Radio Vaticana in Africa: un webinar per i 70 anni delle trasmissioni in inglese

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Venerdì 17 luglio, sul canale YouTube di Vatican News English, un dibattito web aperto dal prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, e con, tra gli altri, il vescovo nigeriano Emmanuel Badejo, e padre Federico Lombardi, già direttore generale di Radio Vaticana, celebrerà il 70 esimo anniversario della prima trasmissione in lingua inglese in Africa della “Radio del Papa”. Don Samasumo, responsabile del servizio inglese Africa: “Non parleremo di noi stessi, ma cercheremo di individuare percorsi per un futuro migliore per il continente”

“Come comunicatori cattolici in Africa e per l’Africa, abbiamo il dovere non solo di riferire gli eventi sociali, ma anche di aiutare la società ad individuare un percorso per un futuro migliore”. Così, don Paul Samasumo, responsabile del programma inglese/swahili per l’Africa della Radio Vaticana e vice presidente di Signis, zambiano, spiega la scelta di celebrare il 70 esimo anniversario della prima trasmissione in lingua inglese in Africa della “Radio del Papa”, con un webinar sul tema: “La narrazione come strumento per gestire i problemi razziali e sociali in Africa”.

Le voci di madre Oguh e della giornalista Sheila Pires
Il dibattito sul web, moderato dallo stesso don Samasumo e organizzato in collaborazione con Signis, venerdì 17 luglio dalle 14 alle 16, si potrà seguire sul canale YouTube di Vatican News english, e sarà aperto da Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Parleranno poi il vescovo nigeriano di Oyo, Emmanuel Badejo, in rappresentanza del Secam, padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Ratzinger, già direttore generale di Radio Vaticana e direttore della Sala Stampa Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano, madre Mary Claude Oguh, superiora generale dell’Istituto Religioso del Cuore Immacolato di Maria e presidente delle Conferenza nigeriana delle religiose, e Sheila Pires, corrispondente dal Sudafrica del programma Inglese Africa di Radio Vaticana e giornalista di Radio Veritas.

Webinar organizzato in collaborazione con Signis Africa
“Avremmo potuto scegliere di parlare di noi stessi, del traguardo raggiunto come programma linguistico della Radio Vaticana – prosegue don Paul – ma con padre Walter Ihejirika, l’attuale Presidente di Signis Africa (docente di comunicazione e media all’università di Port Harcourt, in Nigeria, al quale spetterà l’intervento di chiusura del webinar, n.d.r) abbiamo pensato che sarebbe stato più utile riflettere insieme sugli avvenimenti del mondo in cui viviamo”.
Don Samasumo: le sfide per i comunicatori cattolici
Così questo dibattito via web, chiarisce don Samasumo, sarà “il nostro piccolo sforzo per contribuire a realizzare una tabella di marcia per il futuro dell’Africa e del mondo in generale. Abbiamo raccolto gli spunti del 54° Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali per stimolare i comunicatori cattolici africani nel compito di far crescere un continente attivo. Crediamo che se comunichiamo il messaggio del Vangelo in modo creativo e positivo, possiamo contribuire, in qualche modo, a sollevare l’Africa dalle ceneri delle avversità, dei conflitti armati senza fine, della povertà e delle discriminazioni, e proiettarla verso un futuro di benessere e di inclusione sociale. Il comunicatore cattolico non può permettersi di stare in disparte di fronte a queste sfide”.

Radio Vaticana nasce nel 1931, il programma inglese nel 1937
Con il responsabile del servizio inglese per l’Africa della Radio Vaticana, composto da cinque giornalisti e alcuni collaboratori che curano anche la sezione di notizie sulla Chiesa in Africa sul portale web Vatican News English, torniamo però anche a settant’anni fa, al 1950, quando iniziano le trasmissioni in lingua inglese per l’Africa. “La Radio Vaticana era stata inaugurata da Papa Pio XI il 12 febbraio 1931 – ricorda don Samasumo – sei anno dopo, nel 1937, era stato lanciato il programma mondiale in inglese”.

Anche 70 anni fa c’erano molte preoccupazioni nell’aria
“Gli anni ’50 del secolo scorso sono stati segnati dalle rivolte contro il dominio coloniale, per il diritto al voto e all’auto-determinazione da parte di molti Paesi africani. C’era preoccupazione nell’aria, ma anche speranza. Oggi il mondo è tormentato da preoccupazioni simili, specialmente per la pandemia di coronavirus e le proteste contro le discriminazioni razziali iniziate dopo l’assassinio dell’afroamericano George Floyd, una morte che purtroppo ha una colorazione razziale”. Ma come allora, prosegue don Paul “la voce del Papa, rilanciata attraverso Radio Vaticana e Vatican News, continua ad essere ascoltata nelle case di molte famiglie africane, e porta il conforto del Buon Pastore, dando coraggio e speranza, e soprattutto invitando tutti gli esseri umani a costruire un mondo interconnesso”.
La svolta del 1979, raccontata da Sean Patrick Lovett
Ma il Servizio Inglese Africa come lo conosciamo oggi nasce in realtà nel 1979, per rispondere, ricorda Sean Patrick Lovett, già alla guida del Programma mondiale inglese, “alle nuove esigenze e tendenze del continente africano”. Il primo programma è un bollettino serale trasmesso sulle onde corte per gli ascoltatori dei Paesi africani anglofoni, che contiene principalmente notizie della Santa Sede e della Chiesa nei Paesi occidentali. Nella fase iniziale, vengono incluse nella programmazione anche lezioni di catechismo, vite dei santi e proverbi africani. Le trasmissioni ad onde corte per l’Africa partono dal centro di Santa Maria di Galeria, mentre quelle in Fm per gli africani anglofoni in Italia utilizzano un’antenna situata sopra il Museo della Radio Vaticana, all’interno della Città del Vaticano.

I temi cari agli africani: sanità, giustizia e pace
I programmi all’inizio erano simili a quelli per l’Europa, il Nord America e l’Oceania, con pochi cambiamenti per soddisfare gli ascoltatori in Africa. “Ci sono stati – ricorda ancora Lovett – anche programmi preregistrati inviati in cassetta direttamente ai fedeli del continente”, conosciuti come “Tapes for Africa”. Ma presto si è deciso di realizzare programmi ad hoc per l’Africa. “Guardando ai veri problemi che riguardavano la vita degli africani – prosegue Sean Lovett – sono stati individuati temi come la sanità, la giustizia, la pace”. La seconda sfida è stata quella di rovesciare la visione colonialista, europea, dell’Africa e cercare “di creare una visione positiva dell’Africa, come luogo che può essere di esempio per resto del mondo, in tante cose”. “Siamo stati molto in anticipo sui tempi” commenta don Paul Samasumo.

Dal 1993 anche programmi in Swahili
Nel 1993, l’English Africa Service ha iniziato a trasmettere quotidianamente le letture del Vangelo in KiSwahili (Swahili), una lingua bantu e lingua franca dell’Africa orientale. Il KiSwahili è ampiamente parlato in Tanzania e Kenya e in alcune regioni dell’Uganda, Burundi, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo e Mozambico. Si stima che circa 120 milioni di persone, se non di più, parlino o capiscano il KiSwahili. Nel 2002 si sono avviate anche delle trasmissioni quotidiane in Hausa, una lingua ciadica parlata da circa 100-150 milioni di persone, considerata una lingua franca in gran parte dell’Africa occidentale. Il programma in Hausa, di 15 minuti, era realizzato dallo staff della Radio Vaticana in collaborazione con l’allora Centro di Comunicazioni Sociali di Kaduna, in Nigeria. Ma purtroppo ha avuto breve durata.

Il primo Sinodo africano e un nuovo formato
L’attuale trasmissione quotidiana di mezz’ora del servizio inglese Africa ha preso il via nel 1995, un anno dopo il primo Sinodo africano. Con un format che copre la vasta gamma di temi raccomandati nell’esortazione apostolica “Ecclesia in Africa” di San Giovanni Paolo II, del 1995. Ulteriori elementi sono stati introdotti dopo la pubblicazione di “Africae Munus”, l’esortazione del Papa emerito Benedetto XVI, pubblicata dopo il secondo Sinodo africano del 2009. Oltre alle notizie sulle attività del Papa, della Santa Sede e della Chiesa nel mondo, il programma quotidiano di inglese Africa ha rubriche dedicate alla vita della Chiesa in Africa, ai temi della giustizia, della pace, della riconciliazione, dello sviluppo, della cultura e del ruolo dei giovani nella Chiesa e nella società. A questi si aggiunge una raccolta quotidiana di notizie sugli avvenimenti socio-politici in Africa chiamata Africa News Panorama.

2017: l’alba dell’era digitale
Nel 2017, la trasmissione quotidiana per gli ascoltatori di Roma è stata spostata dalla piattaforma Fm alla Radio Digitale Dab+. Inoltre, le trasmissioni a onde corte in Africa sono ora trasmesse da una stazione di trasmissione in Madagascar. Radio Vaticana collabora con Radio Maria e con una quarantina di stazioni radio diocesane e religiose cattoliche, in Africa, che ritrasmettono il programma quotidiano in inglese sulle loro stazioni radio Fm. Questo permette di raggiungere milioni di persone che non hanno una radio a onde corte o luoghi dove il segnale delle onde corte è debole. Un podcast gratuito del programma audio giornaliero è disponibile ogni sera sul portale web Vatican News English, e si sta valutando la possibilità di inviare il programma anche attraverso WhatsApp. Infine, la sezione di notizie sulla Chiesa in Africa su Vatican News English, curata dalla redazione inglese Africa, porta notizie e punti di vista della Chiesa africana alla Chiesa universale.

La redazione e le sfide per il futuro
La redazione dell’ English Africa Service è composta da quattro persone originarie della Sierra Leone, dell’Uganda e dello Zambia, insieme a due colleghi della Tanzania che curano il programma linguistico in KiSwahili. Collaboratori e corrispondenti delle conferenze episcopali dei paesi anglofoni aggiornano costantemente la redazione con notizie e informazioni sul continente africano. Poi ci sono gli studenti delle Pontificie Università di Roma – sacerdoti, suore, seminaristi, laici che lavorano regolarmente con noi. Ogni anno vengono accolti in media da tre a quattro studenti delle Pontificie Università di Roma per un periodo di stage. Guardando al futuro, conclude don Samasumo “la sfida più grande per il servizio inglese Africa, è quella di creare una rete di stazioni radio e diocesi in Africa per un feedback e un ulteriore scambio di notizie sulle attività della Chiesa”.

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Fonte: Vatican News

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