Sanificata la Basilica di San Pietro per la riapertura ai fedeli

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Dopo più di due mesi si potrà tornare, in totale sicurezza, nella Basilica vaticana centro della cristianità. Arcangeli: usate tutte le cautele. Sanificata oggi anche la Basilica di San Giovanni, domani l’intervento a San Paolo fuori le Mura

Tutto è pronto per accogliere i fedeli che potranno tornare a pregare, dal prossimo lunedì, sulla tomba di Pietro, nel rispetto delle normative vigenti previste per contrastare il diffondersi del coronavirus. Oggi sono state sanificate le navate, gli altari, praticamente ogni superficie. Salendo verso la Basilica sarà impossibile non sfogliare con la memoria le istantanee della chiesa senza gente, della piazza vuota. Spazi abitati però dalla speranza di Cristo che ha abbracciato, anche attraverso il crocifisso di San Marcello e la Salus Populi Romani tutto il mondo. Immagini e preghiere che hanno accompagnato, tante volte, in questo tempo di pandemia, le celebrazioni del Papa. Le porte si apriranno e sarà come tornare a respirare. Sul fronte sanitario sarà un rientro in totale sicurezza, conferma il professor Andrea Arcangeli, vice direttore della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Professor Arcangeli, oggi la sanificazione della Basilica di San Pietro. Quali sono state le modalità?

R. – Innanzitutto, una piccola premessa: la sanificazione è una procedura abbastanza semplice ma che prevede una serie di fasi. Prima di tutto, bisogna fare la pulizia classica con le solite soluzioni detergenti di sapone e acqua. Dopodiché bisogna utilizzare sostanze che vengono, come nel caso di oggi, nebulizzate sulle superfici e che hanno l’obiettivo di ridurre quantitativamente la carica batterica e virale sulle superfici stesse. E’ chiaro che non si può arrivare all’abolizione totale: quella sarebbe la sterilizzazione, quella che si fa in sala operatoria. Però è importante abbassare moltissimo la carica virale. Oggi sono state utilizzate soluzioni a base di cloro. Chiaramente, queste sostanze devono essere utilizzate in modo adeguato, perché possono danneggiare le superfici pregiate, le opere d’arte di cui qui, ovviamente, siamo ricchissimi. Quindi, vanno date con le dovute cautele.

Quali spazi sono sanificati?

R. – Praticamente tutti gli spazi in cui c’è maggiore passaggio. Quindi si va dai pavimenti agli altari, alla sagrestia, alle scale… in pratica, tutte le superfici.

Quali difficoltà si incontrano nella sanificazione in spazi così ampi?

R. – Grosse difficoltà non ce ne sono; sono sempre state fatte. E’ chiaro che adesso, utilizzando queste sostanze, in particolare le soluzioni a base di cloro, bisogna avere una particolare attenzione su come vengono distribuite, ma non abbiamo particolari problemi.

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Fonte: Vatican News

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