Papa alla Confraternita di Tortosa: siate lievito di solidarietà

Papa alla Confraternita di Tortosa: siate lievito di solidarietà
La missione della fraternità, l’amore verso gli altri: sono le indicazioni suggerite da Papa Francesco ai membri della Confraternita spagnola di Nostra Signora della Cinta di Tortosa, ricevuti stamani in Vaticano, a 400 anni dalla fondazione

Un vincolo forte lega la Confraternita spagnola di Nostra Signora della Cinta di Tortosa e la sede di Pietro. Francesco lo ricorda, nel suo discorso in spagnolo, nel quale richiama l’approvazione chiesta a Papa Paolo V dopo la costituzione della Confraternita, 400 anni fa. Un vincolo di comunione rinnovato con l’odierno pellegrinaggio alla tomba di Pietro. Un gesto di adesione – spiega il Papa – che non è qualcosa del passato “ma mantiene viva la sua attualità”.

Lievito di solidarietà
L’accento di Francesco è sull’essere confraternita, ovvero unione di fratelli, ma l’unità che fonda. Ricorda che spesso gli stessi frati litigano ma “sanno mantenere viva quella ricerca di un bene che non può escludere la pace e l’armonia tra di loro”. “E quando non lo fanno – aggiunge il Papa – soffrono”.

Il legame di carità che, come confratelli, li unisce al loro Vescovo e, attraverso di lui, al Papa, costituisce un dono importante che li arricchisce, ma comporta anche una missione: quella di essere lievito di solidarietà nella società.

Vivere la fraternità
Compito al quale la Confraternita di Nostra Signora della Cinta di Tortosa è “portare la fraternità in ogni angolo” della società. Il Papa ricorda la loro presenza in diverse realtà ecclesiali della diocesi locale; un segno per dimostrare che la Chiesa è “una casa, una famiglia, un luogo di accoglienza e di amore, in cui tutti, specialmente i poveri e gli emarginati, si sentano parte e non siano mai esclusi o respinti”.

Vivere in questo modo, come fratelli uniti, suppone sforzo e rinuncia, ma vi assicuro che ne vale la pena, perché è un segno davanti alla società sempre così divisa, non è di moda ora, è sempre stato ed è peccato sociale dividerci. Ecco perché ogni manifestazione di fraternità, di solidarietà aiuta. Vi incoraggio nel vostro compito perché siate segno davanti al mondo di quella fraternità che viene da Dio.

Vescovo Benavent: l’incontro con il Papa, segno d’amore
Nel suo intervento, precedente alle parole del Papa, il vescovo di Tortosa, mons. Enrique Benavent, ha ricordato la storia della Madonna della Cinta. Secondo la tradizione, nella notte tra il 24 e il 25 marzo 1178, quando la costruzione della cattedrale di Tortosa era già conclusa, la Beata Vergine apparve ad un sacerdote che si stava preparando a celebrare l’ufficio del mattutino. Lei donò la cintura del suo manto come segno del suo amore. Il vescovo ha ricordato che quel nastro è stato per secoli “il legame che lega il cuore del popolo di Tortosa a quello della Vergine, unendoli in cielo e sulla terra, nella vita e nella morte”. Mons. Benavent ha poi presentato i tanti santi che hanno illuminato la sua diocesi e raccontato della devozione a Maria di tante donne incinte che hanno problemi. Infine ha ripercorso le attività della Confraternita con la particolare attenzione ai poveri ed ha sottolineato come l’incontro con il Papa sia un rafforzare il legame con la sede di Pietro ma anche “un altro segno d’amore che la Vergine – ha spiegato il presule – ha avuto con noi ed è senza dubbio uno degli eventi più importanti per l’Arciconfraternita nei suoi 400 anni di storia”.

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Fonte: Vatican News

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