#lucianiperme: l’iniziativa per la riapertura del museo dedicato a Giovanni Paolo I

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A Canale d’Agordo, nel bellunese, paese natale del “Papa del sorriso” , dopo il lockdown riapre il Musal, Museo Albino Luciani, con l’invito a inviare pensieri e ricordi legati a Giovanni Paolo I, Pontefice per solo 33 giorni, tra agosto e settembre 1978

Riapre oggi ai visitatori il museo dedicato a Giovanni Paolo I, il “Papa del sorriso”, a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, dove Albino Luciani nacque il 17 ottobre 1912. Per festeggiare l’evento, dopo la chiusura imposta dalla pandemia, è stata lanciata dalla Fondazione Albino Luciani l’iniziativa #lucianiperme: si possono inviare immagini, video, un testo o una preghiera che si vuole rivolgere alla sua intercessione, all’indirizzo mail info@fondazionepapaluciani.com, proprio per condividere emozioni e ricordi legati a Giovanni Paolo I, che poi compariranno sulla pagina Facebook del museo.

Riaprire dopo il lockdown è un segno di fiducia
Della sensibilità particolare di Papa Luciani per i poveri e i bisognosi, vista anche la povertà della sua famiglia, parla il direttore del museo, Loris Serafini. “Questo museo racconta la sua storia partendo dalla sua terra. Tutta la sua vita è stata all’insegna della fede, della semplicità, della povertà in tutti gli incarichi che ha ricevuto”, ci dice il direttore del Musal, ricordando le tappe che hanno scandito la vita di Albino Luciani. Vescovo di Vittorio Veneto, patriarca di Venezia e infine Papa. Serafini definisce la riapertura del museo (al quale dall’anno scorso è stata annessa anche la casa natale) dopo il lockdown per il coronavirus, un segno di fiducia verso il futuro, “come lui avrebbe voluto, perché nel corso di tutta la sua esistenza ha sempre avuto una grande fiducia in Dio”. Anche un segno di speranza, per ricominciare e per affrontare questa fase così particolare per tutti.
Ascolta l’intervista a Loris Serafini:

Quando Paolo VI mise la sua stola al patriarca Luciani
Un museo, quello dedicato a Giovanni Paolo I, importante per conoscere più da vicino l’uomo che fu Papa per soli 33 giorni. Tra le proposte, un filmato e l’immagine del momento nel quale Paolo VI, il 16 settembre 1972, durante la sua visita pastorale a Venezia, mise la stola papale sulle spalle dell’allora patriarca di Venezia Luciani: un gesto particolare di attenzione (e c’è chi dice profetico) verso la figura di quel pastore umile, che fu creato cardinale pochi mesi dopo.

L’orologio del nuovo Papa che non si ricaricava
Un altro oggetto conservato nel Musal è l’orologio che il cardinale Luciani portava al polso al momento dell’elezione a Pontefice. “Era talmente semplice – racconta ancora Serafini – che non era nemmeno autoricaricabile, tanto che il segretario di Paolo VI, monsignor Macchi, incontrando il nuovo Papa, gli propose di regalargli l’orologio di Paolo VI, che era un autoricaricabile, e Luciani, con un sorriso, accettò”. Un’occasione dunque, quella della riapertura del museo, per immergersi fra quelle montagne, le Dolomiti, e assaporare il profumo della vita e del messaggio di Papa Luciani.

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Fonte: Vatican News

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