La Santa Sede chiede dialogo ed elezioni in Nicaragua

La Santa Sede chiede dialogo ed elezioni in Nicaragua
La richiesta è giunta dall’Osservatore permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra monsignor Ivan Jurkovic rivolgendosi alla presidente, Michelle Bachelet, nel suo intervento pronunciato ieri, durante la 42.ma sessione del Consiglio dei Diritti Umani sulla drammatica situazione in Nicaragua

“La Santa Sede – ha detto monsignor Jurkovic – crede fermamente che sia essenziale attuare gli accordi raggiunti lo scorso marzo, tornare immediatamente a negoziati aperti e reciprocamente rispettosi ed effettuare, quanto prima, le riforme elettorali per lo svolgimento di elezioni libere e trasparenti con la presenza di osservatori”. Il rappresentante vaticano ha poi sottolineato che “La Santa Sede ha seguito con grande attenzione la situazione sociopolitica in Nicaragua e ritiene che le controversie irrisolte debbano essere risolte al più presto, rispettando sempre i diritti umani fondamentali e i principi sanciti dalla Costituzione del Paese. Per facilitare l’armonia sociale nel Paese e costruire una base per un futuro stabile di pace e prosperità – ha osservato mons. Jurkovic – la Santa Sede raccomanda che i diversi attori politici e sociali, con un rinnovato spirito di responsabilità e riconciliazione, trovino insieme una soluzione che rispetti la verità, ripristini la giustizia e promuove il bene comune”.

La relazione della Bachelet sulla drammatica situazione in Nicaragua
Sempre ieri è stato presentato anche il rapporto sul Nicaragua della stessa Bachelet che ha denunciato una continua violazione dei diritti umani da parte delle forze governative e la mancanza di garanzie delle principali libertà di un popolo democratico. “Non è possibile che una persona venga arrestata per aver cantato l’inno nazionale o per sventolare la bandiera del Nicaragua in una piazza o in una via pubblica” ha detto tra l’altro la Bachelet, la quale ha sottolineato che mentre 492 persone arrestate durante le proteste sono state rilasciate, più di 100 rimangono in carcere per aver partecipato alle manifestazioni di quest’anno. “La libertà di espressione – ha aggiunto – è stata limitata attraverso azioni che vanno dalla chiusura di media indipendenti e la confisca delle attrezzature, alla detenzione di giornalisti nazionali per mesi”. Nella conclusione del suo rapporto, Michelle Bachelet ha annunciato che l’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani (Unhcr) continuerà ad osservare la situazione del Paese e cercherà spazi di dialogo con la dittatura nicaraguense per trovare al più presto una soluzione alla crisi che si protrae da aprile 2018.

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Fonte: Vatican News

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