Perché la Giornata dell’Unitalsi 2020 è un seme di speranza

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Sabato 4 e domenica 5 luglio sarà possibile acquistare nelle piazze di tutta Italia la piantina dell’Unitalsi. Un semplice gesto che ciascuno potrà compiere per ringraziare i volontari per l’impegno di questi difficili mesi, ma anche per contribuire alla ripartenza dell’associazione che dal prossimo mese tornerà protagonista nei pellegrinaggi in Italia ed all’estero. L’intervista al presidente nazionale, Antonio Diella

Il simbolo di questa festa sarà una piantina, ma il seme è già stato gettato da tempo. Anzi, i semi: quelli della prossimità, della cura, dell’attenzione e dedizione. Il seme della speranza, di chi ha saputo stare instancabilmente accanto alle persone malate, anche durante la pandemia. In modo diverso, magari attraverso una chiamata in video, oppure portando loro la spesa a casa. Di certo l’Unitalsi in questi momenti difficili non si è mai fermata ed ora riparte nel modo a lei più congeniale, attraverso i pellegrinaggi. Già dal prossimo mese a Lourdes e poi con un calendario ricco di appuntamenti, in divenire. Ora, però, è il momento della festa, il cui senso più profondo merita di essere scoperto. Ancora una volta.

Sabato 4 e domenica 5 luglio l’Unitalsi celebra, dunque, la 19.ma edizione della sua Giornata Nazionale, offrendo, in tutta Italia, una “piantina” simbolo di pace, fratellanza e di “ripartenza”. L’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali vuole sensibilizzare i cittadini e l’opinione pubblica a sostenere la vita dell’associazione e i numerosi progetti di carità che vengono realizzati quotidianamente al servizio delle persone più bisognose, grazie al costante impegno dei propri soci. Quest’anno testimonial d’eccezione sarà un volontario noto al grande pubblico, l’attore e conduttore televisivo Flavio Insinna. Verrà ricordato, a due anni dalla scomparsa, anche uno dei soci più noti dell’Unitalsi: il compianto Fabrizio Frizzi.

“L’Unitalsi torna ad essere visibile”
“Con questa festa torniamo ad essere visibili, dopo essere stati in questi mesi vicini nella prossimità ai tanti che avevano bisogno ed erano soli”. Lo afferma nell’intervista a Vatican News il presidente nazionale dell’associazione, Antonio Diella. “Si tratta sì di una ripartenza intesa come ripresa dei pellegrinaggi, ma – precisa – i nostri volontari non si sono fermati un solo giorno”.

Il loro sforzo in questo primo fine settimana di luglio può essere ripagato donando un’offerta in cambio della piantina d’ulivo. “Si troverà in tutte le piazze d’Italia – spiega Diella – ed è sì un simbolo, ma anche uno strumento concreto per ottenere le risorse necessarie alle nostre attività caritative”. Un appuntamento giunto alla 19.ma edizione, ma quest’anno slittato a causa della pandemia. “Speravamo di tornare a celebrare questa festa insieme agli italiani – conclude il presidente dell’Unitalsi -, chiediamo loro di accompagnarci e di spingerci a fare ancora il bene, affinché possiamo continuare ad essere una presenza di prossimità ed attenzione verso i tanti malati, compresi i più piccoli”.

Il dono del Papa

Anche Papa Francesco lo scorso mese ha voluto contribuire con un dono all’asta di beneficenza organizzata dall’Unitalsi per i piccoli pazienti del Gemelli di Roma. Una bicicletta elettrica, protagonista dell’asta, che permetterà ai bambini dell’ospedale romano di recarsi in pellegrinaggio a Lourdes insieme ai volontari Unitalsi. “Con questo dono Papa Francesco ha fornito anche un supporto psicologico ai nostri volontari, ci ha detto di ripartire e lo ha fatto dandoci una spinta per tornare a camminare, sostenendoci. Per noi è un dirci: ‘cammino con voi’ e questo è molto importante”, ha affermato in una recente intervista a Vatican News don Gianni Toni, assistente della sezione Romana-Laziale dell’Unitalsi.

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Fonte: Vatican News

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