Papa Francesco: dialogo tra Cristianesimo e Islam sia fattore decisivo per la pace

Papa Francesco dialogo tra Cristianesimo e Islam sia fattore decisivo per la pace

L’udienza generale, nell’aula Paolo VI, è dedicata al recente viaggio apostolico del Pontefice negli Emirati Arabi Uniti, un Paese divenuto “un crocevia tra Oriente e Occidente, un’oasi multietnica e multireligiosa”, “un luogo adatto per promuovere la cultura dell’incontro”

In un’epoca “in cui è forte la tentazione di vedere in atto uno scontro tra le civiltà cristiana e quella islamica”, abbiamo “voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che invece è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare”. Con queste parole, nella catechesi dell’udienza generale, Papa Francesco mette a fuoco il senso del suo recente viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti, tra il 3 e il 5 febbraio. “Un Viaggio breve ma molto importante – rimarca – che, riallacciandosi all’incontro del 2017 ad Al-Azhar, in Egitto, ha scritto una nuova pagina nella storia del dialogo tra Cristianesimo e Islam e nell’impegno di promuovere la pace nel mondo sulla base della fratellanza umana”.

Il Documento sulla Fratellanza Umana
Nel corso del viaggio, che “appartiene alle ‘sorprese’ di Dio”, il Pontefice e il Grande Imam di Al-Azhar hanno firmato ad Abu Dhabi il Documento sulla Fratellanza Umana, nel quale è riaffermata “la comune vocazione di tutti gli uomini e le donne ad essere fratelli in quanto figli e figlie di Dio”, ed è condannata “ogni forma di violenza, specialmente quella rivestita di motivazioni religiose”.

In un’epoca come la nostra, in cui è forte la tentazione di vedere in atto uno scontro tra le civiltà cristiana e quella islamica, e anche di considerare le religioni come fonti di conflitto, abbiamo voluto dare un ulteriore segno, chiaro e deciso, che invece è possibile incontrarsi, è possibile rispettarsi e dialogare, e che, pur nella diversità delle culture e delle tradizioni, il mondo cristiano e quello islamico apprezzano e tutelano valori comuni: la vita, la famiglia, il senso religioso, l’onore per gli anziani, l’educazione dei giovani, e altri ancora.

Promuovere una vera cultura dell’incontro
Il viaggio apostolico, il primo di un pontefice nella penisola arabica, ha avuto luogo a 800 anni dalla visita di san Francesco al sultano al-Malik al-Kamil. Papa Francesco confida che nella tre giorni spesso ha pensato al Poverello di Assisi. “Mi aiutava a tenere nel cuore il Vangelo – precisa – l’amore di Gesù Cristo, mentre vivevo i vari momenti della visita; nel mio cuore c’era il Vangelo di Cristo, la preghiera al Padre per tutti i suoi figli”, la preghiera perché “il dialogo tra il Cristianesimo e l’Islam sia fattore decisivo per la pace nel mondo”. Il Pontefice ringrazia tutti per l’accoglienza ricevuta, intrisa di “grande cortesia”, e ricorda le tappe fondamentali del viaggio: i colloqui privati con il Principe Ereditario e con il Consiglio Musulmano degli Anziani; l’incontro interreligioso presso il Memoriale del Fondatore degli Emirati Arabi Uniti, lo Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan.
Questo documento sarà studiato nelle scuole e nelle università di parecchi Paesi. Ma anche io mi raccomando che voi lo leggiate, lo conosciate, perché dà tante spinte per andare avanti nel dialogo sulla fratellanza umana.

I cristiani negli Emirati Arabi Uniti
Papa Bergoglio ricorda anche l’intenso abbraccio con il milione di cristiani presente negli Emirati Arabi Uniti, “lavoratori originari di vari Paesi dell’Asia”: l’appuntamento nella cattedrale di san Giuseppe ad Abu Dhabi e la messa nello stadio della città, durante la quale si è pregato con “speciale intenzione al Medio Oriente e allo Yemen”.
Ho avuto l’opportunità di salutare il primo sacerdote che era andato, che ancora è vivo – novantenne – fondatore di tante comunità lì. É sulla sedia a rotelle, cieco, ma il sorriso non cade dalle sue labbra, il sorriso di aver servito il Signore e di aver fatto tanto bene. Anche, ho salutato un altro novantenne – ma questo camminava e continua a lavorare. Bravo! – e tanti sacerdoti che sono lì al servizio delle comunità cristiane di rito latino, di rito siro-malabarese, siro-malankarese, di rito maronita che vengono dal Libano, dall’India, dalle Filippine e da altri Paesi.

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Fonte: Vatican News

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