Radio Zona Rossa: un modo diverso di guardare la vita al tempo del coronavirus

Radio Zona Rossa: un modo diverso di guardare la vita al tempo del coronavirus
Un programma di mezz’ora “con informazioni brevi e concise per chi è costretto a casa”. Non dobbiamo “riempire”, spiegano a Radio Codogno, “ma dare informazioni ai cittadini per fare un servizio a tutta la comunità”

Una radio comunitaria di ispirazione cattolica, nata nel 1983 a Codogno nel centro giovanile San Luigi, da una settimana trasmette informazioni di pubblica utilità per la zona rossa della città colpita dal coronavirus. “Radio zona rossa” è la trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Codogno (FM 100.350) due volte al giorno, alle 11 e alle 17, che diffonde notizie locali aggiornate, bollettini ufficiali e informazioni utili alla vita quotidiana per chi è costretto a restare a casa. Il tutto grazie al lavoro dei volontari che si alternano in diretta al microfono.

La radio al servizio del territorio
“Un pezzo di mondo analogico – spiega a Radio Vaticana Italia Massimo Scaglioni – presidente di Radio Codogno, ha ancora oggi molto da dire per unire chi si sente isolato e prova sentimenti di paura”. “Da giorni, grazie alla collaborazione tra Comune, Protezione Civile e parrocchia, lo studio della radio, nel seminterrato del centro giovanile, garantisce un’informazione utile in un momento di disorientamento dell’intera comunità locale. “Abbiamo anticipato, per esempio, che lunedì riaprirà l’ufficio postale per pagare la pensione agli anziani che non usano carte di credito o bancomat. Ma leggiamo anche storie per bambini”.

Il ruolo del volontariato
“I cittadini hanno bisogno di notizie certe, ma anche di un semplice contatto, di una voce amica. Intervengono spesso il sindaco e il vescovo di Lodi, mons. Maurizio Malvestiti, che parla alla radio per incoraggiare i malati, gli anziani, i medici e chi si occupa della sicurezza”. “ C’è però bisogno anche di persone, sottolinea Scaglioni, di volontari, che abbiano familiarità con il microfono e che possano rendersi disponibili, perché anche in quarantena il bisogno di volontariato non diminuisce”.

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Fonte: Vatican News

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