coraggio di rientrare in sé stessi per seguire la propria identità e vocazione umana”.

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Fonte: Vatican News

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