Papa: Cristo ci liberi dalla paura di incontrarlo nei poveri e nei migranti

Papa: Cristo ci liberi dalla paura di incontrarlo nei poveri e nei migranti

Alla Celebrazione Eucaristica per l’Incontro delle realtà di accoglienza “Liberi dalla paura” (Sacrofano, 15-17 febbraio), l’invito di Papa Francesco a “ringraziare gli ‘altri’ che bussano alle nostre porte, offrendoci la possibilità di superare le nostre paure per incontrare, accogliere e assistere Gesù in persona”. Il meeting è promosso da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Centro Astalli

La frase “Non abbiate paura” è cuore e speranza dell’omelia di Papa Francesco alla Santa Messa celebrata oggi pomeriggio presso la Fraterna Domus di Sacrofano in occasione dell’apertura dell’incontro “Liberi dalla paura”, organizzato dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas Italiana, dal Centro Astalli e rivolto alle realtà impegnate nell’accoglienza o nell’integrazione dei migranti. Parole che risuonano nei cuori dei presenti che nel quotidiano lavorano, spesso silenziosamente, a fianco di chi arriva da lontano.

Non aver paura, il messaggio di Dio
Una frase ispirata al messaggio delle due Letture scelte per la Celebrazione: il brano del Libro dell’Esodo in cui, spiega Francesco, “Mosè invita il popolo a non avere paura perché il Signore è con loro”, e quello del Vangelo di Matteo in cui Gesù rassicura i discepoli che non lo riconoscono mentre cammina sulle acque. Episodi biblici, spiega il Papa, con cui il Signore parla all’uomo di oggi:

Il Signore parla oggi a noi e ci chiede di lasciare che Lui ci liberi dalle nostre paure. “Liberi dalla paura” è proprio il tema scelto per il vostro incontro. La paura è l’origine della schiavitù (…) E’ anche l’origine di ogni dittatura, perché sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori. Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà.

“ Cristo continua a tendere la sua mano per salvarci e permettere l’incontro con Lui, un incontro che ci salva e ci restituisce la gioia di essere suoi discepoli ”

L’abbandono alla Provvidenza
Ma come non ripiegarsi su se stessi rifugiandosi nella propria realtà quando le situazioni ci sembrano senza via d’uscita? Francesco lo ribadisce anche in questa occasione:

Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita. E non bastano le parole umane di un condottiero o di un profeta a rassicurarci, quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua Provvidenza.

Ed è proprio questo senso di sconfitta, prosegue il Papa, che ci fa ergere muri di divisione. Sempre, anche e soprattutto oggi: Questo ripiegamento su sé stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri. E questo si nota particolarmente oggi, di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati che bussano alla nostra porta in cerca di protezione, sicurezza e un futuro migliore.

La mancanza di preparazione crea timore
Con grande lucidità e conoscenza delle fragilità del cuore umano, il Pontefice sottolinea inoltre:

Il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro. Lo dicevo l’anno scorso, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: ‘Non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così, spesso, rinunciamo all’incontro con l’altro e alziamo barriere per difenderci’.

Chiamati oltre la paura
Come Mosè si fida di Dio, invitando gli israeliti a non aver paura perchè il Signore non abbandona il suo popolo, così è lo stesso Gesù a dirci che è Lui stesso a bussare alla nostra porta:

L’incontro con l’altro, poi, è anche incontro con Cristo. Ce l’ha detto Lui stesso. È Lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato e carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito. E se avessimo ancora qualche dubbio, ecco la sua parola chiara: «In verità io vi dico: tutto quello a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).

“ È davvero Lui, anche se i nostri occhi fanno fatica a riconoscerLo: coi vestiti rotti, con i piedi sporchi, col volto deformato, il corpo piagato, incapace di parlare la nostra lingua… ”

Lasciarsi liberare, una grazia che porta frutto
Come in un amorevole scambio, chi ha avuto la forza di lasciarsi liberare dalla paura, ricevendo la gioia dell’incontro con Cristo, è chiamato ad una missione che, spiega ancora il Papa, “è per noi l’unica vera certezza”:

E chi ha avuto la forza di lasciarsi liberare dalla paura, chi ha sperimentato la gioia di questo incontro è chiamato oggi ad annunciarlo sui tetti, apertamente, per aiutare altri a fare lo stesso, predisponendosi all’incontro con Cristo e la sua salvezza.

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Fonte: Vatican News

One thought on “Papa: Cristo ci liberi dalla paura di incontrarlo nei poveri e nei migranti

  1. Come possiamo “entrare” in culture cosi diverse quando ancora non abbiamo “aperto” cuore e mente tra noi italiani stessi?—–Italiana romana,come migrante per seguire mio marito, ho vissuto in altre regioni della stessa Italia chiusure, discriminazioni perché romana con una mente aperta affrontavo le situazioni di vita diversamente, abituata al confronto sincero credevo alle mille bugie che mi dicevano per nascondere come realmente erano.-Ancora oggi,2019, rientrata nel Lazio centrosud trovo chiusure, paura di confrontarsi, egoisticamente chiusi nei loro “orticelli”, pronti a uscire solo per prendere per se stessi, disposti a tutto,lecito e non lecito, per il loro benessere–questo comportamento e’ di una grossa fetta di popolazione italiana verso italiani stessi, come ci si puo’ aprire agli stranieri?– credo che dovremmo inculturarci di noi stessi, si eviterebbero tanti conflitti interni, allora saremmo in grado di superare egoismo=paura per aprirci anche agli stranieri———–Ivana Barbonetti

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