Il piccolo gregge che attende il Papa in Romania

Il piccolo gregge che attende il Papa in Romania

Mons. Frățilă, coordinatore del viaggio per la Chiesa cattolica: la visita del Papa, occasione per riscoprire la fede e riannodare i fili della nostra storia

Un piccolo gregge in festa. E’ l’immagine che mons. Mihai Cătălin Frățilă, vescovo greco-cattolico di Bucarest, utilizza per dare concretezza all’emozione con la quale è stata accolta la notizia della visita del Papa in Romania, dal 31 maggio al 2 giugno prossimi. “In Romania i cattolici sono il 5% e per questo ‘ piccolo gregge’ essere visitati dal Successore di Pietro vuol dire avere un’occasione pregiata per rinnovare la propria fede e un’opportunità concreta per rilanciare il proprio impegno per il Paese”, spiega mons. Frățilă, coordinatore generale del viaggio apostolico del Papa, per conto della Conferenza episcopale rumena. La presenza del Pontefice permetterà anche di riannodare i fili della storia e non dimenticare. “La Chiesa greco-cattolica – ricorda il presule – ha pagato a caro prezzo la fedeltà al Papa con 41 anni di persecuzioni”.

La situazione in Romania
La società rumena appare molto divisa e in estrema difficoltà. Questo troverà il Papa. “E aggiungo un altro fattore di preoccupazione: tanti giovani abbandonano il Paese” per andare soprattutto nell’Europa occidentale con la speranza di realizzare i propri sogni professionali, ricorda il vescovo spiegando come sia cresciuto il divario tra ricchi e poveri.

La Chiesa
Qual è la situazione della Chiesa in Romania? A questa domanda mons. Frățilă risponde partendo dai dati: “La comunità cattolica in Romania è una realtà complessa. Ci sono dodici diocesi: sei di rito latino e sei di rito bizantino. Due delle diocesi di rito latino hanno fedeli rumeni, quattro hanno una maggioranza di ungheresi e un piccolo gruppo di tedeschi. Poi, nella Chiesa greco-cattolica i fedeli sono diminuiti a causa delle persecuzioni”. Tutti debbono confrontarsi con il consumismo. Il confronto con la società secolarizzata, la Chiesa lo sta conducendo con quella che è l’eredità della persecuzione: l’attaccamento alla Verità, che è anche uno stile di vita, dice il vescovo. E la visita del Papa sarà affidata in modo particolare alla protezione di Maria.

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Fonte: Vatican News

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