Le due Italie dell’infanzia maltrattata: più a rischio sempre i bimbi del Sud

Le due Italie dell’infanzia maltrattata: più a rischio sempre i bimbi del Sud
Presentata dal Cesvi la terza edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento dell’infanzia in Italia: la situazione più critica è ancora nel Sud, e l’emergenza pandemia, con l’interruzione di molte attività dei servizi sociali, ha moltiplicato i fattori di rischio

E’ un’ Italia a due velocità, anche per la tutela dell’infanzia dai rischi di maltrattamenti e abusi, conferma la ricerca presentata oggi on-line dal Cesvi, acronimo di Cooperazione e Sviluppo, la ong nata nel 1985 a Bergamo. Si tratta della terza edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento dell’infanzia in Italia, che indica ancora agli ultimi posti quattro regioni del Sud: Campania, Calabra, Sicilia e Puglia. Al primo, anche quest’anno, l’Emilia Romagna, seguita da Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, che rispetto al 2019 si scambiano il terzo e quarto posto. Ma ovunque le criticità sono state aggravate dal Covid-19.

Rischio di violenze sempre alto, aggravato dalla pandemia
L’Indice, che quest’anno ha il titolo “Restituire il Futuro” ed è incentrato sul tema della resilienza, analizzata anche sotto la lente della crisi generata dal Covid-19, fotografa e sintetizza lo status quo delle 20 regioni italiane in tema di maltrattamento infantile. Il rischio di violenze e abusi sui minori resta alto, in Italia, amplificato anche dalle conseguenze sociali ed economiche dell’emergenza coronavirus.

La presentazione on-line con la ministra Bonetti
Curato da Cesvi e sviluppato sotto la guida di un comitato scientifico composto da Autorità Garante Infanzia e Adolescenza, Istat, Miur, Istituto degli Innocenti, Cismai, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, l’Indice è stato redatto dalle ricercatrici Giovanna Badalassi e Federica Gentile e presentato in occasione di un incontro digitale, moderato dalla giornalista Rai Francesca Romana Elisei, con la partecipazione della ministra alle Pari Opportunità Elena Bonetti.

I fattori di rischio e i servizi di tutela ai minori
In Italia si stima che 47,7 minorenni su mille siano seguiti dai servizi sociali, e quasi 100mila siano vittime di maltrattamenti, conseguenza ultima di una situazione di disagio che coinvolge i genitori e il contesto familiare, ambientale e sociale nel quale i bambini crescono. L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia analizza la vulnerabilità al fenomeno del maltrattamento dei bambini nelle singole regioni italiane, attraverso l’analisi dei fattori di rischio presenti sul territorio e della capacità delle amministrazioni locali di fornire servizi per prevenire e contrastare il fenomeno. Il risultato è una graduatoria basata su 64 indicatori classificati rispetto a sei diverse capacità che rappresentano la struttura portante dell’Indice: capacità di cura di sé e degli altri, di vivere una vita sana, di vivere una vita sicura, di acquisire conoscenza e sapere, di lavorare, di accesso a risorse e servizi.

Tutte le regioni del Nord al di sopra della media nazionale
Quest’anno, inoltre, l’Indice include anche un intero capitolo dedicato all’analisi del periodo Covid-19, che evidenzia come l’emergenza e il lockdown abbiano moltiplicato i fattori di rischio per il maltrattamento all’infanzia, complice anche l’abbassamento dei livelli di monitoraggio dovuti all’interruzione di molte attività dei servizi sociali. A livello generale, il quadro finale dell’Indice è quello di un’Italia a due velocità: si conferma l’elevata criticità dei territori del Sud Italia che, rispetto alla media nazionale, registrano peggioramenti sia tra i fattori di rischio che tra i servizi, pur con diversi livelli di intensità. Solo la Sardegna registra un peggioramento dei fattori di rischio e un miglioramento dei servizi. Le otto regioni del Nord Italia sono tutte al di sopra della media nazionale, insieme a tre dell’Italia centrale, Toscana, Umbria e Marche e una del Sud, la Sardegna. Insieme a Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, anche Basilicata, Abruzzo e Lazio si confermano regioni a “elevata criticità”.

I traumi della pandemia: lutti e crisi economica
Gli effetti dell’emergenza Covid-19 sul fenomeno del maltrattamento all’infanzia, sono stati sondati attraverso interviste a dodici operatori sociali che operano su tutto il territorio nazionale, spiega Valeria Emmi, advocacy coordinator del Cesvi, e “il quadro delineato fa pensare ad un forte impatto, anche se molti degli effetti verranno alla luce soltanto a lungo termine”. Emergono traumi di natura diversa a seconda dei territori della Penisola: mentre nel Nord Italia emergono con più frequenza quelli legati ai lutti e alla loro difficile rielaborazione, nelle regioni del Sud si registrano le criticità derivanti da un maggiore disagio economico, acuito dalla crisi, e con un impatto su bisogni primari come l’accesso al cibo.

Non scordatevi di fare clic su “MI PIACE” nella nostra pagina Facebook e di seguirci su Facebook per ricevere tutte le notizie, immagini, video e informazioni sempre aggiornate su Papa Francesco.

Fonte: Vatican News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *