La nuova vita della Basilica della Natività

La nuova vita della Basilica della Natività

A Betlemme, quasi conclusi gli straordinari lavori di ristrutturazione che hanno interessato tetto, facciata, superfici in pietra e mosaici: manca solo la grotta, indicata dalla tradizione come il luogo dove nacque Gesù. Una mostra al Palacongressi di Rimini ed online sul sito del Meeting ne ha svelato tutta la bellezza ritrovata.

La Basilica della Natività di Betlemme torna a mostrare il suo antico splendore. Dopo sette anni di minuziosi ed intensi lavori di restauro, il capolavoro architettonico voluto dall’imperatore Costantino nel 330 e patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco, rinasce quasi a nuova vita, con gli interventi più difficili iniziati dal tetto, in parte completamente divelto e a rischio crollo. Altro punto delicato di consolidamento è stato quello della facciata, la quale aveva assunto un’inclinazione molto pericolosa. L’operazione ha permesso di smontare le impalcature interne- posizionate per garantire sicurezza addirittura dagli inglesi negli anni 30 del 1900 – che oscuravano la bellissima porta d’ingresso in legno. Successivamente, si è passati alla sistemazione delle superfici in pietra, dei mosaici e del fonte battesimale.

Restauro quasi completo: manca solo la grotta
Ma non tutto è terminato, manca un piccolo, significativo, passaggio. Lo svela Giuseppe Alessandro Fichera, archeologo della Piacenti Spa, azienda a cui è stata affidata la responsabilità del restauro, iniziato dopo uno studio di fattibilità commissionato dall’Autorità Nazionale Palestinese all’Università di Ferrara: “Manca ancora davvero poco: il restauro della Grotta (indicato dalla tradizione come il luogo dove nacque Gesù, ndr) , il vero cuore di questa Basilica che finora non è stato interessato da alcuna opera di sistemazione”. L’inizio dei lavori di ristrutturazione della Grotta è stato rallentato dalla diffusione del virus, pur essedo stato programmato con largo anticipo e ampiamente previsto:

Novità sorprendenti
Gli scavi degli archeologi e degli esperti hanno anche riservato alcune soprese. Giuseppe Alessandro Fichera le racconta spiegando come siano venuti alla luce “mosaici sconosciuti, come quello raffigurante un meraviglioso albero di melograno trovato nel transetto armeno. Ma abbiamo anche rinvenuto la traccia di un vero e proprio ‘rituale di fondazione’: quando nel periodo dell’imperatore Giustiniano si volle ricostruire la basilica appena distrutta, una serie di lampade in vetro della prima basilica furono sotterrate accuratamente nel posto in cui prima esisteva la facciata e dove poi sarebbe passato il nuovo colonnato della chiesa ampliata. Ecco, noi abbiamo ritrovato queste lampade, segno eloquente della volontà di sottolineare il passaggio di consegne da una basilica all’altra”.

Una mostra per scoprire tutti i segreti
In questi giorni, al Palacongressi di Rimini, e online sul sito www.meetingrimini.org, si è potuto assistere ad una mostra dal titolo “Bethlehem Reborn. Le meraviglie della Natività” che ha dato l’occasione per conoscere tutti i segreti della Basilica, con un percorso espositivo che narra del lungo periodo d’abbandono della struttura e dei recenti interventi di restauro finanziato dall’Autorità Nazionale Palestinese, ma anche qualcosa di più: “Video bellissimi – dice Giuseppe Alessandro Fichera- curati dal regista Tommaso Santi, accompagnano le 5 sezioni nelle quali è suddivisa l’esposizione. Un invito esplicito al mondo intero, quando le condizioni sanitarie lo permetteranno, a far visita a Betlemme e alla Basilica della Natività”.

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Fonte: Vatican News

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