Padre Nicolás, un uomo di Dio al servizio del Papa e della Chiesa

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Il preposito generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal, ricorda a Vatican News la figura di padre Adolfo Nicolás, alla guida della Compagnia di Gesù dal 2008 al 2016, scomparso ieri a Tokyo all’età di 84 anni. Padre Nicolás aveva fondato la sua leadership “sulla fiducia negli altri, che era anche una fiducia nel Signore”

Padre Adolfo Nicolás è stato il primo preposito generale della Compagnia di Gesù a vedere un suo confratello, l’allora arcivescovo di Buenos Aires cardinale Jorge Mario Bergoglio, salire al soglio di Pietro. Eletto trentesimo preposito generale il 19 gennaio del 2008, ha raccolto l’eredità di padre Peter Hans Kolvenbach. Il profondo legame con l’Asia e il Giappone, che hanno scandito il denso percorso formativo e spirituale di padre Nicolás, sarà suggellato anche dall’ultimo saluto: i funerali si terranno a Tokyo sabato alle ore 17.00, nella chiesa di Sant’Ignazio.

Sempre sabato, l’attuale preposito generale, padre Arturo Sosa, presiederà alle 10.30 una messa commemorativa nella Chiesa del Gesù a Roma. Padre Sosa, ricordando il suo predecessore, sottolinea che “la sua leadership si è basata sulla fiducia, sull’ascolto e sulla capacità di comprendere la diversità delle situazioni”. Questa, aggiunge, è “la grandissima eredità che abbiamo ricevuto da padre Nicolás”. Una persona “con una grande capacità di avere uno sguardo universale”. E, soprattutto, “un uomo di Dio”.

R. – Padre Adolfo Nicolás ha dato un grande contributo nel portare avanti la ristrutturazione della missione e della struttura di supporto della Compagnia. In questi anni, la Compagnia ha avuto una diminuzione del numero degli iscritti, ma anche un aumento degli impegni apostolici in diverse parti del mondo. Allora padre Nicolás, seguendo gli orientamenti della 35.ma Congrgazione generale, ha portato avanti un grosso piano di ristrutturazione della Compagnia che non è ancora finito. Ma è stato il suo slancio che lo ha reso possibile.

Padre Nicolás ha guidato la Compagnia di Gesù per oltre 8 anni, dal 2008 al 2016. Quali sono state le sfide più impegnative durante questo periodo?

R. – Sono state tantissime e impegnative perché la Compagnia, in questo tempo, è cresciuta nella sua varietà culturale interna e anche nella sua presenza in diversi luoghi in Africa, in Asia, in America Latina e anche in Europa e negli Stati Uniti. La Compagnia è cambiata molto in questo tempo dal punto di vista della sua conformazione interna culturale. Tra le sfide, ci sono quelle di promuovere una autentica formazione interculturale, di creare uno spirito di universalità tenendo conto della diversità. Ma approfittando di questa diversità per avere veramente una Compagnia universale.

La Compagnia di Gesù ha un legame speciale con il Pontefice. Come padre Nicolás ha vissuto questo rapporto?

R. – Lo ha vissuto con lo spirito caratteristico della Compagnia: quello di mettersi al servizio della Santa Sede con tutto quello che si può. Con Papa Benedetto XVI c’è stato un legame molto profondo. E ancor di più con Papa Francesco. Il legame tra Padre Nicolás e Papa Francesco è stato molto amichevole ed anche di mutua collaborazione. Papa Francesco ha trovato in padre Nicolás una persona che era disposta a dare una mano in qualsiasi cosa di cui la Santa Sede avesse bisogno.

Padre Sosa, quale eredità ha raccolto da padre Nicolás?

R. – Parecchie cose. Una è la sua profonda esperienza di Dio. Padre Nicolás è un uomo di Dio. Un’altra ricchezza è la sua intelligenza nel capire, in profondità, la complessità del mondo. Una persona con una grande capacità di avere uno sguardo universale, ma senza perdere il senso del concreto di ogni situazione. Padre Nicolás aveva inoltre una totale fiducia nei suoi collaboratori. Sapeva che non poteva fare le cose da solo. Aveva bisogno di una squadra e aveva grandissima fiducia in quanti sceglieva per essere padri provinciali o direttori delle varie istituzioni. Una leadership fondata sulla fiducia negli altri, che era anche una fiducia nel Signore. La sua leadership si è basata sulla fiducia, sull’ascolto e sulla capacità di comprendere la diversità delle situazioni. Intelligenza e discernimento hanno accompagnato le sue decisioni. Questa è la grandissima eredità che abbiamo ricevuto da padre Nicolás.

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Fonte: Vatican News

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