Migranti e rifugiati, Covid-19 e sussidi on line

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Ogni settimana pubblichiamo il bollettino della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale. Il bollettino numero 7 è dedicato ai canali di informazione per gli sfollati
Informazioni agli sfollati e alle comunità locali


Il caos e lo stato di allarme generati dal COVID-19 a livello internazionale hanno spesso un impatto negativo sulle persone costrette a fuggire dal loro paese, aggravando il loro disorientamento e la loro emarginazione. L’essere forestieri in un paese straniero, che tende naturalmente a concentrarsi sulla propria popolazione vulnerabile, rende più difficile l’accesso ai servizi essenziali.

Per superare le barriere, la Sezione Mobilità Umana della Conferenza Episcopale Peruviana (ES) ha reso disponibili on line alcuni sussidi, che offrono ai migranti e ai rifugiati informazioni essenziali sulla salute, sul lavoro, sulle opportunità di consulenza legale e di altra assistenza durante la pandemia. La Conferenza dei religiosi e delle religiose del Perù (CONFER) (ES) ha illustrato in una pagina web le varie attività che gli attori cattolici hanno avviato in tutto il paese per aiutare le persone vulnerabili al tempo del COVID-19, così che tutti ne siano informati e possano accedervi.

Come affermato da Papa Francesco, possiamo superare questa emergenza solo agendo come una comunità globale. Per questo motivo, l’aiuto di tutti è prezioso. I diversi attori cattolici hanno elaborato linee guida e suggerimenti per orientare le comunità locali nelle possibili azioni volte ad aiutare i migranti e i rifugiati durante COVID-19. Il Global Ignatian Advocacy Network on Migration ha pubblicato un documento (EN) che elenca diverse raccomandazioni su come prendersi cura dei migranti più vulnerabili. Tra i suggerimenti troviamo l’invito alle istituzioni a fornire informazioni accurate e tempestive in diverse lingue sulle misure di salute e sicurezza, nonché ad assicurare una rete di cooperatori per l’assistenza. Il JRS USA ha proposto 6 Modi per Essere Solidali con i Rifugiati (EN), sostenendo per esempio la loro educazione e rispettando i diritti dei richiedenti asilo.

Risposta alle necessità fondamentali di migranti e rifugiati

I lockdown legati al COVID-19 hanno severamente indebolito quasi tutte le economie del mondo. Il numero di persone in situazione di povertà è aumentato in tutto il globo. Tra le popolazioni più vulnerabili il rischio di soffrire la fame è oggi pari o superiore al rischio di contrarre il virus. Consapevoli di questo, numerosi attori cattolici in tutto il mondo si stanno impegnando per fornire alle comunità sfollate cibo e altri oggetti essenziali.

In Nigeria, uno dei paesi più colpiti dal virus in Africa, la Comunità di Sant’Egidio (ES; FR; PT) ha distribuito grandi quantità di prodotti alimentari e sanitari alle famiglie degli sfollati interni nel territorio della capitale federale Abuja. Disinfettanti per le mani, riso, fagioli, concentrato di pomodoro, olio e altre necessità di base sono stati consegnati a 468 famiglie nel campo Games Village e a 90 famiglie alla periferia di Abuja. Simultaneamente è stata lanciata una campagna di informazione su come il coronavirus si diffonde e sull’importanza di seguire pratiche igieniche specifiche, in aggiunta a quelle già prescritte dai regolamenti predisposti dai governi.

Per rispondere alle carenze in tempo di COVID-19, ACMI Family to Migrants (EN), con l’ausilio di donatori privati e di altre organizzazioni, ha organizzato la distribuzione di Care Packs (pacchi con elementi di prima necessità) ai lavoratori migranti e alle loro famiglie residenti a Singapore. Molti di questi, avendo accesso limitato al sostegno sociale locale e non potendo ricorrere all’aiuto dei parenti a causa delle restrizioni di viaggio, contano esclusivamente sugli aiuti umanitari. Ogni Care Pack includeva vitamina C liquida, maschere chirurgiche per il viso, cereali e disinfettanti per le mani.

Per diverse settimane in Iraq è stato impossibile viaggiare tra le regioni, per cui la maggior parte delle organizzazioni umanitarie non ha avuto accesso fisico agli assistiti e alle strutture preposte al servizio. Gradualmente, le agenzie umanitarie cattoliche che aiutano gli sfollati nel nord dell’Iraq stanno raggiungendo i bisognosi (EN) dal momento che la situazione del COVID-19 migliora lentamente, mentre altri progetti possono essere portati avanti via Internet. Al CRS (Catholic Relief Services) è stato permesso di riprendere alcune attività, in particolare i progetti per l’occupazione e le riparazioni di scuole, case e rifugi, per lo più mirati ai rimpatriati nella zona. Caritas Germania sta sostenendo un programma che distribuisce cestini di cibo e igiene porta a porta a 1.000 famiglie in difficoltà. I principali destinatari sono le comunità cristiane e yazidi sfollate, che, facendo affidamento esclusivo sul lavoro a giornata, sono rimasti disoccupati per mesi a causa del coronavirus.

Il Servizio Pastorale dei Migranti a Santa Catarina (PT), in Brasile, ha condotto una campagna contro il COVID 19. Padre Marcos e padre Nelson hanno organizzato la distribuzione degli aiuti offerti nella città brasiliana e nella sua regione metropolitana. Gli operatori hanno evitato il contatto diretto con la Casa do Migrante, ma continuano la loro comunicazione a distanza con i nuovi arrivati. Ad esempio, cesti alimentari di base e kit di igiene vengono consegnati a domicilio sia ai migranti ospitati nella struttura sia alle famiglie residenti altrove. Ogni settimana vengono offerti sussidi per l’apprendimento della lingua portoghese, informazioni sul coronavirus e altre informazioni utili a facilitare l’accesso agli aiuti di emergenza.

Un casa per migranti e rifugiati

Molti centri di accoglienza per migranti e rifugiati hanno dovuto chiudere o rifiutare nuovi ospiti per garantire l’allontanamento sociale. Diversi lavoratori migranti si sono trovati disoccupati a causa del blocco e sono diventati senzatetto. In diverse parti del mondo, gli attori cattolici si sono sforzati di garantire ad ognuno di loro un riparo.

Nelle Filippine tre centri scalabriniani (EN; ES) operano ancora nonostante le difficoltà finanziarie e sanitarie: il centro Stella Maris dell’Apostolato del Mare, e il Centro Scalabrini per Persone in Movimento e il Dormitorio Pius, che insieme ospitano 259 persone più 8 membri dello staff. La decisione di rimanere aperti nonostante le restrizioni e il rischio di infezione è stata discussa seriamente e a fondo, poiché la chiusura completa avrebbe significato abbandonare molte persone bisognose nelle strade della città durante un momento davvero difficile.

La Casa Paolo VI (FR), ex seminario di Lille, accoglie sia i minori stranieri che i senzatetto affetti da COVID-19. Il primo gruppo è servito dalla Pastorale dei Migranti e l’altro dalla Croce Rossa. L’accoglienza dei minori africani sarebbe dovuta terminare all’inizio di maggio a causa dei lavori programmati nella struttura, ma è stata prorogata fino al 31 maggio a causa della situazione straordinaria. Mentre prima l’ospitalità era offerta solo la sera e di notte, ora l’accoglienza è 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana. Un guardiano vi abita in caso di problemi. I giovani non escono se non per l’accesso al parco. Le parrocchie erano solite fare a turno lo shopping, ora lo fanno i membri del gruppo Pastorale dei Migranti.

Quando la Bolivia ha chiuso i suoi confini (25 marzo 2020) per impedire la diffusione del nuovo coronavirus, centinaia di lavoratori agricoli stagionali boliviani si sono ritrovati bloccati nella zona centrale del Cile, sprovvisti di cibo o riparo. Gruppi cattolici si sono adoperati per organizzare rifugio, cibo e aiuti supplementari per i lavoratori migranti (EN; ES). Subito la RED CLAMOR – una rete di coordinamento di numerose organizzazioni al servizio dei migranti, rifugiati e vittime della tratta – è riuscita ad assicurare posto per 600 persone. Ma già dalla prima sera i posti erano insufficienti. Così si sono organizzati dormitori presso alcune parrocchie e una casa di riposo locale. Sono stati distribuiti maschere e disinfettanti per le mani, pasti e materassi per tutti, 950 persone. A chi ne avesse bisogno è stata offerta consulenza legale gratuita sulla loro situazione lavorativa e sull’accesso sussidi per la disoccupazione.

In Colombia, nel mezzo della pandemia, diverse organizzazioni e istituzioni ecclesiastiche offrono alloggio temporaneo ai migranti (ES) provenienti dal Venezuela. Si tratta di un’iniziativa nuova e gran parte del lavoro viene svolto in modo informale, nel rispetto delle restrizioni imposte dal virus. La Fundación Atención al Migrante, rifugio di emergenza gestito dalle Suore Missionarie Scalabriniane, offre assistenza psicologica e legale. Il rifugio della Oficina Servicio Jesuita a Refugiados (JRS) a Bogotá fornisce assistenza sanitaria e legale.

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Fonte: Vatican News

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