Kenya, nuovo appello dei vescovi: il ddl sulla salute riproduttiva va ritirato

Kenya, nuovo appello dei vescovi: il ddl sulla salute riproduttiva va ritirato

Ancora una volta i vescovi del Pese africano fanno sentire la loro voce contro la proposta di legge del governo sulla salute riproduttiva, attualmente al vaglio del Senato. Un disegno di legge controverso che, affermano, costringerebbe anche tutti gli operatori sanitari a praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, limitando così “la libertà di coscienza tutelata dalla Costituzione”

In una riunione virtuale con i membri del Comitato per la salute del Senato, svoltasi il 21 settembre, padre Ferdinand Lugonzo, direttore dell’Ufficio di diritto canonico della Conferenza episcopale del Kenya (Kccb), ha ribadito che il ddl è “incostituzionale e deve essere ritirato”. Esso, infatti, “pone gravi questioni morali che toccano il diritto alla vita, la dignità della persona umana, l’integrità della famiglia e l’educazione dei bambini”.

I “diritti” contro la vita
La proposta di legge – ha detto padre Lugonzo – “presenta un insieme nebuloso di così detti ‘diritti riproduttivi’ che minano il diritto alla vita protetto dalla Costituzione del Kenya”. Essa, infatti, sostiene la legalizzazione dell’aborto, la pianificazione familiare, la maternità surrogata e un’educazione sessuale inclusiva della “teoria del genere”. Si tratta, dunque, ha detto il rappresentante della Kccb, di un progetto che “degrada la vita della donna, svaluta la santità della vita, squalifica i principî costituzionali, morali e scientifici secondo cui la vita inizia al momento del concepimento e termina con la morte naturale”.

Il pericolo dell’eugenetica
Per quanto riguarda la riproduzione assistita, sostenuta dal ddl, padre Lugonzo ha evidenziato come che in una tale procedura “migliaia di embrioni vengano scartati prima di essere impiantati nell’utero della donna”, provocando “in realtà l’aborto e la negazione del diritto alla vita e alla dignità umana”. E questa non è altro che “eugenetica”, ha ribadito il sacerdote, ovvero “la crescita selettiva della popolazione” che potrebbe presto cedere il passo “all’aborto dei bambini affetti da disabilità”. Una pratica che – ricorda la Chiesa cattolica del Kenya – è stata condannata e messa al bando dai processi di Norimberga ed è stata giudicata un crimine contro l’umanità”.

L’appello della Chiesa
Non solo: il ddl costringerebbe anche tutti gli operatori sanitari a praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, limitando così “la libertà di coscienza tutelata dalla Costituzione”, e violerebbe “il diritto che promette di proteggere legalmente la famiglia a beneficio delle generazioni presenti e future”. Per questo, in conclusione la Kccb ha rinnovato il suo appello al Senato affinché ritiri tale proposta normativa.

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Fonte: Vatican News

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