Papa: soluzione alla tratta è la conversione e il taglio della domanda

Papa soluzione alla tratta e la conversione e il taglio della domanda
Un dialogo aperto tra Papa Francesco e i partecipanti alla Giornata mondiale di riflessione contro la tratta di persone. Durante l’udienza in Sala Clementina, il Pontefice ha risposto alle domande di alcune persone.

Sul tema della tratta c’è “molta ignoranza” e poca “volontà di comprendere la portata del problema”, perché “tocca da vicino le nostre coscienze” ed è scabroso. Così il Papa che stamani ha incontrato i partecipanti alla IV Giornata di Preghiera e Riflessione contro la tratta. Un discorso che si è concretizzato con risposte ad alcune domande. C’è chi, pur conoscendo la tratta, è utilizzatore dei servizi che vengono offerti sulla strada o su internet. C’è chi è direttamente coinvolto nelle organizzazioni criminali e trae lauti profitti. Bisogna fare, dunque, un lavoro per sensibilizzare le “nostre comunità” perché nessun essere umano sia più vittima della tratta.

Serve la voce dei giovani
E’ soprattutto la voce dei giovani che può rompere questo silenzio sulla tratta, denunciata dal Papa come crimine contro l’umanità. Francesco gli chiede di andare nelle parrocchie e incontrare queste persone per prendere impegni concreti. Anche i social network possono rappresentare un’opportunità di incontro, senza però “sottovalutare i rischi insiti in alcuni di questi spazi virtuali” perché attraverso la rete i ragazzi possono essere adescati.

Affrontare le vere cause della tratta
Francesco mette anche il risalto che tutti coloro che sono stati vittime della tratta possono essere importantissime risorse informative per salvare altri giovani. Bisogna poi creare opportunità per uno sviluppo umano integrale. “Quella che ho più volte indicato come ‘la cultura dello scarto’ – dice – è alla base di comportamenti che, nel mercato e nel mondo globalizzato, portano allo sfruttamento degli esseri umani, a tutti i livelli”. Bisogna che anche gli Stati affrontino le cause profonde dando la possibilità di un’istruzione stabile e quindi di un’occupazione sostenibile. Bisogna uscire dall’ipocrisia. Se ci sono tante ragazze vittime della tratta è perché ci sono tanti uomini pronti a pagare per il loro piacere.

Mi chiedo allora, sono davvero i trafficanti la causa principale della tratta? Io credo che la causa principale sia l’egoismo senza scrupoli di tante persone ipocrite del nostro mondo. Certo, arrestare i trafficanti è un dovere di giustizia. Ma la vera soluzione è la conversione dei cuori, il taglio della domanda per prosciugare il mercato.

Il Sinodo per i giovani opportunità per diventare “rete di salvezza”
Prima di levare una preghiera a santa Giuseppina Bakhita, “venduta come schiava” da bambina, Papa Francesco parla anche del Sinodo dei Vescovi di ottobre, dedicato proprio ai giovani. Il Pontefice auspica che all’appuntamento siano protagonisti i ragazzi delle “periferie” e chiede di lanciare un messaggio di mobilitazione globale per costruire una casa comune inclusiva ed accogliente. La Chiesa cattolica – conclude – intende intervenire in ogni fase della tratta degli esseri umani proteggendoli dall’adescamento, liberandoli se ridotti in schiavitù e poi assistendoli. In una parola il Papa auspica che il Sinodo sia anche un’opportunità perché le Chiese locali diventino “una rete di salvezza”.

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Fonte: Vatican News

One thought on “Papa: soluzione alla tratta è la conversione e il taglio della domanda

  1. Dialogando con giovani e adulti, mi sono resa conto che alcune “devianze” sono il risultato di una base culturale di vita chiusa e attenta solo ai propri bisogni, egoismo.
    Per soddisfare i bisogni che l’egoismo, il bisogno di “possesso” genera, porta al perdurare e la degenerazione di tali devianze.——Solo una sana moratoria in ambienti, quartieri a rischio , dialogando cuore a cuore con i giovani puo’ fare qualcosa , richiamare la responsabilita’ che hanno i genitori in questo ambito, lavorare tanto per dargli il superfluo e’ un metodo che non ha funzionato, riflettiamo e aggiustiamo il “tiro” prima che sia veramente troppo tardi.—–Ivana Barbonetti.

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