India: famiglie cristiane attaccate per il rifiuto di adorare gli idoli

India: famiglie cristiane attaccate per il rifiuto di adorare gli idoli

Gruppi tribali, il 22 e il 23 settembre scorsi hanno attaccato e vandalizzato le abitazioni di quei cristiani che nei giorni scorsi si sono rifiutati di adorare gli idoli della religione tribale Sarna, in cinque villaggi a Kondagaon, nel distretto di Bastar, nello Stato del Chhattisgarh

Monsignor Joseph Kollamparampil, vescovo di Jagdalpur, in India, ha confermato ad UCA News che le violenze sono nate nel momento in cui i cristiani si sono rifiutati di seguire la tradizionale religione Sarna e adorare i suoi idoli. Il loro rifiuto ha creato una tensione che ha rotto la pace nella quale di solito vivono i due gruppi. Il vescovo ha sottolineato infatti come lui stesso, nella sua chiesa, promuova la tradizione e la cultura tribale, “ma non il culto degli idoli”.

Colpiti per aver abbracciato il Cristianesimo
Il presidente del Chhattisgarh Christian Forum, Arun Pannalalal, ha raccontato che sono state danneggiate le case di almeno 14 famiglie cristiane, le quali, con oltre 50 membri, sono state costrette ad abbandonare la loro fede. Il Forum ha dunque richiesto un’indagine e un risarcimento di 1 milione di rupie (circa 14 mila dollari) per ciascuna delle famiglie colpite. La polizia dà un’altra versione degli eventi, parlando di scontri dovuti all’invasione dei terreni forestali in alcuni villaggi e di un dispiegamento di forze dell’ordine nell’area per evitare un peggioramento della situazione. Ha tuttavia ammesso l’esistenza di problemi tra gli abitanti del villaggio e quelle famiglie che, aderendo al Cristianesimo, non hanno più voluto seguire le usanze locali.

Una Chiesa di minoranza
Nel frattempo, l’Evangelical Fellowship of India (EFI) – alleanza nazionale di cristiani evangelici che comprende oltre 54 confessioni protestanti e oltre 200 missioni e organizzazioni legate alla Chiesa – ha esortato il primo ministro indiano, Bhupesh Baghel, a proteggere i cristiani da questi attacchi. Il 28 settembre, il reverendo Vijayesh Lal, segretario generale dell’EFI, ha scritto a Baghel in merito agli incidenti. Nonostante le denunce presentate, tuttavia, ha sottolineato Lal, non è stata intrapresa alcuna azione e le autorità hanno costretto le vittime ad accettare un compromesso. Il 98,3%, dei 23 milioni di abitanti dello Stato del Chhattisgarh, è indù; i musulmani rappresentano l’1 per cento; e i cristiani, per lo più tribali, rappresentano lo 0,7 per cento.

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Fonte: Vatican News

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