Migranti. Vescovo maltese Grech: “In Europa c’è un populismo falso”

Migranti. Vescovo maltese Grech: “In Europa c’è un populismo falso"

Dalla diocesi di Gozo, a Malta, il vescovo mons. Mario Grech, rilancia l’appello già rivolto dai presuli dell’isola alla Comece, Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità Europea, perché “l’Europa mostri compassione e solidarietà concreta verso i più vulnerabili”

Raccogliere il grido d’allarme di Papa Francesco e attenzione a non distorcere l’informazione. Sono le due raccomandazioni venute da mons. Mario Grech, vescovo di Gozo, Malta, ai microfoni di Radio Vaticana Italia, all’indomani dell’accorato appello del Pontefice all’Angelus nella Solennità dell’Epifania. Francesco ha chiesto ai leaders europei di dimostrare “concreta solidarietà” nei confronti delle 49 persone salvate nel mare Mediterraneo e che da diversi giorni si trovano a bordo di due navi, la Sea Watch e la Sea Eye, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare.

Mons. Grech: una vicenda strumentalizzata
R: – Il Santo Padre ha dato voce a quelli che non ce l’hanno, e non mi riferisco soltanto a quelle persone che stanno sulle navi ma a tanta altra gente che vuole che l’Europa trovi una soluzione. Purtroppo si dà l’impressione che le persone siano contrarie, ma non è vero. C’è un populismo falso nella società di oggi. E’ in atto uno sfruttamento, non solo umano, economico, ma addirittura politico riguardo questa situazione. Abbiamo celebrato il settantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ma io mi chiedo: dove sono questi diritti? Come mai la società è così insensibile a difendere i diritti fondamentali della persona? Capisco che la questione dei migranti è una questione complessa, va seguita e indirizzata con molta calma, con molta prudenza, ma anche con molta responsabilità. Non possiamo mettere al bando la vita umana.

Ma perché questo atteggiamento di sordità?
R: – Io non voglio attribuirlo solo al governo italiano, ma a tutta l’Europa. Purtroppo l’Europa si è invecchiata, ha perso la grinta. C’è tanta paura e disinformazione, è questo un altro fattore che trattiene dal prendere delle decisioni coraggiose. Poi – come ha anche sottolineato il Papa nell’omelia dell’Epifania – abbiamo bisogno di imparare e apprezzare il dono della gratuità, la logica del dono. Ci si apre all’altro finché l’altro ci può dare qualcosa, ma non deve essere così. Dobbiamo aprirci agli altri senza aspettare di ricevere nulla indietro. Per me un atteggiamento del genere dimostra la nostra povertà oggi; povertà non solo in senso materiale, ma anche di valori, per non dire anche povertà della nostra fede. Stiamo parlando di Europa, un continente cristiano: ma dove sono i valori cristiani? Per me il Papa ieri ha prestato la voce al Bambino Gesù, che è presente in queste persone, e forse sta creando quel “disturbo” che i Magi hanno creato per le autorità di allora.

Aprire le porte
Quale soluzione sarebbe auspicabile?

R: – La soluzione immediata è di aprire le nostre porte a queste persone. Come apprendiamo dai medici a bordo delle navi, la situazione si sta aggravando ora per ora. Poi c’è da pensare ai Paesi di provenienza. Si è parlato di un piano Marshall per l’Africa: è anche a questo che i leaders politici devono pensare e per questo devono proporre qualcosa. Purtroppo la politica oggi è malata, come ha detto il Papa: “la politica è viziata”. Dobbiamo allora educare a una buona politica, che non è altro che l’organizzazione della vita comune della gente.

Ieri Mons. Scicluna, vescovo di Malta, è salito a bordo della MV Lifeline, ormeggiata nel Grande Porto di Malta. Ha dichiarato che “è una grande ingiustizia che questi fratelli e sorelle siano diventati vittime dei negoziati tra i leaders europei”…

R: – Dicono che ci sono negoziati in atto, ma quando arriverà la soluzione? Ripeto c’è la vita umana a rischio. Se la vita umana va persa, sarà una grande, grande ingiustizia, sarà un peccato. Mi associo al mio confratello Scicluna e faccio un appello ai leader europei: non tardate!

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Fonte: Vatican News

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