Parolin: preghiera, missione e fraternità nei sacerdoti del XXI secolo

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Ripercorrendo gli aspetti più significativi della figura del santo Curato di Ars, in relazione alle sfide che attendono i sacerdoti di oggi, il cardinale Pietro Parolin ha tenuto questo pomeriggio nella cittadina francese dove è in visita privata, una conferenza dal titolo: “Papa Francesco e i sacerdoti in cammino con il popolo di Dio”

Prosegue la visita del segretario di Stato vaticano ad Ars. Dopo aver celebrato la Santa Messa al mattino, il cardinale Pietro Parolin ha tenuto nel pomeriggio presso il Santuario della cittadina francese, una conferenza sul tema: “Papa Francesco e i sacerdoti in cammino con il popolo di Dio”, una lunga riflessione sul rapporto tra il Santo Padre e i Pastori, alla luce della figura del Curato d’Ars, san Giovanni Maria Vianney, “principi – ha detto il porporato – che possono guidare il ministero pastorale nel nostro XXI secolo” .

La preghiera
La vita del Curato d’Ars era soprattutto incentrata sulla preghiera: “Passava ore e ore davanti al tabernacolo”, una preghiera “necessaria per crescere nella nostra fedeltà”. Questa preghiera, ha rimarcato il cardinale Parolin, ha anche uno scopo pastorale, poiché i sacerdoti “offrono preghiera e sacrificio per il loro popolo e per tutto il Popolo di Dio”, come ha ricordato Papa Francesco nella sua Lettera ai sacerdoti pubblicata un anno fa.

Un sacerdote alla ricerca delle sue “pecore”
Il Curato d’Ars era anche un sacerdote che sapeva “uscire”, andare alla ricerca delle sue pecore e ricostruire un gregge, nella Francia scristianizzata dalla Rivoluzione francese. “Non è la prima volta – ha fatto notare il cardinale Parolin nel suo intervento – che la Chiesa è costretta a rinnovare il suo impegno missionario”. L’azione pastorale si basa sul discernimento: osservare la situazione, guardare con benevolenza, ascoltare con attenzione.

“Di fronte alla novità delle situazioni che ci si trova ad affrontare, lo Spirito Santo stimola la creatività per trovare il modo migliore di avvicinarsi agli altri”, ha sottolineato Parolin. “Il Santo Padre chiede che la creatività nello Spirito sia anche l’empatia nello stesso Spirito”, ha detto.

Omelie, catechismo e Eucaristia
Terzo tema della conferenza: l’insegnamento. “Il Santo Padre insiste molto sulla qualità delle omelie”, ha detto il cardinale. “L’omelia si prepara. Gli abitanti di Ars sentivano il loro parroco ripeterla passando davanti al presbiterio”. Poi il suggerimento del porporato a organizzare incontri di formazione parrocchiale per introdurre i fedeli al catechismo, perché il popolo di Dio ha sempre bisogno di conoscere i misteri di Cristo.

Quarto asse di discussione: celebrare l’Eucaristia, che è il cuore del sacerdote. Papa Francesco ci ricorda che l’Eucaristia è “l’atto supremo della Rivelazione”. Un sacramento” che comporta il nostro impegno personale: non è solo il Corpo e il Sangue di Cristo che offriamo”, ha ricordato il cardinale Parolin.

La Confessione e i poveri
Quindi la Confessione. Il Curato d’Ars era un grande confessore. “La sua arte di ascoltare, di consigliare, la sua misericordia attirava sempre più penitenti”. “Il Papa è inesauribile sul tema della confessione – ha detto il segretario di Stato vaticano – perché è il Sacramento della Misericordia!” “Sapete che al giorno d’oggi molti fedeli non si confessano più o si confessano molto poco”, ha detto e ciò richiede al sacerdote, pazienza, catechesi incessante e misericordia per riscoprire questo sacramento essenziale.

Sesto tema: accogliere i poveri. Il cardinale Parolin ha ricordato la “carità creativa” del Curato d’Ars e ha sottolineato il desiderio di Papa Francesco di una “Chiesa per i poveri”. Il cardinale ha dunque invitato le diocesi, le parrocchie e le comunità a vedere come attuare questa “opzione preferenziale per i poveri”.

Soffermandosi poi sulla fraternità sacramentale il cardinale Parolin l’ha definita “una grande sfida oggi perché il ministero – ha detto – è spesso pesante e difficile”. Da qui l’esortazione a “trovare il coraggio di rafforzare questa vita fraterna, pensando che i giovani risponderanno più facilmente alla chiamata del Signore”.

La tenerezza di Dio
Infine, l’ultimo argomento sviluppato nell’intervento del segretario di Stato è Maria. “Nel cuore della Santa Vergine c’è solo misericordia”, diceva il Curato d’Ars. La Vergine, che Papa Francesco ha presentato come “il vaso e la fonte della misericordia”, Maria insegna che “l’unica forza capace di conquistare il cuore degli uomini è la tenerezza di Dio”.

Il cardinale Parolin ha quindi concluso la sua conferenza con questa preghiera di Papa Francesco :

Ricordati, Signore, della tua alleanza di misericordia con i tuoi figli, i sacerdoti del tuo popolo. Che possiamo essere, con Maria, segno e sacramento della tua misericordia.

Come il cardinale Biayenda, farsi promotori di pace
Dopo la conferenza e la celebrazione dei Vespri solenni, il segretario di Stato vaticano inaugurando l’itinerario, all’interno del Santuario di Ars, dedicato al cardinale Emile Biayenda, arcivescovo di Brazzaville in Congo, ha ricordato la sua figura di pastore “coraggioso e apostolico”, come lo aveva definito Paolo VI dopo il suo omicidio nel 1977, che aveva un profondo legame con Ars fin dai suoi studi a Lione. Testimone fedele al Signore e alla Chiesa: lo aveva chiamato Giovanni Paolo II nella sua visita in Africa, nel 1988. Nella preghiera, Parolin ha richiamato il contributo alla pace del cardinale Biayenda, invitando i sacerdoti a farsi come lui “promotori dell’incontro e del dialogo, della riconciliazione e del perdono, dell’impegno concreto verso i poveri”.

Per i cristiani perseguitati
Il segretario di Stato ha inoltre invitato i sacerdoti, nella festa di san Giovanni Maria Vianney, ad avere benevolenza e coraggio nelle loro chiese locali per “guarire le ferite” e “confortare il cuore dei deboli e dei vulnerabili”. Infine “un pensiero fervente” per i cristiani perseguitati in tutto il mondo, non dimenticando di confidare nello Spirito Santo perché solo con Lui sarà possibile sopportare le tribolazioni e vincere il male.

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Fonte: Vatican News

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