Incontro mondiale dei Vincenziani: insieme, per trasformare i sogni in realtà

Incontro mondiale dei Vincenziani: insieme, per trasformare i sogni in realtà
Termina domenica 12 gennaio a Roma la quattro giorni dell’Incontro mondiale dei responsabili degli Enti e delle Istituzioni che oggi compongono la Famiglia Vincenziana nel mondo. Una occasione definita storica in cui conoscersi e far conoscere i progetti in campo e per individuare le sfide che attendono i fedeli al carisma di San Vincenzo de’ Paoli da 400 anni

Come andare avanti insieme nelle grandi opere di carità create nel mondo dalla Famiglia nata dal carisma di San Vincenzo de’ Paoli nel lontano 1617? E’ questo l’ultimo tema di riflessione dello storico incontro che si chiude domenica 12 gennaio a Roma tra i responsabili degli Enti e delle Istituzioni che rappresentano più di due milioni di fedeli vincenziani.

L’appuntamento che ha preso il via l’8 gennaio, è stato finora un momento di confronto e conoscenza tra i vari rami della Famiglia – 160, rappresentati a Roma da un centinaio tra Superiori e Madri generali – di riesame della missione globale, di approfondimento sulle potenzialità e le sfide che, per lo sviluppo futuro, rappresenta il web e infine di assegnazione di compiti e responsabilità specifiche del domani.

Grande spazio nel dibattito ha avuto la parola “collaborazione” quale concetto fondativo all’interno della Famiglia Vincenziana sin dalle origini – come ha spiegato nel suo intervento Padre Tomaž Mavrič CM, Superiore Generale della Congregazione della Missione – ricordando che “era il modello che San Vincenzo de’ Paoli ha proposto fin dall’inizio. Nel corso della sua vita – ha detto il Superiore Generale – la stretta collaborazione tra le Confraternite della Carità, la Congregazione della Missione, le Figlie della Carità e le Signore della Carità ha amplificato l’impatto che la prima Famiglia Vincenziana ebbe sulla vita dei poveri a livello locale, nazionale, e internazionale”.

Oggi – ha detto nella nostra intervista padre Tomaž Mavrič – è ancora la povertà in tutti i suoi aspetti, materiale, spirituale, piscologica e fisica al centro della nostra attività. “I primi poveri siamo noi, come ripeteva san Vincenzo il quale ci ha insegnato a guardare all’uomo nella sua interezza”. Ed è proprio per rispondere in maniera sempre più puntuale e concreta ai bisogni di fratelli e sorelle, in qualunque parte del mondo si trovino, prosegue il Superiore generale, “che serve la collaborazione tra tutti. La questione non è sempre stata centrale, molte volte infatti enti e istituzioni hanno pensato di poter bastare a loro stessi e hanno proceduto autonomamente. Il futuro – ribadisce padre Tomaž – ci impone necessità e urgenza della collaborazione”.

Il progetto “13 case”
Un esempio proprio di questa necessaria e stretta unione tra tutti i rappresentanti della famiglia Vincenziana, è il progetto, presentato in questi giorni a Roma, delle “13 case”. Più di 3200 persone sono state ospitate da questa iniziativa in 28 paesi durante il suo primo anno, con 24 nuovi paesi che aderiranno nei prossimi mesi. Più di 500 case sono state costruite dai diversi rami della Famiglia Vincenziana che lavorano insieme per i più poveri tra i poveri. La Campagna “13 case” è un’iniziativa della Famvin Homeless Alliance. È stata lanciata a novembre 2018 durante una conferenza internazionale sui senzatetto a Roma con l’obiettivo di cambiare la vita di 10.000 senzatetto in tutto il mondo in 3-5 anni. Il nome deriva dalle 13 case di San Vincenzo de Paoli costruite per i bambini abbandonati di Parigi nel 17° secolo. La campagna è partita da una prima casa a Little Rock, nell’Arkansas, per poi estendersi a una vasta gamma di progetti in diversi continenti. Alcuni di essi si concentrano sulle vittime di catastrofi naturali, come in Messico, altri sono stati elaborati per i lavoratori migranti, come in Nuova Zelanda, o per fornire una sistemazione migliore per le persone che vivono nelle baraccopoli, come in India. Ma non tutti i progetti della Campagna “13 case” prevedono la costruzione di case: in Spagna e Colombia, i Vincenziani hanno organizzato servizi di sensibilizzazione per andare incontro ai più poveri o ai poveri che vivono nelle strade; in Perù sostengono i rifugiati venezuelani in fuga dal loro paese. Alcuni progetti ricevono finanziamenti dal Fondo di solidarietà FHA, ma la maggior parte è autofinanziata o sostenuta da donatori individuali e istituzionali.

Quali le sfide nel futuro? Essere coraggiosi
Il Superiore Generale propone, nella nostra intervista, anche alcuni ambiti di lavoro per il prossimo futuro “da considerare suggerimenti per la discussione”: formazione e spiritualità; formazione scolastica; salute; iniziative di carattere globale della Famiglia Vincenziana in risposta a particolari sollecitazioni come nel caso dell’appello del Papa contenuto nella Laudato si’ e l’azione in caso di catastrofe umanitaria. Esattamente nelle parole di padre Tomaž Mavrič c’è il desiderio di una sorta di “Comitato” che possa entrare in azione al momento dell’ emergenza per coordinare l’azione concreta e mirata della famiglia Vincenziana del mondo. “Papa Francesco – cita padre Tomaž – ci ricorda che siamo eredi di coloro che ci hanno preceduto e hanno avuto il coraggio di sognare. Quindi, vi esorto oggi: abbiate il coraggio di sognare, lavorando in collaborazione con una prudenza audace, come hanno fatto Vincent de Paul, Louise de Marillac, Frederic Ozanam e tanti altri fondatori. Hanno fatto sogni impossibili e li hanno fatti diventare realtà”.

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Fonte: Vatican News

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